Stellantis investe 22 miliardi nell’elettrico: il titolo subisce un crollo sorprendente

Stellantis investe 22 miliardi nell'elettrico: il titolo subisce un crollo sorprendente

Stellantis investe 22 miliardi nell'elettrico: il titolo subisce un crollo sorprendente

Giada Liguori

Febbraio 8, 2026

Torino, 8 febbraio 2026 – Stellantis cambia marcia e punta tutto sull’elettrico. Una scelta che costerà oltre 22 miliardi di euro e che ha già fatto tremare i mercati. Venerdì, a Piazza Affari, il titolo del gruppo ha perso il 25,17%, chiudendo a 6,11 euro per azione. Un crollo che riporta il valore delle azioni a livelli di maggio 2020 e che si traduce in una perdita di 5,9 miliardi di euro** in un solo giorno. Per il 2026 niente dividendi per gli azionisti: la priorità, spiegano dal gruppo, è finanziare la svolta industriale.

Stellantis scommette sull’elettrico: investimenti pesanti e nuove obbligazioni

Il piano presentato dall’amministratore delegato Antonio Filosa punta a spingere forte sulla produzione di auto elettriche per rispondere alle richieste del mercato. “Nel 2026 torneremo a fare utili”, ha detto Filosa in una conference call con gli analisti, precisando che non ci saranno aumenti di capitale. Il consiglio ha approvato l’emissione di obbligazioni ibride perpetue subordinate non convertibili fino a un massimo di 5 miliardi di euro. Un modo per rinforzare le finanze senza toccare le quote degli azionisti attuali.

Fonti interne spiegano che la scelta dell’elettrico nasce dalla necessità di recuperare terreno sui concorrenti europei e asiatici. “Il mercato sta cambiando in fretta – ha detto un dirigente vicino al dossier – e dobbiamo adeguarci alle nuove regole del gioco”. Solo così, forse, arriverà la ripresa.

Il secondo semestre 2025 segna il passo: perdite pesanti e ricavi sotto pressione

I conti del secondo semestre 2025 riflettono già la nuova strategia. Il gruppo prevede una maxiperdita tra 19 e 21 miliardi di euro, con ricavi stimati tra 78 e 80 miliardi. Il risultato operativo rettificato sarà negativo, tra -1,2 e -1,5 miliardi, mentre il cash flow dovrebbe chiudere in rosso tra 2,3 e 2,5 miliardi.

Una situazione che preoccupa gli investitori ma che, secondo Filosa, è un passaggio necessario per rilanciare il gruppo. “Sappiamo che sarà difficile – ha ammesso l’amministratore delegato – ma il settore sta cambiando come mai prima d’ora”. In Borsa, però, la reazione è stata immediata: tanti piccoli azionisti hanno venduto fin dalle prime ore.

Dividendi tagliati nel 2026: la transizione prima di tutto

La decisione di non pagare dividendi nel 2026 ha lasciato freddi gli investitori istituzionali. “È una scelta dura, ma indispensabile”, ha detto un membro del consiglio d’amministrazione in serata. L’obiettivo è finanziare la riconversione degli stabilimenti e sostenere la ricerca sulle nuove tecnologie.

A Mirafiori, la storica fabbrica torinese, i sindacati hanno chiesto un incontro urgente per capire le conseguenze sul lavoro. “Vogliamo sapere cosa succederà ai lavoratori”, ha spiegato Roberto Benassi della Fiom-Cgil. Per ora non sono previsti tagli, ma la situazione resta in evoluzione.

Mercati in allarme: cosa aspettarsi da Stellantis

Gli analisti restano cauti sul futuro a breve termine di Stellantis. Nel report di venerdì sera, Mediobanca Securities sottolinea che “la scommessa sull’elettrico è rischiosa ma necessaria per restare in gioco”. Il titolo potrebbe rimanere sotto pressione per settimane, almeno fino a quando non arriveranno i primi segnali concreti della nuova strategia.

Intanto il gruppo guarda avanti. Filosa ha ribadito: “Non servono aumenti di capitale” e l’obiettivo resta tornare a crescere già dal 2026. Una promessa che dovrà fare i conti con un mercato che cambia in fretta e con la pazienza degli azionisti, messi a dura prova in una delle fasi più difficili per l’automotive europeo.