Zelensky: la notte degli attacchi russi con 400 droni e 40 missili

Zelensky: la notte degli attacchi russi con 400 droni e 40 missili

Zelensky: la notte degli attacchi russi con 400 droni e 40 missili

Matteo Rigamonti

Febbraio 8, 2026

Kiev, 8 febbraio 2026 – Un nuovo attacco notturno ha colpito l’Ucraina. La Russia ha lanciato più di 400 droni e quasi 40 missili tra la tarda serata di ieri e le prime ore di oggi. A darne notizia è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che si è rivolto al paese in diretta poco dopo le 7 del mattino, da un rifugio nel centro di Kiev. “La produzione di queste armi non sarebbe possibile senza componenti chiave provenienti dall’estero, che i russi continuano a ottenere aggirando le sanzioni”, ha spiegato Zelensky, mettendo in luce come il flusso di tecnologia occidentale verso Mosca resti una delle principali falle del sistema di sanzioni internazionale.

Notte di fuoco: droni e missili colpiscono più città

Secondo le prime informazioni dello Stato Maggiore ucraino, l’attacco ha preso di mira diverse regioni, tra cui Kharkiv, Dnipro e la periferia di Kiev. Le sirene sono scattate intorno alle 23.45, mentre i primi impatti sono stati registrati poco dopo la mezzanotte. “Abbiamo contato almeno 400 droni Shahed e quasi 40 missili, alcuni dei quali balistici Iskander”, ha detto un portavoce delle forze armate ucraine. I danni più gravi si sono concentrati in alcune zone industriali e vicino a infrastrutture energetiche. Gli incendi hanno richiesto l’intervento dei vigili del fuoco fino all’alba.

Componenti esteri: Mosca aggira le sanzioni

Zelensky ha puntato il dito contro la capacità della Russia di procurarsi ancora componenti chiave esteri per costruire droni e missili. “Senza questi pezzi, la loro industria bellica sarebbe bloccata”, ha detto il presidente ucraino. Secondo fonti governative, Mosca riesce a ottenere microchip, sensori e altri elementi tecnologici grazie a una rete di società intermediarie, spesso registrate in paesi terzi. “Questo è un problema che riguarda tutta l’Europa”, ha aggiunto Zelensky, chiedendo un giro di vite sui controlli doganali e sulle esportazioni.

Nuove sanzioni contro società e criptovalute

Nel suo discorso, Zelensky ha annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni rivolto proprio alle aziende che facilitano il passaggio di tecnologia verso la Russia. “Abbiamo incluso anche le realtà che forniscono il mercato russo delle criptovalute e il mining”, ha spiegato il presidente. L’obiettivo è colpire non solo i fornitori diretti, ma anche chi aiuta Mosca a bypassare i blocchi finanziari internazionali con le valute digitali. Alcune di queste misure saranno inserite nel ventesimo pacchetto di sanzioni dell’Unione Europea, ora in fase finale di approvazione a Bruxelles.

Il mondo reagisce: sostegno e nuove restrizioni

A poche ore dall’annuncio, sono arrivate le prime risposte dai partner occidentali. Un portavoce della Commissione europea ha confermato che “il nuovo pacchetto includerà restrizioni più dure sulle esportazioni tecnologiche e sulle transazioni in criptovalute”. Anche dagli Stati Uniti è arrivato un segnale di sostegno: “Continueremo a lavorare con i nostri alleati per chiudere ogni possibile via di fuga dalle sanzioni”, ha detto un funzionario del Dipartimento di Stato.

Inverno duro, paura per le infrastrutture

Intanto, in Ucraina si prepara un altro inverno difficile. Gli attacchi alle reti energetiche rischiano di lasciare migliaia di persone senza elettricità e riscaldamento nelle prossime settimane. “Stiamo facendo il possibile per ripristinare la corrente”, ha assicurato il sindaco di Kiev, Vitaliy Klitschko, durante un sopralluogo in uno dei quartieri colpiti. Ma la tensione è alta: in strada si vedono generatori portatili, lunghe file ai negozi di alimentari e volontari che distribuiscono coperte.

Il nodo delle forniture tecnologiche

Il tema delle forniture tecnologiche resta al centro del dibattito internazionale. Secondo un rapporto di gennaio dell’istituto britannico RUSI, almeno il 60% dei componenti elettronici trovati nei droni russi abbattuti in Ucraina arriva da aziende occidentali o asiatiche. “Serve una risposta unita”, ha detto Zelensky, chiedendo a Europa e Stati Uniti uno sforzo più deciso per tenere sotto controllo le catene di approvvigionamento.

Solo così – forse – la pressione economica potrà davvero indebolire la macchina da guerra russa. Nel frattempo, Kiev resta in allerta. E la notte torna a farsi sentire con il rumore dei droni.