Napoli, 9 febbraio 2026 – Il mondo dei dolci italiani chiude il 2025 con un fatturato che si aggira intorno agli 8 miliardi di euro, secondo i dati del Registro Imprese. Napoli resta la città con il maggior numero di attività nel settore, con ben 943 aziende attive, davanti a Roma (571), Milano (410), Bari (330), Torino (314) e Salerno (288). Un’immagine che racconta non solo la forza economica del comparto, ma anche i cambiamenti degli ultimi anni.
Crescono le imprese, ma non ovunque
A fine 2025, in Italia ci sono 9.748 aziende dolciarie attive. Di queste, 5.869 producono alimenti, 1.645 si occupano di commercio all’ingrosso e 2.234 di vendita al dettaglio. Il Registro Imprese segnala una leggera crescita rispetto al 2024: +108 imprese rispetto alle 9.640 di un anno fa. Però se si guarda al 2020, il numero è un po’ calato: allora erano 9.943. Resta comunque più alto rispetto al 2015, quando si contavano 9.566 attività.
Il settore mostra dunque una certa vitalità, anche se con alti e bassi. “La domanda interna tiene, ma pesa l’incertezza sui costi dell’energia e delle materie prime”, spiega un esperto della Camera di Commercio di Milano. Solo guardando a questi numeri si capisce la capacità di resistere di un comparto che continua a investire e rinnovarsi.
Giovani, donne e stranieri: dove crescono di più
Il rapporto mette in evidenza alcune tendenze interessanti. A Brescia, il 16% delle attività dolciarie è guidato da imprenditori stranieri, il dato più alto in Italia, seguito da Milano con il 13%. La media nazionale si ferma al 6%. “La presenza straniera ormai è una realtà consolidata”, ammette un rappresentante dell’Associazione Pasticceri Lombardi.
Sul fronte giovani, il Trentino è in cima: il 18% delle imprese è gestito da under 35, sia in regione che nella città di Trento. La media italiana è all’11%. “C’è voglia di mettersi in gioco”, racconta Elisa Moser, giovane titolare di una pasticceria a Rovereto.
Il Friuli Venezia Giulia si distingue per la presenza femminile: ben il 52% delle imprese dolciarie è guidato da donne, con Udine che sfiora il 51%. La media nazionale è del 36%. “Le donne portano innovazione e cura nella qualità”, spiega la presidente di Confartigianato Udine.
Lavoro: Milano guida per addetti
Sul fronte dell’occupazione, le aziende dolciarie italiane danno lavoro a circa 53mila persone, per lo più nell’industria. Milano è in testa con 3.826 addetti, seguita da Napoli (3.228), Verona (2.723), Roma (2.411), Bari (2.081), Torino (2.055) e Cuneo (2.037). Numeri che raccontano una filiera solida, ben radicata nel territorio.
“Il settore dolciario resta uno dei pilastri dell’agroalimentare italiano”, sottolinea Paolo Barilla, presidente di Unionfood. Ma le sfide non mancano: dalla concorrenza estera ai cambiamenti nei consumi, fino alla digitalizzazione dei processi produttivi.
Tradizione e innovazione, la forza del dolce made in Italy
Dietro i numeri, c’è un mondo fatto di botteghe artigianali e grandi aziende, ricette di famiglia e nuove mode salutiste. A Napoli, nei vicoli dei Quartieri Spagnoli, la pasticceria è un mestiere che passa di padre in figlio: “Il babà qui non è solo un dolce, è un rito”, racconta Antonio Russo, terza generazione al bancone.
A Milano, invece, si sperimenta: “Abbiamo introdotto dolci senza glutine e vegani per rispondere alle richieste dei clienti”, spiega Chiara Bianchi, titolare di una storica pasticceria in zona Isola.
Così il settore dolciario italiano – tra luci e ombre – continua a essere un pezzo fondamentale dell’economia nazionale e della cultura gastronomica del Paese.
