Milano, 9 febbraio 2026 – Per la prima volta, un gruppo di astronomi ha messo a fuoco l’identikit delle stelle più grandi che scappano dalla Via Lattea, scoprendo caratteristiche e comportamenti che fanno luce sulla vita movimentata della nostra galassia. A guidare la ricerca è stata Mar Carretero-Castrillo dell’Università di Barcellona; lo studio, pubblicato su Astronomy & Astrophysics, si basa sui dati forniti dalla missione europea Gaia.
Stelle in fuga: chi sono e perché corrono via
Le cosiddette stelle in fuga – o runaway stars – sono corpi celesti molto grandi e luminosi che si muovono a velocità insolite, allontanandosi dal posto dove sono nate. Gli astronomi hanno studiato 214 stelle di tipo O, tra le più massicce che conosciamo, scoprendo che molte stanno andando verso l’esterno della Via Lattea seguendo rotte poco comuni. “Abbiamo notato che non si muovono come le altre stelle, ma sembrano essere state spinte via da eventi molto violenti”, ha spiegato Carretero-Castrillo.
Perché queste stelle cambiano strada
Le cause di queste fughe sono ancora da capire, ma le ipotesi principali riguardano due eventi: o la spinta arrivata da un’esplosione vicina, come quella di una supernova, oppure l’incontro ravvicinato con un oggetto molto massiccio, come un buco nero. In entrambi i casi, la forza di gravità è abbastanza forte da cambiare bruscamente la direzione della stella, lanciandola verso i margini della galassia. “Non si tratta di movimenti casuali”, ha detto la ricercatrice, “ma di effetti diretti di incontri molto energetici”.
Gaia: uno sguardo senza precedenti sulla Via Lattea
Tutto questo è stato possibile grazie a Gaia, la missione dell’Agenzia Spaziale Europea lanciata nel 2013, che ha mappato con grande precisione posizione, distanza e movimento di più di un miliardo di stelle nella nostra galassia. Grazie a questi dati, il team ha potuto ricostruire le rotte delle stelle osservate, scoprendo quali si allontanano in modo anomalo. “Gaia ci regala una visione nuova e dettagliata della struttura e del movimento della Via Lattea”, ha commentato Carretero-Castrillo.
Rotazione lenta e stelle sole: i dettagli che sorprendono
Un dato curioso emerso dallo studio riguarda la rotazione delle stelle in fuga: la maggior parte gira su sé stessa lentamente. Un risultato che ha stupito gli stessi ricercatori, abituati a pensare che le stelle giovani e grandi girino più velocemente. Inoltre, quelle che corrono più forte sono spesso singole, senza una compagna di viaggio. Questo fa pensare che siano state spinte fuori da giovani gruppi di stelle attraverso complicate interazioni gravitazionali.
Sistemi binari e buchi neri: nuove scoperte
Non tutte le stelle in fuga viaggiano da sole. Gli scienziati hanno individuato 12 sistemi binari – coppie di stelle legate dalla gravità – tra quelle in movimento verso l’esterno della galassia. In sei casi, uno dei due corpi potrebbe essere un piccolo buco nero. Questa scoperta apre nuove domande su come si formano e si evolvono questi sistemi nella Via Lattea. “Questi sistemi binari ci aiuteranno a capire meglio come nascono i buchi neri e come interagiscono con le stelle vicine”, ha aggiunto Carretero-Castrillo.
Cosa ci dicono queste stelle sulla Via Lattea
Lo studio segna un passo avanti per capire come si muove la galassia e quali processi regolano la vita, la nascita e la morte delle stelle più grandi. I dati raccolti potranno migliorare i modelli che spiegano la struttura della Via Lattea e come cambierà nel tempo. “Ogni stella in fuga ha una storia a sé”, ha concluso Carretero-Castrillo, “e solo studiandole possiamo sperare di ricostruire il passato turbolento della nostra galassia”.
