Roma, 9 febbraio 2026 – Mediocredito Centrale chiude il 2025 con un utile netto consolidato in crescita del 16%, arrivando a quota 82,7 milioni di euro. È il dato che emerge oggi dalla banca guidata da Francesco Minotti, in un mercato caratterizzato da tassi in calo e una concorrenza bancaria sempre più agguerrita. Nonostante questo, il gruppo ha rafforzato la sua posizione, puntando soprattutto a sostenere l’economia del Mezzogiorno.
Le performance delle controllate: numeri diversi, risultati solidi
Guardando ai numeri delle controllate, il quadro è variegato. Mcc ha messo a segno un utile di 40,85 milioni di euro, con un balzo del 57% rispetto all’anno prima. Bene anche BdM Banca, che chiude a 31,83 milioni (+42%), mentre Credito Real Orvieto si ferma a 10,83 milioni, con un calo contenuto dell’1,5%. Nel complesso, il risultato delle tre banche è stato corretto dalla svalutazione della partecipazione in BdM (-11 milioni) e integrato da effetti positivi di consolidamento per 10,15 milioni, legati a rettifiche e aggiustamenti di gruppo.
Il Sud al centro: oltre 2,4 miliardi per imprese e famiglie
Tra i punti più evidenziati dal management c’è il sostegno all’economia reale, con un occhio particolare al Sud. Nel 2025, il gruppo ha erogato più di 2,4 miliardi di euro a favore di imprese e famiglie. Da quando è nato, il totale dei finanziamenti ha superato i 12 miliardi, con oltre il 65% destinato alle regioni meridionali. “Abbiamo voluto rafforzare il nostro impegno verso il tessuto produttivo del Mezzogiorno”, ha detto Minotti, ribadendo come la missione sociale resti al centro della strategia.
Margine di interesse e commissioni: luci e ombre nel bilancio
Il bilancio 2025 mostra alcune tendenze contrastanti. Il margine di interesse cala del 5,4%, scendendo da 297,3 milioni a 281,3 milioni di euro. La banca spiega questo calo con l’andamento negativo dei tassi, solo in parte bilanciato dall’aumento dei volumi. Al contrario, le commissioni nette crescono del 18,1%, arrivando a 189,4 milioni (erano 160,3 milioni nel 2024). Un segnale che racconta una diversificazione delle entrate e una maggiore attenzione ai servizi per i clienti.
Impiegati e risparmiatori più fiduciosi
Sul fronte degli impieghi, il gruppo registra una crescita importante: gli impieghi netti a clientela salgono a 9,6 miliardi di euro, dai 8,7 miliardi del 2024. Anche la raccolta diretta fa un salto, toccando i 12.801 milioni contro gli 11.354 milioni dell’anno prima. Numeri che mostrano una fiducia crescente da parte dei risparmiatori e una buona capacità di attrarre nuova liquidità.
Qualità del credito sotto controllo, ma con qualche segnale d’allarme
La qualità del credito resta sotto controllo. Considerando anche i titoli deteriorati, inclusi quelli coperti da Gacs, l’Npe ratio lordo si attesta al 6,6%, leggermente in salita rispetto al 6,4% di fine 2024. Fonti interne spiegano che il dato riflette sia l’andamento economico generale sia una politica prudente sugli accantonamenti.
Cosa ci aspetta nel 2026
Guardando al futuro, il gruppo punta a consolidare la sua presenza sul territorio e a spingere ancora di più il sostegno alle imprese del Sud. “Il nostro obiettivo è accompagnare la crescita economica del Paese, con un’attenzione speciale alle zone più fragili”, ha detto Minotti presentando i risultati. Per il 2026 sono previsti investimenti nella digitalizzazione e nuovi servizi dedicati alle PMI.
In sintesi, il bilancio 2025 di Mediocredito Centrale racconta una banca in movimento: utile in crescita, un impegno concreto per il Sud e un occhio sempre attento alla qualità degli attivi. Un equilibrio non scontato, in un settore ancora alle prese con sfide e incertezze.
