San Diego, 9 febbraio 2026 – Un passo avanti importante nella gestione dei dati genetici arriva dall’Università della California a San Diego. Il team guidato da Yatish Turakhia ha messo a punto una tecnica innovativa per comprimere e analizzare milioni di genomi in tempi molto più rapidi e con meno complicazioni. Il lavoro, pubblicato su Nature Genetics, potrebbe rivoluzionare il modo in cui si conservano e si studiano i dati genomici, con effetti diretti su ricerca, medicina e prevenzione.
Il nodo spazio e velocità nella genomica
Negli ultimi anni, il sequenziamento del genoma è diventato più veloce e meno costoso. Ma il vero problema resta come maneggiare e confrontare milioni di sequenze. Servono computer potentissimi, tanta energia e competenze tecniche di alto livello. “Gestire tutti questi genomi è davvero una sfida enorme”, spiega Turakhia, “la quantità di dati rischia di diventare ingestibile”.
Panman: meno spazio, più informazioni
La soluzione si chiama Pangenome Mutation-Annotated Network, o semplicemente Panman. Questo formato permette di comprimere in modo eccezionale i pangenomi, cioè grandi raccolte di genomi appartenenti a una stessa specie. Ma non è solo una questione di risparmio di spazio. Panman aiuta anche a individuare facilmente le famiglie di mutazioni e a seguirle nel tempo. “Con questa tecnica si fa molto di più, usando molto meno”, dice Turakhia, “così possiamo allargare lo sguardo sulle analisi pangenomiche”.
Dai virus all’uomo: i primi test e cosa ci aspetta
La nuova tecnologia è già stata testata su diversi microrganismi. Prendiamo il Sars-CoV-2: più di 8 milioni di genomi del virus sono stati compressi in soli 366 megabyte. Un risultato impressionante, considerando che prima per conservare quella mole di dati serviva uno spazio 3.000 volte maggiore. “Se riusciremo a usare questa compressione anche per i genomi umani, cambierà tutto. Potremo archiviare, analizzare e condividere dati genetici su scala enorme”, sottolinea Turakhia.
Una spinta alla ricerca e alla medicina su misura
Gestire grandi volumi di dati genetici in modo più semplice apre nuove strade anche per la medicina personalizzata. Gli scienziati potranno confrontare varianti genetiche di milioni di persone, scoprendo più in fretta legami tra mutazioni e malattie. “È un salto avanti per tutta la genomica”, commenta uno dei ricercatori, “prima solo pochi centri con grandi risorse potevano fare analisi così grandi”.
Big data più sostenibili
Oltre ai vantaggi scientifici, questa tecnica ha anche un lato verde. Riducendo la necessità di enormi strutture informatiche e abbassando i consumi energetici, Panman può rendere la ricerca genetica più “leggera” per l’ambiente. “Non è solo una questione di velocità o spazio”, spiega Turakhia, “ma anche di rendere la scienza più accessibile e responsabile”.
Il futuro è collaborativo
Il gruppo della California sta già lavorando con altri centri per portare Panman in nuovi campi della genetica. L’obiettivo è far circolare questa tecnologia tra laboratori e ospedali di tutto il mondo, creando un filo diretto tra scienziati e medici. “Solo così potremo davvero parlare di una rivoluzione nella gestione dei dati genomici”, dice uno dei ricercatori.
Per ora, la comunità scientifica segue con attenzione i primi risultati. Se confermati su larga scala, questi potrebbero segnare l’inizio di una nuova era nello studio del DNA e delle sue infinite varianti.
