Crollo dell’indice del gas in Italia: scende a 33,13 euro al MWh

Crollo dell'indice del gas in Italia: scende a 33,13 euro al MWh

Crollo dell'indice del gas in Italia: scende a 33,13 euro al MWh

Giada Liguori

Febbraio 11, 2026

Milano, 11 febbraio 2026 – L’Italian Gas Index (Igi), il termometro quotidiano dei prezzi del gas in Italia, oggi scende a 33,13 euro al MWh, in calo rispetto ai 35,94 euro al MWh di ieri. Il dato, diffuso nelle prime ore dal Gestore dei Mercati Energetici (Gme), arriva in un momento di attenzione massima da parte degli operatori, tra oscillazioni internazionali e dinamiche interne al mercato.

Igi in calo: cosa cambia sul mercato

L’Igi viene aggiornato ogni giorno dal Gme e serve da punto di riferimento per chi lavora nel settore del gas naturale. Questa discesa di quasi tre euro in un solo giorno – da 35,94 a 33,13 euro al MWh – non è passata inosservata tra gli addetti ai lavori. “È un segnale che indica un’offerta più abbondante rispetto alla domanda attuale”, commenta un trader milanese che segue da vicino le contrattazioni all’ingrosso.

Le prime letture collegano questo calo sia a fattori stagionali – temperature più miti del solito per febbraio – sia a una minore pressione sui mercati europei dopo le tensioni di gennaio. “Il sistema regge bene, le scorte sono solide”, aggiunge lo stesso esperto.

Che cos’è l’Italian Gas Index e a cosa serve

L’Italian Gas Index è uno strumento creato dal Gme per dare trasparenza e chiarezza ai prezzi del gas in Italia. Si basa sulle transazioni reali fatte ogni giorno sul mercato spot nazionale e aiuta sia gli operatori sia i grandi consumatori industriali a orientarsi nelle scelte di acquisto e copertura.

“L’Igi è ormai un riferimento stabile nei contratti di fornitura”, spiega un responsabile commerciale di una multiutility lombarda. “Permette di legare i prezzi a un valore oggettivo e riduce l’incertezza tra fornitori e clienti”. Il dato viene pubblicato sul sito del Gme intorno alle 8 del mattino e subito seguito da società energetiche, industrie e analisti.

Cosa significa per famiglie e imprese

Il calo dell’Igi non si traduce subito in bollette più basse per famiglie e imprese, ma è comunque un segnale positivo. “Se questa tendenza si conferma nelle prossime settimane, potremmo vedere effetti anche sulle tariffe finali”, dice un portavoce di Arera, l’Autorità per l’energia.

Anche le associazioni dei consumatori stanno monitorando la situazione. “Chiediamo che eventuali ribassi arrivino rapidamente agli utenti”, afferma Massimiliano Dona dell’Unione Nazionale Consumatori. Secondo Arera, a gennaio il prezzo medio del gas per le famiglie nel mercato tutelato era di 0,98 euro al metro cubo. Resta da vedere se la discesa dell’Igi si rifletterà presto sulle tariffe.

Il quadro europeo e le prospettive

Il movimento dell’Igi si inserisce in un contesto europeo ancora incerto, segnato da tensioni geopolitiche e una domanda energetica che varia. Nei principali mercati europei, come il TTF olandese, i prezzi hanno seguito andamenti simili, influenzati dal clima e dalle forniture da Russia e Nord Africa.

“Il mercato italiano resta sensibile agli shock esterni”, spiega un analista di Ref-E. “Ma la diversificazione delle fonti e l’aumento delle capacità di stoccaggio aiutano a mantenere i prezzi più stabili”. Nei prossimi giorni, molto dipenderà dal meteo e dall’evoluzione delle tensioni internazionali.

L’Igi, chiave di trasparenza

In questo scenario, l’Italian Gas Index si conferma uno strumento fondamentale per garantire trasparenza e affidabilità nelle compravendite. “Conoscere ogni giorno il prezzo reale del gas in Italia aiuta tutti gli attori della filiera”, ricorda il Gme in una nota. Solo così si possono pianificare investimenti e strategie senza affidarsi a previsioni poco solide.

Per oggi, il dato dell’11 febbraio – 33,13 euro al MWh – fotografa una fase di relativa calma. Ma gli operatori continuano a seguire con attenzione ogni mossa del mercato.