Milano, 11 febbraio 2026 – Dopo due giorni di calo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati sul diesel, in Italia si muove qualcosa di diverso. Eni ha alzato di un centesimo i prezzi raccomandati per benzina e diesel. Per ora, però, le medie nazionali dei prezzi alla pompa restano stabili, secondo i dati raccolti alle 8 di ieri da Quotidiano Energia grazie alle segnalazioni dei gestori all’Osservaprezzi del Mimit.
Prezzi alla pompa fermi, ma Eni rompe gli indugi
Entrando nei dettagli, il prezzo medio nazionale della benzina self service è a 1,651 euro al litro. Tra le diverse compagnie, si va da 1,641 a 1,663 euro al litro. I distributori “no logo” rimangono un po’ più bassi, con una media di 1,640 euro al litro. Sul fronte del diesel self, la situazione è simile: il prezzo medio è di 1,698 euro al litro, con i brand principali che oscillano tra 1,690 e 1,715 euro al litro. I “no logo” si fermano a 1,686 euro al litro.
Nonostante i ribassi sui mercati internazionali, la rete italiana per ora non segue la scia. “Stiamo tenendo d’occhio i mercati – dice un gestore milanese – ma i margini sono risicati e ogni cambiamento lo valutiamo con molta attenzione”. Nei prossimi giorni capiremo se anche gli altri operatori seguiranno la scia di Eni.
Servito più caro, differenze tra i marchi
Chi preferisce il rifornimento servito paga di più. La benzina servita si ferma a una media di 1,794 euro al litro, con punte che vanno da 1,730 a 1,866 euro al litro negli impianti delle compagnie. Anche qui, i distributori indipendenti mantengono prezzi più bassi: 1,701 euro al litro. Il diesel servito resta invece stabile a 1,838 euro al litro, praticamente uguale alla rilevazione di due giorni fa (1,839 euro). Le compagnie oscillano tra 1,777 e 1,918 euro al litro, mentre i “no logo” si attestano a 1,743 euro al litro.
“Molti clienti ci chiedono perché il servito costa di più rispetto al self – racconta un addetto a una stazione di servizio in zona Porta Romana – ma il costo del servizio si sente ancora parecchio nel prezzo finale”.
Gpl e metano: prezzi fermi ma differenziati
Per i carburanti alternativi, la situazione resta tranquilla. Il Gpl auto si vende in media tra 0,696 e 0,725 euro al litro, con i distributori senza marchio che offrono tariffe leggermente più basse, intorno a 0,685 euro al litro. Il metano auto si muove tra 1,401 e 1,490 euro al chilogrammo, mentre i “no logo” si fermano a una media di 1,405 euro al chilogrammo.
Secondo alcuni addetti ai lavori, la domanda di Gpl e metano è più bassa rispetto ai picchi degli anni passati. “I clienti sono più attenti che mai – spiega un gestore romano – spesso controllano i prezzi online prima di decidere dove fare il pieno”.
Sguardo al futuro: cosa aspettarsi nelle prossime settimane
In questo momento di apparente calma, tutti guardano con attenzione a cosa succederà. L’aumento deciso da Eni potrebbe far partire una nuova serie di rincari anche tra gli altri operatori. Le oscillazioni internazionali, soprattutto sul diesel, potrebbero spingere i grandi marchi a muoversi già nei prossimi giorni.
Per ora, chi viaggia trova prezzi praticamente uguali alla scorsa settimana. Ma se la tendenza dovesse cambiare, sarà allora che si potranno vedere gli effetti concreti sulle tasche degli automobilisti italiani.
