Garante propone di spostare gli scioperi del trasporto aereo lontano da Milano Cortina

Garante propone di spostare gli scioperi del trasporto aereo lontano da Milano Cortina

Garante propone di spostare gli scioperi del trasporto aereo lontano da Milano Cortina

Matteo Rigamonti

Febbraio 11, 2026

Milano, 11 febbraio 2026 – La Commissione di Garanzia sugli scioperi ha lanciato un allarme al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: le agitazioni nel trasporto aereo previste per il 16 febbraio e il 7 marzo potrebbero mettere a rischio la libertà di circolazione proprio nei giorni chiave dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali Milano-Cortina 2026. La segnalazione è arrivata ieri, al termine di una riunione in cui la Commissione ha valutato l’impatto che gli scioperi potrebbero avere sul regolare svolgimento dell’evento sportivo.

Scioperi in volo, Olimpiadi a rischio: i giorni decisivi sotto scacco

Nel documento ufficiale si parla di una “situazione critica” per la sovrapposizione tra le date degli scioperi nel trasporto aereo e il programma delle Olimpiadi invernali. Il 16 febbraio gli atleti saranno già in gara, mentre il 7 marzo si terranno ancora competizioni paralimpiche. “Esiste un serio rischio che venga compromessa la libertà di movimento”, si legge nella lettera inviata al ministro Matteo Salvini, a capo del dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il pericolo riguarda non solo gli atleti, ma anche il pubblico, le delegazioni ufficiali e tutto il personale impegnato nell’organizzazione dei Giochi.

La proposta della Commissione: spostare gli scioperi fuori dai giorni olimpici

Per evitare che gli scioperi mettano in crisi la manifestazione, la Commissione di Garanzia ha suggerito di spostare le astensioni al periodo “neutro” tra il 24 febbraio e il 4 marzo. In quei giorni, secondo il calendario ufficiale, non sono in programma gare o eventi olimpici e paralimpici. “Si vuole salvaguardare sia il diritto allo sciopero, sia la buona riuscita delle Olimpiadi”, spiegano fonti vicine alla Commissione. L’idea è di trovare un punto d’incontro che eviti scontri tra sindacati e istituzioni, senza però sacrificare le ragioni dei lavoratori.

Sindacati in attesa: il confronto resta aperto

Al momento, le principali sigle del settore – tra cui Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti – non si sono ancora espresse ufficialmente sulla proposta. Ma la notizia si è già diffusa negli aeroporti milanesi. “Siamo pronti a parlare, ma non accetteremo imposizioni”, ha detto un delegato sindacale di Malpensa, che ha preferito restare anonimo. La tensione è palpabile: da una parte c’è la necessità di difendere i diritti dei lavoratori del trasporto aereo, dall’altra la pressione per non mettere i bastoni tra le ruote a un evento che porta l’Italia sotto i riflettori del mondo.

Il ricordo di Torino 2006: come si gestirono allora le emergenze

Non è la prima volta che una grande manifestazione sportiva deve fare i conti con possibili scioperi nei trasporti. Nel 2006, durante le Olimpiadi invernali di Torino, si trovò un accordo all’ultimo momento tra sindacati e istituzioni per garantire i servizi minimi essenziali. “La priorità resta sempre conciliare i diritti costituzionali”, ha ricordato ieri un funzionario del Ministero, che ha indicato proprio l’esperienza torinese come un modello da seguire. Ma oggi la situazione è più complessa: il traffico aereo è aumentato, così come le aspettative su efficienza e sicurezza.

Il futuro a breve: attesa per la decisione del Ministero

Nelle prossime ore è previsto un confronto tra le parti coinvolte. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dovrà decidere se accettare la proposta della Commissione o cercare una mediazione diversa. Intanto, il Comitato organizzatore di Milano-Cortina segue con attenzione la situazione. “Non possiamo permetterci disservizi proprio ora”, ha ammesso un portavoce della Fondazione Milano Cortina 2026. La posta in gioco è alta: far sì che i Giochi si svolgano senza intoppi, senza però comprimere troppo il diritto allo sciopero.

Resta da vedere se i sindacati accetteranno di spostare le date o se si arriverà a uno scontro. Per ora, l’unica certezza è che la questione sarà al centro dell’attenzione nei prossimi giorni, tra tavoli tecnici, comunicati e trattative serrate. Sullo sfondo, la speranza condivisa che lo sport possa ancora una volta unire, anziché dividere.