Milano, 11 febbraio 2026 – Il basket non è solo uno sport, è uno stile di vita. Questo è il cuore del messaggio che Tyree Dillihay e Adam Rosette, co-registi di ‘Goat: Sogna in grande’, hanno voluto portare sul grande schermo con il nuovo film d’animazione di Sony Pictures Animation, in arrivo nelle sale italiane dal 12 febbraio. Un lavoro lungo e intenso: sette anni e mezzo di produzione, più di cento artisti al lavoro, e un obiettivo preciso. Raccontare la passione per la palla a spicchi con una storia che parla a tutti, non solo agli appassionati.
Una lettera d’amore al basket e alla diversità
“Amiamo ogni aspetto di questa cultura”, hanno raccontato Dillihay e Rosette durante una visita agli studi Sony, riservata a pochi giornalisti. Il film nasce da un’idea di Kristine Belson, presidente dello studio: “Voleva un film sportivo con un underdog come protagonista, ma in un mondo popolato solo da animali”, ha spiegato Dillihay. Così è nata la storia di Will, una capretta magra e un po’ scombussolata che sogna di diventare campione di roarball, una versione più dura e veloce del basket, dominata da animali molto più grandi, come rinoceronti e cavalli.
Will cresce tra spalti malandati e campetti di periferia, con la madre che lo sprona a “sognare in grande”. Il suo idolo è Jett Fillmore, la pantera stella dei Thorns, la squadra della città immaginaria di Vineland. Quando il destino – e un po’ di marketing – gli danno la chance di entrare nei Thorns, Will viene subito preso in giro e sottovalutato. Ma lui non si arrende: non vuole solo adattarsi, vuole cambiare le regole del gioco.
Un messaggio che va oltre lo sport
“È una vera lettera d’amore al basket”, ha detto Rosette. “Ma ci interessava una storia che potesse arrivare a tutti. Se parli solo di come vincere, ottieni un film sportivo come tanti. Qui il cuore sta in Will e nella sua voglia di dimostrare che sua madre aveva ragione a crederci”. Il film prende ispirazione dalla realtà: la star NBA Stephen Curry, spesso considerata troppo piccola per il professionismo, è produttore del progetto. Un dettaglio che dà ancora più spessore alla storia.
“Che tu sia il più piccolo, quello diverso o quello fuori posto, se credi in te stesso alla fine trovi la tua strada”, ha raccontato la produttrice Michelle Raimo Kouyate. Ma il messaggio non è solo individuale: “Per realizzare il suo sogno, Will ha bisogno di una comunità intorno. Vineland lo sostiene, trova identità e forza nel tifo. I Thorns devono imparare a giocare insieme: nessuno vince da solo”.
Vineland: una città tra rovine e speranza
Vineland, la città immaginaria, non è solo uno sfondo. È un luogo vivo, segnato dal tempo: palazzi coperti di liane e rampicanti, strade con salotti logori, campetti circondati da reti arrugginite, canestri storti e tabelloni consumati. I colori sembrano stesi come olio su tela, con luci nette che fanno risaltare i personaggi. “Eravamo preoccupati di mantenere tutto autentico e vero”, ha ammesso Rosette. Tra dettagli visivi e atmosfere quasi distopiche, prende forma una comunità variegata: animali di ogni tipo, ognuno con il suo ruolo.
Animazione e musica: energia sullo schermo
A rendere speciale l’ora e quaranta di film non è solo la storia, ma soprattutto l’energia dell’animazione – firmata dalla stessa squadra dietro ‘Spider-Man: Across the Spider-Verse’ – e la colonna sonora hip hop di Kris Bowers. I ritmi sono veloci, seguono il rimbalzare della palla, accompagnando ogni acrobazia.
“Abbiamo semplicemente messo in campo quello che sappiamo fare meglio”, hanno detto i registi con un sorriso. Dietro ogni scena, però, c’è un lavoro minuzioso: decine di esperti per rendere realistici ogni movimento e ogni dettaglio.
Un film per chi sogna in grande
‘Goat: Sogna in grande’ arriva nei cinema italiani con un messaggio chiaro: anche chi parte svantaggiato può trovare il proprio posto nel mondo, se ha intorno una vera comunità. Un racconto che parla ai giovani – e non solo – tra basket, musica e sogni senza confini.
