Roma, 11 febbraio 2026 – Il Consiglio dei ministri si riunisce oggi pomeriggio alle 17.30 a Palazzo Chigi per discutere il nuovo pacchetto migranti. Si tratta di un disegno di legge che recepisce il Patto Ue sulla migrazione e l’asilo e introduce nuove regole sull’immigrazione in Italia. La convocazione, arrivata ieri sera ai ministri, conferma che il testo sarà unico e conterrà sia le misure per adeguarsi agli standard europei sia altre norme pensate per la realtà italiana.
Patto Ue, il nodo centrale e le novità in arrivo
Al centro del provvedimento, spiegano fonti di Palazzo Chigi, c’è proprio l’attuazione del Patto europeo sulla migrazione, approvato a Bruxelles lo scorso aprile dopo mesi di trattative tra i Ventisette. L’Italia, come altri Paesi di primo ingresso, dovrà aggiornare le leggi per garantire procedure più veloci nell’esame delle domande d’asilo, rafforzare i controlli alle frontiere e migliorare la collaborazione con gli Stati di origine e transito dei migranti.
“È un passaggio obbligato – ha detto un funzionario del Ministero dell’Interno – perché il nuovo quadro europeo impone tempi certi e regole condivise, soprattutto sulle richieste di protezione internazionale”. Nel testo, secondo le prime indiscrezioni, ci saranno anche norme per accelerare i rimpatri e potenziare i centri di permanenza per i rimpatri (CPR), con fondi extra per gestire meglio queste strutture.
Le “ulteriori disposizioni” e il confronto nel governo
Non solo Europa. Il disegno di legge includerà anche “ulteriori disposizioni in materia di immigrazione”, come si legge nella convocazione ufficiale. Su questo punto, la maggioranza è cauta: alcune misure potrebbero riguardare l’inasprimento delle pene per chi favorisce l’immigrazione irregolare, altre la semplificazione delle procedure per accogliere i minori stranieri non accompagnati.
Il clima tra i partiti di governo è teso. Da una parte, c’è chi spinge per un approccio più severo su controlli ed espulsioni; dall’altra, chi chiede garanzie sul rispetto dei diritti umani e sulla tutela delle categorie più vulnerabili. “Dobbiamo trovare un equilibrio tra sicurezza e accoglienza”, ha detto ieri sera un esponente di Forza Italia, lasciando intendere che la discussione in Consiglio potrebbe durare più del previsto.
Scadenze serrate e pressione internazionale
Il calendario è stretto. L’Italia deve adeguarsi al nuovo Patto Ue entro la fine di marzo, altrimenti rischia l’apertura di una procedura d’infrazione da parte della Commissione europea. Il governo Meloni punta a chiudere il testo entro questa settimana e a partire subito con l’iter parlamentare. “Non possiamo permetterci ritardi”, ha confidato un consigliere della Presidenza del Consiglio, sottolineando come la questione migratoria sia tornata centrale anche nei rapporti con Francia e Germania.
Restano sul tavolo i dossier aperti con Tunisia e Libia, partner chiave nei flussi migratori verso l’Italia. Proprio ieri, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito l’esigenza di “rafforzare la cooperazione internazionale” per fermare le partenze irregolari e aiutare i Paesi d’origine.
Le opposizioni e le associazioni: le prime reazioni
Le opposizioni non hanno perso tempo. Il Partito Democratico ha già annunciato battaglia in Aula: “Il rischio è che si sacrificano i diritti dei migranti sull’altare della sicurezza”, ha detto la capogruppo Chiara Braga. Più cauta la parte centrista, che chiede “un confronto vero” sulle nuove regole.
Anche le associazioni che si occupano di accoglienza sono in allarme. “Temiamo che alcune norme rendano più difficile l’accesso alla protezione internazionale”, ha spiegato Filippo Miraglia dell’Arci. In mattinata sono previsti piccoli sit-in simbolici davanti a Montecitorio.
Cosa succede adesso
Solo dopo il via libera del Consiglio dei ministri si conosceranno i dettagli finali del pacchetto migranti. Il testo dovrà poi passare in Parlamento, dove sono previsti emendamenti e scontri politici. Intanto, a Palazzo Chigi si lavora senza sosta: la partita sull’immigrazione resta una delle più delicate per il governo Meloni in questa fase della legislatura.
