Italia: quarta al mondo, prima in turismo e cultura

Italia: quarta al mondo, prima in turismo e cultura

Italia: quarta al mondo, prima in turismo e cultura

Giada Liguori

Febbraio 11, 2026

Milano, 11 febbraio 2026 – Il Giappone resta al comando, con Germania e Canada subito dietro, nella classifica 2025 del Nation Brands Index, la graduatoria globale che valuta la reputazione dei Paesi e il loro peso su commercio, turismo e investimenti. L’Italia scende al quarto posto, nonostante un miglioramento nel punteggio totale. A spiegare il perché, oggi a Milano durante la Bit, è stato Simon Anholt, l’ideatore dell’indice: “Non è una perdita di reputazione. È il Canada che ha fatto un balzo in avanti”.

Italia sempre nella Top Ten: cultura e turismo i nostri punti di forza

Da 17 anni l’Italia resta saldamente nella Top Ten del Nation Brands Index. E continua a dominare nelle categorie di cultura e turismo. A fornire i dati è stato Anholt al Travel Makers Fest, l’evento dedicato al turismo a Fiera Milano. Il nostro Paese viene ancora visto come un modello mondiale per il suo patrimonio storico, l’arte e lo stile di vita. “Il Made in Italy è la storia che raccontiamo meglio”, ha detto Anholt, “ma oggi si guarda anche alla manifattura avanzata, all’aerospazio, alla ricerca scientifica e alla sostenibilità”.

Il paradosso italiano: immagine forte ma sistema percepito debole

L’analisi del Nation Brands Index mette in luce un problema noto: l’Italia gode di un capitale simbolico e culturale tra i più alti al mondo, ma il sistema nel suo complesso viene percepito meno competitivo. Il focus presentato in fiera sottolinea come le principali aree da migliorare siano la governance e l’attrattività per investimenti e talenti. “C’è ancora margine per far crescere la fiducia internazionale nelle istituzioni e nel mondo degli affari”, ha detto Anholt davanti a operatori turistici e rappresentanti delle istituzioni.

Sovereign Profile Ratings: Italia in fascia A+ per familiarità e reputazione

Nel Sovereign Profile Ratings 2025, che unisce il punteggio del Nation Brands Index al livello di conoscenza del Paese tra gli intervistati, l’Italia si posiziona nella fascia più alta, la A+. Qui finiscono solo le nazioni con reputazione e notorietà entrambe elevate. Un segnale chiaro della forza dell’immagine italiana nel mondo, anche se la concorrenza di economie emergenti e consolidate si fa più agguerrita. “La reputazione resta un patrimonio importante”, ha commentato un funzionario del Ministero degli Esteri presente all’evento, “ma ora bisogna fare un passo avanti per trasformarla in attrattività economica”.

Un’indagine globale: 50 Paesi valutati da 40 mila persone

L’Anholt Nation Brands Index, arrivato alla sua trentesima edizione, è uno degli studi più attendibili sulla percezione internazionale dei Paesi. Ogni anno coinvolge circa 40 mila persone in 20 mercati chiave, che rappresentano oltre il 70% della popolazione mondiale. I criteri di valutazione spaziano dalla qualità della vita all’ambiente economico, dalla cultura all’impegno per la sostenibilità. Nel 2025, il sorpasso del Canada sull’Italia – emerso oggi a Milano – è stato trainato da una crescita netta nella percezione di innovazione e apertura agli investimenti.

Prospettive per il futuro: puntare su innovazione e attrattività

Guardando avanti, gli esperti sono d’accordo: l’Italia deve migliorare la propria competitività. “Il patrimonio culturale non basta più”, ha ammesso un dirigente di Confindustria Turismo durante la Bit. “Serve un salto di qualità su governance, digitalizzazione e capacità di attirare talenti”. Solo così, dicono gli analisti, il Paese potrà confermarsi tra le nazioni più influenti anche economicamente.

Tra stand pieni e incontri istituzionali a Fiera Milano, resta chiaro che la reputazione dell’Italia è un tesoro solido. Ma la vera sfida sarà saperla trasformare in crescita, investimenti e opportunità per le nuove generazioni.