Roma, 11 febbraio 2026 – Ieri è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo Regolamento sul rating di legalità, che dal 16 marzo porterà qualche cambiamento per le imprese italiane. La novità più importante riguarda la durata: il rating, che valuta il rispetto delle norme e la trasparenza delle aziende, passerà da due a tre anni. Un passo atteso, spiegano fonti dell’Antitrust, pensato per dare più stabilità e riconoscimento a chi si comporta bene.
Rating di legalità: le novità dal 16 marzo
Il nuovo Regolamento, approvato con la delibera Agcm del 27 gennaio 2026 (n. 31812), introduce anche un bonus in punti per le imprese che hanno ottenuto il rating almeno tre volte di fila. In pratica, chi dimostra di rispettare le regole con continuità potrà contare su un vantaggio reale nella valutazione. “Abbiamo voluto premiare la costanza – spiega un funzionario dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato – perché la legalità non può essere un episodio”.
Il testo, aggiornato in base all’esperienza maturata e agli ultimi orientamenti dei tribunali, è stato pubblicato dopo una consultazione pubblica che ha coinvolto associazioni di categoria, imprese e altri soggetti interessati. “Le osservazioni ricevute sono state fondamentali – si legge nella nota dell’Antitrust – per rendere il regolamento più vicino alle esigenze del mondo produttivo”.
Imprese e trasparenza: una sfida che continua
Il rating di legalità è uno strumento volontario, nato nel 2012, che permette alle aziende di farsi riconoscere ufficialmente l’impegno contro la corruzione e a favore della trasparenza. Oggi sono più di 10mila le imprese italiane che ne godono, secondo i dati aggiornati dell’Agcm. Il rating si ottiene su richiesta e porta vantaggi concreti: accesso più facile al credito, punteggi migliori nelle gare pubbliche e maggiore fiducia da parte di clienti e fornitori.
Con le nuove regole, le imprese potranno consultare il regolamento e tutti i documenti sul sito dell’Autorità. Una scelta che punta sulla trasparenza, sottolineano da Piazza Verdi, per rendere più semplice l’accesso alle informazioni e favorire la partecipazione.
Le reazioni dal mondo delle imprese
Le prime risposte non si sono fatte attendere. “Allungare la durata è un segnale positivo – commenta Marco Galli, responsabile legale di Confcommercio Roma – perché permette alle aziende di organizzare meglio le proprie strategie di conformità”. Anche Confindustria ha apprezzato il coinvolgimento degli stakeholder: “La consultazione pubblica è stata un passaggio importante – spiega una nota dell’associazione – e molte delle nostre proposte sono state accolte”.
Non mancano però dubbi. Secondo Confesercenti, il sistema dei punti bonus potrebbe mettere in difficoltà le imprese più piccole o quelle nate da poco. “Serve attenzione – avverte la presidente Patrizia De Luise – per evitare che il meccanismo premi solo chi è già ben strutturato”.
Cosa succederà da marzo e l’impatto sulle imprese
Il nuovo regolamento entrerà in vigore il 16 marzo 2026, lasciando poco più di un mese alle imprese per adattarsi. L’Antitrust ha annunciato una serie di incontri informativi nelle principali città italiane: Milano, Bologna, Napoli e Palermo saranno le prime tappe. L’obiettivo è chiarire dubbi e raccogliere ulteriori suggerimenti prima dell’avvio ufficiale.
Secondo gli esperti, la riforma potrebbe spingere molte aziende a chiedere il rating nei prossimi mesi. “L’interesse sta crescendo – racconta un consulente aziendale romano – soprattutto tra le PMI che vogliono farsi notare sul mercato”. Resta da vedere se la maggiore durata e i nuovi incentivi riusciranno davvero a rafforzare la cultura della legalità nel tessuto produttivo italiano.
Intanto, le imprese possono già scaricare il testo completo del regolamento dal sito dell’Agcm e prepararsi alle novità. Solo il tempo dirà se questa riforma sarà riuscita a premiare chi investe davvero in trasparenza e correttezza.
