Petrolio in ascesa a New York: raggiunti i 64,53 dollari

Petrolio in ascesa a New York: raggiunti i 64,53 dollari

Petrolio in ascesa a New York: raggiunti i 64,53 dollari

Giada Liguori

Febbraio 11, 2026

New York, 11 febbraio 2026 – Questa mattina a New York il prezzo del petrolio ha registrato un piccolo aumento, salendo dello 0,25% fino a 64,53 dollari al barile. Il movimento, visto nelle prime ore al New York Mercantile Exchange, riflette una certa prudenza sui mercati energetici globali. Gli operatori, infatti, stanno facendo i conti con le ultime novità sulla domanda mondiale e le tensioni geopolitiche.

Petrolio in rialzo: cosa sta succedendo davvero

Gli esperti di Goldman Sachs parlano di una giornata di “moderata volatilità”. Mark Evans, analista di materie prime, ha spiegato stamattina che “gli investitori tengono d’occhio sia i dati sulle scorte americane sia le notizie che arrivano dal Medio Oriente”. La domanda globale resta solida, nonostante qualche segnale di rallentamento dall’economia cinese.

A spingere i prezzi c’è anche la decisione dell’OPEC+ di mantenere i tagli alla produzione fino a fine marzo. Secondo fonti vicine al cartello, si tratta di una mossa per stabilizzare il mercato dopo settimane di alti e bassi. “L’obiettivo è chiaro: evitare un eccesso di offerta che farebbe crollare i prezzi”, ha detto un funzionario OPEC contattato da alanews.it.

Domanda mondiale e tensioni nel Golfo

Sul fronte della domanda, l’Energy Information Administration (EIA) ha reso noto ieri una diminuzione delle scorte di greggio negli Stati Uniti: meno 2,1 milioni di barili nella settimana chiusa il 7 febbraio. Un segnale che, secondo gli operatori, indica consumi interni ancora robusti, anche se l’incertezza sulle prospettive economiche globali resta alta.

Non si può poi ignorare il fattore geopolitico. Nelle ultime ore sono arrivati nuovi rapporti su scontri nel Golfo Persico, che hanno subito fatto muovere le aspettative degli investitori. “Ogni volta che c’è instabilità in quella zona, i prezzi reagiscono subito”, ha commentato un trader della Borsa di New York, restando anonimo.

Mercati in movimento e scenari futuri

L’aumento del prezzo del petrolio si riflette anche a Wall Street. Il settore energetico ha aperto in leggero rialzo, spinto dai titoli di colossi come ExxonMobil e Chevron. Ma gli operatori non si lasciano andare a facili entusiasmi. “Il mercato è ancora fragile – ha ammesso un analista di JP Morgan – basta poco per far cambiare direzione”.

Le previsioni per i mesi a venire sono incerte. Nel suo ultimo report, l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) stima che la domanda globale crescerà di circa 1,2 milioni di barili al giorno nel 2026, soprattutto grazie ai paesi asiatici. Ma l’IEA avverte anche sui possibili shock legati a tensioni geopolitiche o a nuove restrizioni sanitarie.

Prezzi in salita, cosa significa per famiglie e imprese

Per i consumatori in Italia e in Europa, il rialzo del petrolio potrebbe tradursi in un aumento dei prezzi alla pompa nelle prossime settimane. L’Unione Nazionale Consumatori calcola che ogni dollaro in più al barile si traduce in un rincaro di circa 1 centesimo al litro su benzina e gasolio. “Siamo preoccupati per l’effetto sulle famiglie”, ha detto Massimiliano Dona, presidente dell’associazione.

Anche le imprese che consumano molta energia – dall’industria chimica ai trasporti – seguono da vicino l’andamento delle quotazioni. “Ogni cambiamento si ripercuote subito sui nostri costi”, ha spiegato ieri sera un dirigente di ENI a Milano. Solo il tempo dirà se il rialzo sarà solo momentaneo o l’inizio di una fase di prezzi più alti.

Sguardo al futuro: cosa aspettarsi

In questo clima, tutti gli occhi sono puntati sulle prossime mosse dell’OPEC+ e sull’evoluzione della situazione in Medio Oriente. Non è escluso che a marzo, durante la riunione di Vienna, si possano decidere nuovi aggiustamenti ai tagli di produzione.

Nel frattempo, a New York il prezzo del barile resta sopra quota 64 dollari. Per molti, questa soglia è una specie di “linea di galleggiamento” per tutto il settore energetico mondiale. Ma come sempre nel mercato delle materie prime, basta un piccolo evento – una dichiarazione improvvisa o un dato economico a sorpresa – per cambiare tutto in poche ore.