Rivoluzione nella scuola: la Carta docente diventa Carta servizi per tutti, incluso il personale Ata

Rivoluzione nella scuola: la Carta docente diventa Carta servizi per tutti, incluso il personale Ata

Rivoluzione nella scuola: la Carta docente diventa Carta servizi per tutti, incluso il personale Ata

Matteo Rigamonti

Febbraio 11, 2026

Napoli, 11 febbraio 2026 – La “Carta del docente” cambia pelle e si allarga al personale Ata, trasformandosi in una vera e propria Carta dei servizi. A darne notizia è stato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ieri ha inviato un messaggio ai più di trecento direttori dei servizi generali e amministrativi (Dsga) riuniti a Napoli per il seminario nazionale promosso da Anief ed Eurosofia. Un segnale chiaro: si apre una nuova fase per il riconoscimento del personale scolastico non docente.

Carta dei servizi per il personale Ata: la svolta che tutti aspettavano

Durante l’incontro, ospitato all’Istituto superiore “G. Rossini”, il ministro Valditara ha confermato l’impegno del governo: “La Carta sarà estesa anche al personale Ata”, si legge nel suo messaggio. Una risposta concreta alle richieste che da tempo arrivano dai sindacati di categoria. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, presente all’evento, ha accolto la notizia con soddisfazione: “Era una nostra battaglia storica – ha detto – ora bisogna continuare a valorizzare sia i direttori amministrativi che il personale Ata”.

Anief ha ricordato che, grazie alla sua pressione, è stato raddoppiato il salario accessorio per una categoria spesso trascurata dallo Stato. Anche la sottosegretaria all’Istruzione, Paola Frassinetti, ha evidenziato l’importanza dei nuovi profili professionali e delle progressioni economiche introdotte dagli ultimi contratti.

Dsga al centro: riconoscimenti e nuove tutele

Nel seminario dal titolo “Il personale Ata nella scuola dell’Autonomia: come valorizzare una professione alla luce dei nuovi profili professionali contrattuali?”, Pacifico ha sottolineato il ruolo crescente di Anief nella rappresentanza del settore. “Abbiamo tre presidenti regionali e due capi dipartimento tra il personale amministrativo”, ha spiegato, segno dell’attenzione che il Consiglio nazionale riserva al personale Ata.

Sul fronte economico, il presidente Anief ha ricordato come il personale Ata abbia ottenuto, grazie all’azione sindacale, aumenti doppi del salario accessorio rispetto al passato e l’assegnazione di due terzi delle risorse risparmiate dal Mof. “Abbiamo esteso le risorse per la formazione al personale Ata – ha aggiunto – e presto arriverà anche una carta servizi per il welfare”. Pacifico ha inoltre citato la denuncia della Commissione europea contro l’Italia per la gestione dei contratti a termine e la mancata prevenzione del loro abuso.

Le richieste aperte: burnout, indennità e nuovi posti

Pacifico non ha nascosto le difficoltà ancora da superare: “Chiediamo il riconoscimento del burnout, del lavoro usurante e indennità specifiche, come per i videoterminalisti”, ha spiegato. Tra le priorità ci sono anche i buoni pasto, l’adeguamento degli stipendi dopo lo sblocco delle progressioni e l’inserimento di nuovi posti in organico per i profili professionali. “Bisogna ridare dignità a una professione senza la quale la scuola non può andare avanti”, ha aggiunto.

Il presidente Anief ha poi sottolineato come i livelli stipendiali restino troppo bassi: “Per la riforma dei profili serve inserire nuovi posti in organico: sui 1.200 funzionari, noi ne avevamo chiesto almeno uno per scuola, pensiamo al profilo C”.

Dsga, un ruolo chiave ma spesso trascurato

Nel seminario nazionale “Governare la scuola 3.0”, organizzato da Anief e dal Dipartimento Condir, è stato ribadito il ruolo fondamentale dei Dsga nella gestione scolastica. Una figura ormai riconosciuta come strategica per il buon funzionamento delle istituzioni autonome, ma che spesso si trova a fare i conti con regole poco chiare e responsabilità non sempre adeguatamente tutelate.

Nel suo messaggio di apertura, il ministro Valditara ha espresso un chiaro riconoscimento per il valore e la centralità dei Dsga nel sistema scolastico. Un passo avanti importante rispetto al passato.

Carriera e assunzioni: i progressi ottenuti

Pacifico ha illustrato i risultati raggiunti: il raddoppio dell’indennità di direzione in pochi anni, le assunzioni legate al turn-over e lo sblocco delle progressioni verticali con 1.214 nuovi funzionari assunti senza incarico Dsga. “Dobbiamo continuare a lottare per uno stipendio dei Dsga pari a quello delle altre figure con alta qualifica nella pubblica amministrazione”, ha detto.

Sul fronte organici, Anief rivendica lo sblocco delle assunzioni che ha coperto il 65% del turn over, contro il 30% del resto del personale Ata. L’obiettivo è raggiungere la stessa percentuale dei dirigenti scolastici, che è al 95%.

Le sfide che restano: semplificare e proteggere

Pacifico ha chiuso ricordando le battaglie ancora aperte: “Stiamo chiedendo una graduatoria aggiuntiva per le assunzioni in regioni diverse, dove ci sono posti vacanti. Molti neo-assunti sono stati formati e seguiti da noi”. Il sindacato punta anche a snellire il lavoro nei tavoli ministeriali, per ridurre il burnout, evitare errori e tagliare le duplicazioni.

La strada per dare pieno valore al personale Ata e ai Dsga è ancora lunga. Ma la promessa della Carta dei servizi è un primo, concreto passo verso un riconoscimento che si aspettava da anni.