Sequestro dei telefoni delle vittime di Crans-Montana: un colpo di scena nelle indagini di Roma

Sequestro dei telefoni delle vittime di Crans-Montana: un colpo di scena nelle indagini di Roma

Sequestro dei telefoni delle vittime di Crans-Montana: un colpo di scena nelle indagini di Roma

Matteo Rigamonti

Febbraio 11, 2026

Roma, 11 febbraio 2026 – La Procura di Roma ha disposto nei giorni scorsi il sequestro probatorio dei telefoni di tutti i giovani italiani coinvolti nella tragedia di Capodanno a Crans Montana, in Svizzera. Nella notte tra il 31 dicembre e l’1 gennaio, un incendio nel residence Le Constellation ha ucciso 41 ragazzi e ne ha feriti 115. L’iniziativa, confermata da fonti giudiziarie, fa parte dell’inchiesta per disastro colposo, omicidio plurimo colposo e lesioni aggravate, seguita dal pm Stefano Opilio.

Cellulari sotto la lente: la svolta nelle indagini

Il pm Opilio ha ordinato di raccogliere e analizzare i cellulari di vittime e feriti italiani presenti al momento del rogo. Gli investigatori puntano a scoprire se foto, chat e altri dati digitali registrati tra la sera del 31 dicembre e le prime ore del nuovo anno possano aiutare a ricostruire cosa è successo. “Stiamo cercando ogni dettaglio che possa chiarire le ore della tragedia”, ha detto una fonte vicina all’inchiesta.

La raccolta dei dispositivi è già partita. Alcuni telefoni sono stati consegnati spontaneamente dai familiari, altri recuperati tra gli effetti personali rimasti nel residence. L’obiettivo è avviare al più presto una perizia approfondita: verranno esaminati messaggi vocali, foto, video, chiamate e ogni traccia digitale che possa ricostruire movimenti e comunicazioni nelle ore prima e dopo l’incendio.

La tragedia di Le Constellation: una notte di fuoco

Il residence Le Constellation, nel cuore di Crans Montana, era pieno di giovani italiani e stranieri pronti a festeggiare il nuovo anno. Poco dopo la mezzanotte, un incendio è divampato rapidamente. Le fiamme hanno avvolto i piani alti in pochi minuti, lasciando poco tempo per mettersi in salvo. “Abbiamo sentito urla, poi il fumo ha invaso tutto”, ha raccontato uno dei sopravvissuti ai soccorritori.

L’evacuazione è stata difficile. Alcuni sono riusciti a scappare calandosi dalle finestre o rifugiandosi sui balconi, altri sono rimasti intrappolati nei corridoi pieni di fumo. I soccorsi sono arrivati intorno alle 00:30, ma ormai la situazione era critica. Il bilancio finale è di 41 giovani morti – molti italiani – e 115 feriti, alcuni gravi.

Le piste degli inquirenti: incendio o imprudenza?

Gli investigatori italiani collaborano con le autorità svizzere per capire cosa abbia scatenato il rogo. Tra le ipotesi più accreditate ci sono un cortocircuito o un guasto agli impianti elettrici. Ma non si esclude nemmeno che il fuoco sia partito da comportamenti imprudenti durante i festeggiamenti. “Ogni dettaglio può fare la differenza”, ha detto un funzionario della Procura di Roma.

L’analisi dei telefoni potrebbe dare risposte sulle ultime ore delle vittime: foto scattate durante la festa, messaggi di aiuto o segnalazioni di problemi, video che raccontano l’evolversi dell’incendio. Gli inquirenti vogliono anche ricostruire le comunicazioni tra i ragazzi e con il personale del residence.

Famiglie in attesa, voglia di verità

Le famiglie delle vittime aspettano con ansia novità dall’inchiesta. Molti genitori si sono messi a disposizione degli investigatori, consegnando volontariamente i cellulari dei loro figli. “Vogliamo solo sapere cosa è davvero successo”, ha detto il padre di una delle ragazze morte.

La Procura di Roma ha garantito che tutte le operazioni rispetteranno la privacy e le leggi sulla protezione dei dati personali. Solo dopo l’analisi forense sarà possibile capire se nei telefoni si nascondono indizi fondamentali per fare luce sulla tragedia di Capodanno a Crans Montana.