Anversa, 11 febbraio 2026 – L’industria europea si ritrova a pagare tasse sull’energia elettrica fino a quindici volte più alte rispetto a quelle sul gas. Un gap enorme che, per la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, è “semplicemente un errore”. Lo ha detto questa mattina, ad Anversa, durante il summit industriale europeo, davanti a una platea di imprenditori e rappresentanti istituzionali. Il vero problema, ha spiegato, sono i costi energetici: “I prezzi restano troppo alti e troppo instabili”.
Tasse sull’elettricità, un peso insostenibile per l’industria
Von der Leyen ha messo in luce un dato che fa riflettere: le imprese europee pagano sulle bollette elettriche un carico fiscale 15 volte più pesante rispetto a quello sul gas. Un divario che mette a rischio la competitività delle aziende, già strette nella morsa dell’aumento delle materie prime e della concorrenza globale.
Ha fatto esempi concreti, parlando soprattutto di settori energivori come la siderurgia e la chimica. “Molte aziende stanno pensando se conviene ancora produrre in Europa o se spostare altrove la produzione”, ha detto. Parole che hanno trovato conferma anche tra i presenti in sala. Un manager belga del settore metallurgico, in privato, ha confessato: “Non si può andare avanti così, servono interventi urgenti”.
Bruxelles spinge per un accordo con i governi
La Commissione, ha assicurato von der Leyen, sta lavorando a stretto contatto con i governi nazionali per trovare una via d’uscita. “Stiamo cercando di tagliare le tasse e far scendere i prezzi dell’energia”, ha spiegato, sottolineando che la questione è ormai in cima alle priorità europee. L’obiettivo è chiaro: alleggerire la pressione sulle imprese e stabilizzare i prezzi nel medio periodo.
Tra le ipotesi sul tavolo, secondo fonti vicine alla trattativa, c’è una revisione delle accise sull’elettricità e incentivi per chi investe in tecnologie green. “Non possiamo permetterci di restare indietro rispetto a Stati Uniti e Cina”, ha ammesso un funzionario europeo presente ad Anversa.
Gas in calo, ma la transizione resta un’urgenza
Von der Leyen ha poi affrontato il tema della volatilità del gas. Secondo la Commissione, i prezzi dovrebbero scendere nei prossimi 3-4 anni. “Dobbiamo sfruttare questo periodo per costruire un sistema energetico a basse emissioni, che ci protegga quando i prezzi dei combustibili fossili torneranno a salire”, ha detto.
Il messaggio è chiaro: la transizione verso le rinnovabili non può aspettare. “Abbiamo una finestra di opportunità”, ha aggiunto, “ma bisogna agire subito”. Un appello rivolto sia ai governi che alle imprese, chiamate a fare la loro parte in un mercato globale sempre più competitivo.
Reazioni e passi avanti
Le parole di von der Leyen hanno subito acceso il dibattito. Alcuni rappresentanti delle associazioni industriali hanno apprezzato l’apertura di Bruxelles, ma chiedono tempi certi e azioni concrete. “Serve rapidità”, ha detto Axel Eggert, presidente di Eurofer. Altri sono più cauti: “Ridurre le tasse è solo il primo passo”, ha osservato un dirigente del settore chimico francese.
Il summit di Anversa si è chiuso con una promessa: un impegno comune per rendere più sostenibile il sistema energetico europeo. Ma anche con una certezza: senza interventi rapidi sui costi dell’elettricità, molte aziende rischiano di non reggere la sfida globale. E il tempo, come ha ricordato von der Leyen, non è dalla parte dell’industria europea.
