Futuro del lavoro: i settori chiave del 2026 tra intelligenza artificiale, sostenibilità e trasparenza retributiva

Futuro del lavoro: i settori chiave del 2026 tra intelligenza artificiale, sostenibilità e trasparenza retributiva

Futuro del lavoro: i settori chiave del 2026 tra intelligenza artificiale, sostenibilità e trasparenza retributiva

Matteo Rigamonti

Febbraio 12, 2026

Milano, 12 febbraio 2026 – Il mercato del lavoro italiano si prepara a un anno di grandi cambiamenti. La nuova Salary Survey 2026 di Michael Page, presentata oggi a Milano, mostra un 2026 segnato da trasformazioni profonde su competenze, stipendi e modelli di lavoro. L’agenzia internazionale di ricerca e selezione ha dato il via questa mattina a una serie di incontri in diretta dedicati ai trend e alle opportunità, con l’obiettivo di fornire un quadro aggiornato sulle principali occasioni di carriera per i prossimi mesi.

Intelligenza artificiale, sostenibilità e trasparenza: i fattori che cambiano il lavoro in Italia

Dal report emergono tre elementi chiave che guideranno il futuro delle carriere nel nostro Paese: l’uso sempre più diffuso dell’intelligenza artificiale nelle aziende, la crescente attenzione ai temi della sostenibilità (ESG) e l’adeguamento alle nuove regole europee sulla trasparenza salariale. “Il mercato del lavoro – ha detto Tomaso Mainini, amministratore delegato di Michael Page Italia – sta attraversando un cambiamento senza precedenti. Il 2026 sarà l’anno di un doppio salto: nuove competenze e nuovi modelli di retribuzione”.

Le aziende, ha aggiunto Mainini, non possono più limitarsi a offrire uno stipendio interessante. “Per attirare e tenere i talenti serve flessibilità, valori condivisi e chiarezza”, ha sottolineato. Un vero cambio di passo che, secondo gli esperti, porterà a una domanda crescente di profili “misti”, capaci di unire competenze tecniche, etica e attenzione al benessere sul posto di lavoro.

La nuova direttiva UE sulla trasparenza salariale: cosa cambia per lavoratori e imprese

Tra i temi più caldi c’è la nuova direttiva europea sulla trasparenza salariale. Da ora in poi le aziende dovranno indicare le fasce di stipendio già negli annunci di lavoro. Una rivoluzione, soprattutto per l’Italia. La survey rivela infatti che il 66% delle imprese non ha ancora una struttura salariale chiara né sistemi per monitorare il pay gap. E il 32% dei lavoratori percepisce ancora un divario di salario tra uomini e donne.

“Parlare di retribuzione equa – ha spiegato Mainini – non significa solo garantire pari stipendio tra uomini e donne. Vuol dire riconoscere il valore che ognuno porta in azienda e assicurarsi che venga pagato come merita”. Le prime bozze della normativa prevedono che le imprese dovranno fornire ai dipendenti informazioni sulle fasce di stipendio e rendere noti i criteri per aumenti e promozioni. Un passo che, secondo Michael Page, aprirà la strada a un nuovo modo di lavorare basato su fiducia e trasparenza.

I settori caldi del 2026: finanza, energie verdi e vendite

Sono tre i settori che guideranno la domanda di lavoro nel prossimo anno. Al primo posto c’è il finance, dove si cerca sempre più personale “ibrido”: controller che sanno analizzare dati complessi, contabili con competenze digitali, CFO capaci di affiancare il business con una visione strategica. “Il 2026 non sarà un anno di passaggio, ma di svolta”, hanno spiegato gli analisti stamattina. La trasformazione digitale, le nuove leggi e l’espansione del private equity chiedono ai professionisti di aggiornarsi senza sosta.

Segue il mondo della green energy e delle costruzioni. L’Italia resta un terreno fertile per esperti di fotovoltaico ed eolico, ma anche per chi si occupa di cantieri – direttori lavori, capi cantiere – e per specialisti nelle gare d’appalto. La spinta arriva dalla necessità di accelerare la transizione energetica e rispettare gli obiettivi europei.

Infine il settore sales, con un boom di richieste nel retail e nell’hospitality. Qui la sfida è gestire i canali digitali e migliorare la customer experience in mercati sempre più agguerriti. Cresce anche il settore dei servizi B2B, soprattutto per profili ICT e figure dedicate all’export nei settori industriali.

Le competenze richieste: formazione continua e soft skill

“Il mercato del 2026 premierà chi investe in cultura aziendale e tecnologia”, ha concluso Mainini. Per i lavoratori, la chiave sarà aggiornare continuamente le competenze tecniche e affiancarle a una buona dose di capacità relazionali. Solo così si potrà sfruttare appieno un mercato in rapidissima evoluzione.

Le sessioni live di Michael Page continueranno anche domani, 13 febbraio, con focus su stipendi e strategie per orientarsi nelle nuove regole sulla trasparenza salariale. Un’occasione per fare il punto su un mercato del lavoro che oggi più che mai chiede flessibilità, visione e capacità di adattarsi.