Parigi, 13 febbraio 2026 – Il razzo Ariane 64, il più potente mai costruito in Europa, ha fatto ieri il suo debutto vincente, portando in orbita 32 satelliti della costellazione Leo di Amazon. Il lancio, avvenuto alle 17:45 ora italiana dalla base di Kourou, in Guyana Francese, segna un passo importante per l’Agenzia Spaziale Europea e per la gara mondiale sull’internet satellitare. L’obiettivo è chiaro: sfidare direttamente il sistema Starlink di Elon Musk.
Ariane 64 decolla: i dettagli e le prime impressioni
Il decollo di Ariane 64 è stato seguito con grande attenzione nella sala controllo Jupiter, al Centro spaziale europeo. Quando è arrivata la conferma, dopo 1 ora e 54 minuti, che l’ultimo satellite era stato rilasciato in orbita, è scoppiato un lungo applauso. “Un successo che premia anni di lavoro e collaborazione internazionale”, ha detto Stéphane Israël, amministratore delegato di Arianespace.
Il razzo, alto 62 metri, ha lasciato la rampa disegnando una scia bianca nel cielo limpido sopra l’Amazzonia. La spinta iniziale è arrivata dai quattro booster laterali – una novità rispetto ai due delle versioni precedenti – che hanno quasi raddoppiato la capacità di carico in orbita bassa, portandola da 10,3 a circa 20 tonnellate. I motori a propulsione solida P120, prodotti in Italia da Avio, sono stati decisivi nella prima fase del volo.
Modularità e potenza: il futuro dello spazio europeo
L’Ariane 6, ora al suo sesto lancio, si distingue per la sua flessibilità: può volare con due o quattro booster, a seconda della missione. In questa versione, il fairing – la parte superiore che protegge il carico – è stato allungato fino a 20 metri per ospitare i 32 satelliti Leo. “La modularità è la chiave per rispondere alle richieste del mercato”, ha spiegato Daniel Neuenschwander, direttore dei trasporti spaziali dell’ESA.
Dopo 145 secondi, i booster hanno esaurito la spinta e si sono staccati. Il motore Vulcain 2.1, a propulsione liquida, ha continuato a spingere il razzo per altri cinque minuti circa. A seguire, una volta separato il primo stadio, è entrato in funzione il motore Vinci del secondo stadio, che ha portato il carico sulla traiettoria finale. Il rilascio dei satelliti è iniziato 1 ora e 29 minuti dopo il lancio.
La costellazione Leo: grandi progetti e investimenti di Amazon
I satelliti lanciati fanno parte della nuova costellazione Leo, un progetto spinto da Jeff Bezos. Ora sono circa 200 i satelliti attivi, ma l’obiettivo è ambizioso: arrivare a 500 entro il 2026 e a ben 3.600 nei prossimi anni. Amazon ha già in programma altri 17 lanci con Ariane 64 e si affiderà anche ad altri operatori come Blue Origin, United Launch Alliance e SpaceX.
Per sostenere questa espansione, Amazon ha messo sul piatto un investimento di 10 miliardi di dollari solo per i costi di lancio. “Vogliamo portare una connettività affidabile e veloce anche nelle zone più isolate”, hanno spiegato i responsabili del progetto Leo. L’obiettivo è rendere la rete operativa già entro fine anno, almeno in forma limitata.
Sfida globale e prospettive per l’Europa
L’ingresso di Amazon nell’internet satellitare è una sfida diretta a Starlink, il sistema di SpaceX che conta già migliaia di satelliti in orbita. Amazon promette pacchetti di connettività con una velocità minima di downlink di 100 Mbps, puntando a colmare il digital divide su scala mondiale.
Per l’Europa, il successo del lancio Ariane 64 è anche una risposta alle difficoltà degli ultimi anni nel settore dei lanciatori. “Abbiamo dimostrato che l’industria spaziale europea può competere ai massimi livelli”, ha sottolineato Josef Aschbacher, direttore generale dell’ESA. Ora la sfida sarà mantenere questo slancio e affermare una presenza autonoma nello spazio.
In attesa dei prossimi lanci, già in programma per i mesi a venire, la sala controllo di Kourou resta in allerta. Mentre i tecnici monitorano i primi segnali dei satelliti Leo, l’Europa guarda avanti: la corsa allo spazio è appena cominciata.
