Giove svela i suoi segreti: la sonda Juno rivela un pianeta più piccolo e piatto

Giove svela i suoi segreti: la sonda Juno rivela un pianeta più piccolo e piatto

Giove svela i suoi segreti: la sonda Juno rivela un pianeta più piccolo e piatto

Matteo Rigamonti

Febbraio 13, 2026

Roma, 13 febbraio 2026 – Giove è un po’ più piccolo e più schiacciato di quanto credevamo. È quanto emerge dalle ultime analisi dei dati raccolti dalla sonda Juno della NASA, pubblicate oggi su Nature Astronomy. Secondo un team internazionale guidato dal Weizmann Institute of Science, il gigante gassoso è circa 8 chilometri meno largo all’equatore e 24 chilometri più schiacciato ai poli rispetto alle vecchie stime.

Juno svela nuove misure di Giove

La missione Juno, partita nel 2011 e in orbita intorno a Giove dal 2016, ha fornito dati mai visti prima sulla forma e la struttura del pianeta. Nel 2021 la NASA ha esteso la missione, permettendo alla sonda di passare dietro Giove, dal punto di vista della Terra. “Quando Juno è transitata dietro il pianeta – spiega Scott J. Bolton del Southwest Research Institute di San Antonio, Texas – il suo segnale radio è stato bloccato e deviato dall’atmosfera di Giove. Questo ci ha dato misure molto più precise delle sue dimensioni”.

Un balzo in avanti rispetto a Voyager e Pioneer

Le misure precedenti su Giove risalgono a quasi cinquant’anni fa, basate su sei rilevamenti delle missioni Voyager e Pioneer. “Quelle missioni hanno fatto da base – ricorda Eli Galanti, scienziato senior e coordinatore dello studio – ma ora abbiamo 26 nuove misure dalla sonda Juno”. Un salto notevole, che ha permesso di aggiornare i modelli del pianeta.

Segnali radio che hanno cambiato la cartina di Giove

Il nuovo metodo si basa sull’analisi di come i segnali radio inviati da Juno si sono piegati attraversando l’atmosfera di Giove. Da queste variazioni, i ricercatori hanno ricostruito mappe dettagliate della temperatura e della densità del pianeta. “Modificando leggermente il raggio nei nostri modelli – spiega Galanti – abbiamo visto che i dati gravitazionali e quelli atmosferici si incastrano molto meglio”. Un dettaglio tecnico che, secondo gli autori, risolve alcune discrepanze rimaste irrisolte per decenni.

I venti forti che hanno fatto la differenza

Un altro punto chiave della ricerca riguarda i venti potenti che soffiano su Giove. Le vecchie misure non li consideravano. Inserendoli nei calcoli, il team ha chiarito divergenze che avevano complicato la lettura dei dati per anni. “Questa ricerca ci aiuta a capire come si formano e si evolvono i pianeti”, sottolinea Yohai Kaspi del Dipartimento di Scienze della Terra e dei Pianeti del Weizmann Institute. “Giove è probabilmente il primo pianeta nato nel Sistema Solare. Studiando cosa succede dentro di lui, ci avviciniamo a capire come si sono formati il sistema solare e pianeti come il nostro”.

Le ricadute per lo studio dei giganti gassosi

Secondo gli scienziati, queste nuove misure non riguardano solo Giove. Hanno un impatto più ampio sulla conoscenza dei pianeti gassosi in generale. Il gigante del sistema solare è il modello di riferimento per studiare altri corpi simili, sia dentro che fuori dal nostro sistema. “Giove è il punto di partenza per lo studio dei giganti gassosi”, spiega Kaspi, “e ogni dettaglio che scopriamo su di lui ci aiuta a interpretare meglio anche i dati sugli esopianeti”.

Juno è ancora in azione

La sonda Juno continua a girare intorno a Giove, raccogliendo informazioni non solo sul pianeta ma anche sulle sue principali lune. La NASA non ha ancora deciso quando finirà la missione. Intanto, ogni passaggio ravvicinato regala nuove occasioni per approfondire la conoscenza di uno degli oggetti più affascinanti del sistema solare. E, come sottolineano gli scienziati, solo ora cominciamo davvero a vedere Giove per quello che è: un gigante meno imponente, ma ancora pieno di segreti.