Hong Kong, 13 febbraio 2026 – Le principali borse asiatiche hanno aperto in calo, con Hong Kong che ha perso l’1,20% nelle prime ore, scendendo a 26.706,83 punti. Anche i mercati cinesi hanno mostrato segni di debolezza: lo Shanghai Composite ha ceduto lo 0,46% a 4.114,90 punti, mentre l’indice di Shenzhen ha lasciato sul terreno lo 0,54%, chiudendo a 2.694,43 punti. Un avvio incerto, che rispecchia i timori degli investitori in un momento ancora segnato da volatilità e dubbi sulla crescita.
Borse asiatiche giù, pesa l’incertezza globale
La giornata è partita con il segno meno su tutte le piazze finanziarie principali della regione. Gli operatori di Hong Kong hanno mostrato subito prudenza: l’indice Hang Seng ha perso più dell’1%. Secondo alcuni analisti locali, la tensione resta alta a causa delle dispute commerciali tra Stati Uniti e Cina e dei dati macroeconomici pubblicati da poco. “Gli investitori stanno ancora metabolizzando i numeri sulla produzione industriale cinese”, ha spiegato un gestore della Bank of East Asia, “e il fatto che la Federal Reserve non abbia dato segnali chiari non aiuta”.
Shanghai e Shenzhen seguono la scia negativa
Non solo Hong Kong. Anche le borse della Cina continentale hanno aperto in rosso. Lo Shanghai Composite, uno degli indici più seguiti, ha lasciato sul campo quasi mezzo punto percentuale. A Shenzhen la situazione è simile: l’indice principale ha perso lo 0,54% nelle prime ore. Dietro questo calo, dicono gli operatori, ci sono sia le prese di profitto dopo i rialzi recenti sia i timori per una possibile frenata dell’economia cinese nel primo trimestre.
Cosa pesa sulle borse: dati deludenti e tensioni internazionali
Il motivo del calo è legato a diversi fattori. Innanzitutto, i dati diffusi dal governo cinese sulla crescita industriale e sulle esportazioni hanno deluso le aspettative. “La domanda interna resta debole”, ha ammesso un economista della Shanghai Securities News, “e le esportazioni non bastano a compensare”. Poi ci sono le tensioni geopolitiche tra Washington e Pechino, che continuano a pesare sull’umore degli investitori. Solo ieri, il Dipartimento del Tesoro americano ha ribadito l’importanza di tenere alta la guardia sulle pratiche commerciali cinesi.
Reazioni sul mercato e prospettive
Nelle sale operative di Central, a Hong Kong, il clima è stato teso fin dal mattino. Alcuni broker hanno notato volumi di scambio sotto la media settimanale. “C’è molta cautela”, ha raccontato un trader della HSBC, “e molti preferiscono aspettare prima di fare nuovi investimenti”. Anche a Shanghai e Shenzhen si respira prudenza: gli investitori attendono con attenzione le prossime mosse delle banche centrali e i dati sull’inflazione che arriveranno a breve.
Effetti possibili sui mercati globali
Il calo delle borse asiatiche potrebbe trascinare anche gli altri mercati internazionali. Gli operatori europei e americani seguono da vicino l’andamento dei listini asiatici, spesso considerati un termometro per le tendenze globali. Alcuni analisti londinesi avvertono: se la debolezza dovesse continuare nei prossimi giorni, potrebbe scattare un effetto domino anche in Occidente.
Lo sguardo è puntato sui prossimi dati
Per ora, tutti guardano ai dati macro che saranno pubblicati nei prossimi giorni in Cina e negli Stati Uniti. Gli investitori sperano in segnali positivi per riportare fiducia sui mercati. Ma la parola d’ordine resta prudenza. “Solo allora – ha concluso un analista di Nomura – capiremo se siamo davanti a una correzione passeggera o all’inizio di una fase più complicata per le borse asiatiche”.
