Il bando europeo per l’Einstein Telescope: una nuova era per la ricerca scientifica

Il bando europeo per l'Einstein Telescope: una nuova era per la ricerca scientifica

Il bando europeo per l'Einstein Telescope: una nuova era per la ricerca scientifica

Giada Liguori

Febbraio 13, 2026

Lula (Nuoro), 13 febbraio 2026 – Oggi è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Europea il bando di gara per costruire il centro di ricerca ET-SUnLab, che sorgerà nell’area della miniera di Sos Enattos a Lula, in provincia di Nuoro. L’annuncio, diffuso con una nota congiunta dagli enti scientifici coinvolti e dalla Regione Sardegna, segna il primo passo concreto verso la possibile realizzazione dell’Einstein Telescope, il futuro osservatorio europeo per le onde gravitazionali.

Un laboratorio sotterraneo che fa sperare l’Europa

Il bando resterà aperto fino al 16 aprile 2026. I lavori dovrebbero partire all’inizio dell’estate e concludersi entro la fine del 2027. Il progetto, chiamato ET-SUnLab (Einstein Telescope Sardinia Underground Laboratory), vale circa 20 milioni di euro. La metà dei fondi arriva dalla Regione Sardegna, mentre l’altra metà è divisa tra l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

Gli enti promotori spiegano che il laboratorio sarà operativo a prescindere dall’esito della candidatura italiana per ospitare l’Einstein Telescope. “Questo centro – ha detto la presidente della Regione, Alessandra Todde – dimostra come anche solo essere in gara per ospitare l’Einstein Telescope porti benefici concreti alle nostre comunità”. Todde ha sottolineato che il laboratorio attirerà “decine di studiosi che si stabiliranno qui”, con ricadute importanti su economia e sviluppo locale.

Un luogo unico per la ricerca più avanzata

La scelta della miniera di Sos Enattos non è casuale. È una delle zone più silenziose d’Europa dal punto di vista sismico e di disturbi umani, un requisito essenziale per studiare le onde gravitazionali. Il laboratorio sarà dedicato a sviluppare e testare le tecnologie che serviranno al futuro osservatorio europeo. “Sarà un luogo speciale – ha spiegato il presidente dell’INFN, Antonio Zoccoli – dove si potranno mettere a punto strumenti all’avanguardia e che attirerà giovani ricercatori da tutta Europa”.

Zoccoli ha aggiunto che il centro sarà anche “uno spazio di dialogo tra scienziati, imprese e comunità”, con l’obiettivo di creare un ponte solido con il territorio. Un aspetto, questo, che i promotori vedono come fondamentale per rafforzare il legame tra scienza e realtà locali.

Nuove opportunità per Lula e la Sardegna

L’arrivo dell’ET-SUnLab a Lula è una novità importante per la Sardegna centrale. Le prime stime parlano di decine di studiosi provenienti da tutta Europa. La presenza stabile di ricercatori, tecnici e personale specializzato dovrebbe dare una spinta alle imprese locali, soprattutto in edilizia, logistica e servizi.

La Regione Sardegna punta anche a un ritorno in termini di formazione e lavoro per i giovani. “Il centro – ha ribadito Todde – funzionerà indipendentemente dall’assegnazione dell’Einstein Telescope”, garantendo così un presidio scientifico internazionale sull’isola. Un segnale chiaro rivolto soprattutto ai giovani sardi, spesso costretti a lasciare la regione per trovare opportunità nel campo della ricerca.

La sfida dell’Einstein Telescope è ancora aperta

Il progetto dell’Einstein Telescope resta comunque l’obiettivo principale. L’Italia compete con altri Paesi europei per ospitare il nuovo osservatorio sotterraneo, destinato a rivoluzionare lo studio delle onde gravitazionali. La decisione sul sito arriverà nei prossimi anni. Nel frattempo, la realizzazione dell’ET-SUnLab è vista dagli addetti ai lavori come un segnale forte della volontà italiana di investire nella grande scienza.

Per ora, il calendario è chiaro: bando aperto fino al 16 aprile 2026, cantieri che iniziano in estate e lavori da finire entro dicembre 2027. Solo allora si potrà capire davvero che impatto avrà questo laboratorio su Lula e sulla Sardegna. Ma già oggi, tra le vie del paese minerario, si sente un’atmosfera di attesa. E anche un po’ d’orgoglio.