Il nuovo poster del Far East Film Festival: un’opera d’arte di Andy Rementer

Il nuovo poster del Far East Film Festival: un'opera d'arte di Andy Rementer

Il nuovo poster del Far East Film Festival: un'opera d'arte di Andy Rementer

Giada Liguori

Febbraio 13, 2026

Udine, 13 febbraio 2026 – Il nuovo poster del Far East Film Festival 28 porta la firma dell’illustratore americano Andy Rementer. La kermesse, che si terrà a Udine dal 24 aprile al 2 maggio, tra il Teatro Nuovo Giovanni da Udine e il Visionario, ha svelato questa mattina la sua immagine simbolo. Al centro c’è la parola “moltitudine”, scelta per raccontare questa edizione. Un’immagine che, spiegano gli organizzatori, mette in luce il pubblico non come semplice spettatore, ma come una comunità viva, fatta di storie e identità diverse.

Volti e storie: il cuore del poster

L’illustrazione di Rementer, realizzata assieme all’art director udinese Margherita Urbani, si presenta come una vera e propria galleria di volti. Sono facce che si alternano, si incontrano, si mescolano. Alcune sono familiari ai “fareastiani”, i fedelissimi del festival, altre richiamano i personaggi dei film in programma. “Volevamo raccontare la pluralità e l’unione che il cinema sa creare”, ha detto uno dei responsabili della comunicazione. Dietro ogni volto, però, c’è una storia diversa, un percorso unico. Solo guardando il tutto si percepisce quella “moltitudine” che diventa il segno distintivo del festival.

Udine, ponte tra Asia ed Europa

Questa 28ª edizione conferma Udine come punto di riferimento in Europa per il cinema dell’Est e Sud-Est asiatico. Per nove giorni, la città friulana ospiterà proiezioni, incontri con registi e attori, eventi speciali. L’obiettivo è offrire “nuovi sguardi sull’Asia contemporanea”, con una selezione che spazia tra generi e stili diversi. “Il festival è cresciuto insieme al suo pubblico”, ha raccontato Margherita Urbani, “e oggi più che mai vuole essere un luogo di scambio e confronto”.

Accrediti aperti: corsa all’iscrizione

La macchina organizzativa è già in moto. Da pochi giorni è partita la campagna accrediti: fino al 2 marzo si possono comprare online le tessere Red Panda o White Tiger, anche in versione under 26, con la tariffa speciale Early Bird. Una scelta pensata per coinvolgere i più giovani. “Negli ultimi anni abbiamo visto crescere l’interesse tra gli studenti”, spiega uno degli addetti all’accoglienza, “e quest’anno puntiamo a una partecipazione ancora più alta”.

Il pubblico, vero protagonista

Non è un caso che il manifesto scelto metta al centro proprio il pubblico. Nei corridoi del Visionario, tra le poltrone del Teatro Nuovo, si respira un’atmosfera unica: chi arriva da lontano per non perdere nemmeno una proiezione, chi resta a discutere animatamente dopo i film, chi si ritrova davanti a un caffè per scambiare consigli su cosa vedere. “Il festival è anche questo”, racconta un volontario di lunga data, “una comunità che si ritrova e si riconosce”.

L’attesa cresce in città

Mancano ancora alcune settimane all’apertura, ma a Udine si sente già l’attesa. Le vetrine dei negozi cominciano a vestirsi di locandine, nei bar si parla delle prime indiscrezioni sulla selezione dei film. “Ogni anno è una scoperta”, racconta una giovane spettatrice davanti al Visionario, “e il bello è proprio la varietà delle proposte”. Nato quasi trent’anni fa come una scommessa culturale, il Far East Film Festival è oggi uno degli appuntamenti più seguiti dagli appassionati di cinema asiatico in Europa.

Uno sguardo che va avanti

Con il nuovo poster di Andy Rementer, il festival rilancia la sua identità: un evento che mette al centro le persone, le differenze, le storie. E che cresce, anno dopo anno, grazie a una moltitudine di volti – veri o disegnati – che insieme costruiscono comunità.