Roma, 13 febbraio 2026 – Tensione alle stelle tra il Vaticano e l’Ordine di Malta. Da settimane, fonti vicine alla Santa Sede raccontano di un dossier arrivato sul tavolo di Papa Leone XIV che mette in dubbio la gestione attuale dei Cavalieri. Il documento, anticipato dal Messaggero, punta il dito contro i vertici dell’Ordine, accusandoli di aver tradito lo spirito riformatore e austero che aveva ispirato la nuova costituzione del 2022, varata sotto Papa Francesco.
Gran Maestro nel mirino: il nodo della riforma
Al centro delle critiche c’è John Dunlap, Gran Maestro canadese. Nel dossier emerge che Dunlap avrebbe dovuto già allestire un monastero per i Professi – quei membri chiamati a vivere secondo i voti di povertà, castità e obbedienza. L’articolo 39 della Carta costituzionale, entrata in vigore due anni fa, imponeva la creazione di un convento entro dodici mesi per favorire la vita comunitaria. La sede scelta era un edificio del Vicariato a San Martino ai Monti, nel cuore di Roma. Eppure, il contratto di acquisto con formula rent to buy non è mai stato firmato da Dunlap.
Fonti interne all’Ordine parlano di “ripetuti solleciti” rimasti senza risposta. “Non si può parlare di vera vita religiosa senza una comunità”, confida un alto prelato coinvolto nella riforma. Solo dopo questo passo, dicono in Vaticano, si potrà parlare di una vera trasformazione dell’Ordine, da cavalleresco a religioso.
L’ambulatorio chiuso e i dubbi sugli affitti
Altro punto caldo è la gestione dell’ambulatorio per i poveri in via Condotti. I locali, storicamente dedicati all’assistenza sanitaria gratuita ai più fragili, sarebbero stati chiusi per ragioni economiche. Secondo il dossier, questa scelta sarebbe servita a tagliare i costi per l’Ordine. Ma non è tutto: gli stessi spazi potrebbero finire in affitto a grandi marchi del lusso, una mossa che ha fatto storcere il naso ai volontari e in Vaticano.
“Non è questa la missione dei Cavalieri”, spiega un nunzio apostolico che segue da vicino la vicenda. In Vaticano si teme che questa decisione tradisca i principi di carità e servizio ai poveri che dovrebbero guidare l’Ordine. “Affittare a marchi del lusso mentre si chiudono le porte ai bisognosi non ha nulla a che vedere con il carisma originario”, aggiunge la stessa fonte.
Passato turbolento e scenari futuri
Non è la prima volta che l’Ordine di Malta finisce sotto la lente. Nel 2017, Papa Francesco aveva già commissariato i Cavalieri, rimuovendo la componente tedesca dai vertici e aprendo la strada alla riforma culminata con la nuova costituzione del 2022. Quel testo, almeno sulla carta, imponeva ai membri una vita improntata a povertà e comunità.
Ora, con Leone XIV alla guida della Chiesa, si parla di un possibile nuovo commissariamento o di un’ispezione speciale. Il Papa avrebbe già convocato Dunlap nel Palazzo Apostolico per un confronto diretto. “Serve chiarezza e coerenza”, avrebbe detto Leone XIV in uno degli ultimi incontri riservati.
Dentro l’Ordine: tensioni e richieste di cambiamento
Dentro l’Ordine, l’atmosfera è elettrica. Alcuni membri storici temono che lo scontro con il Vaticano possa danneggiare ancora di più la reputazione internazionale dei Cavalieri. Altri spingono per una linea più dura: “O si cambia davvero, o si rischia di diventare irrilevanti”, confessa un esperto di diritto canonico vicino ai dossier.
Secondo le prime ricostruzioni, presto potrebbe nascere una commissione d’indagine per fare luce sulla gestione degli immobili e sul rispetto delle regole della nuova costituzione. Nessuna decisione definitiva è stata presa, ma fonti qualificate in Vaticano assicurano che l’intenzione è chiara: riportare l’Ordine sulla strada segnata dalla riforma.
Nel frattempo, l’attenzione resta alta su una delle istituzioni più antiche e simboliche della cristianità.
