Un eroe in uniforme: i carabinieri salvano un uomo intrappolato da una valanga

Un eroe in uniforme: i carabinieri salvano un uomo intrappolato da una valanga

Un eroe in uniforme: i carabinieri salvano un uomo intrappolato da una valanga

Matteo Rigamonti

Febbraio 13, 2026

Aosta, 13 febbraio 2026 – Un uomo di 44 anni, Alfonso Flostergher, milanese e dipendente di un albergo in Valle d’Aosta, è stato salvato ieri pomeriggio dai carabinieri dopo essere stato travolto da una valanga sopra Gressoney-La-Trinité. L’allarme è scattato intorno alle 16, quando Flostergher, mentre camminava su un sentiero coperto di neve, è stato investito dalla massa nevosa e ha lanciato un disperato grido d’aiuto: «Sto soffocando, sto soffocando». La chiamata è durata poco, interrotta quasi subito, ma è bastata per mettere in moto i soccorsi.

La chiamata disperata e la corsa contro il tempo

Dalle ricostruzioni, Flostergher si trovava da solo su un tratto poco frequentato vicino a Gressoney-La-Trinité. La valanga lo ha colto di sorpresa, seppellendolo sotto circa un metro e mezzo di neve. Solo una piccola bolla d’aria tra testa e braccia gli ha permesso di respirare e soprattutto di usare il telefono per comporre il 112. La linea si è interrotta quasi subito, lasciando agli operatori solo la sua voce affannata e qualche coordinata approssimativa.

Per fortuna – o grazie alla prontezza dei soccorsi – il telefono è riuscito a collegarsi a una cella della zona. I carabinieri hanno subito avviato la geolocalizzazione, individuando l’area da cui era partita la chiamata. Da quel momento è iniziata una vera e propria gara contro il tempo.

Ricerche complicate tra neve e buio

Le ricerche sono partite immediatamente. Sul posto sono arrivati uomini del Soccorso alpino valdostano, vigili del fuoco, forestale e Guardia di Finanza di Cervinia. La situazione era dura: il buio stava calando e la temperatura era già abbondantemente sotto zero. Hanno usato fotoelettriche per illuminare la zona e droni per sorvolare il pendio, alla ricerca di qualsiasi segno.

Dopo più di tre ore, è stato un cane da valanga, Colmar, della Guardia di Finanza, a trovare il punto esatto dove si trovava Flostergher. L’uomo era bloccato in posizione verticale, con il bacino immerso in un torrente di acqua ghiacciata e le gambe incastrate tra neve e detriti.

Il recupero e la lotta contro il freddo

Estrarre Flostergher non è stato semplice. I soccorritori hanno lavorato con molta cautela per non peggiorare la situazione. Quando finalmente lo hanno liberato dalla neve, la sua temperatura corporea era scesa a 27 gradi, segno di una grave ipotermia. «Era cosciente ma molto provato», ha raccontato uno dei soccorritori.

Il 44enne è stato subito portato all’ospedale di Aosta, dove è stato ricoverato per osservazione. Secondo i medici, le sue condizioni non sono preoccupanti: «Sta reagendo bene alle cure», hanno detto in serata.

Il valore della prontezza e del lavoro di squadra

«In casi come questo ogni minuto può fare la differenza», ha spiegato un operatore del Soccorso alpino. «La chiamata tempestiva e la possibilità di localizzare il cellulare sono state decisive». Anche il comandante della stazione dei carabinieri di Gressoney-La-Trinité ha sottolineato come la collaborazione tra le varie forze abbia permesso un intervento rapido ed efficace.

Sul sentiero dove è successo l’incidente, questa mattina si vedono ancora i segni della slavina e delle operazioni notturne: tracce nella neve, qualche attrezzo lasciato lì nella fretta. Gli abitanti raccontano che il meteo è cambiato all’improvviso nel pomeriggio, con un aumento delle temperature che potrebbe aver fatto staccare la valanga.

Un monito per chi ama la montagna

Questo episodio richiama tutti alla prudenza quando si va a camminare sui sentieri innevati della Valle d’Aosta. Le autorità ricordano di consultare sempre i bollettini valanghe e di portare con sé l’attrezzatura di sicurezza – ARTVA, pala e sonda – anche per escursioni semplici. «La montagna va rispettata», ribadiscono i soccorritori. E ieri, solo grazie a una serie di coincidenze fortunate e alla rapidità dei soccorsi, Alfonso Flostergher è riuscito a raccontare la sua storia.