Un viaggio visivo nei 50 anni di Novecento attraverso l’obiettivo di Bertolucci

Un viaggio visivo nei 50 anni di Novecento attraverso l'obiettivo di Bertolucci

Un viaggio visivo nei 50 anni di Novecento attraverso l'obiettivo di Bertolucci

Giada Liguori

Febbraio 13, 2026

Parma, 13 febbraio 2026 – Cinquanta anni fa, nel settembre del 1976, arrivava nelle sale italiane “Novecento” di Bernardo Bertolucci, un film destinato a lasciare un segno profondo nel cinema italiano e non solo. Oggi Parma, la città natale del regista nato nel 1941, si prepara a festeggiare questo mezzo secolo con una grande mostra al Palazzo del Governatore, in programma dal 27 marzo al 26 luglio. Un’occasione per tornare a guardare non solo il film, ma anche il suo peso nella memoria collettiva e nella rappresentazione del Novecento italiano.

“Novecento”, un film che ha fatto la storia

Quando uscì, “Novecento” – più di cinque ore divise in due parti – attirò più di dieci milioni di spettatori. Un numero che ancora oggi lascia senza parole. Il film, prodotto dalla United Artists europea grazie all’intuizione di Alberto Grimaldi, si impose subito come uno dei lavori più amati di Bertolucci. Il critico Morando Morandini lo definì “un film sulla lotta di classe in chiave antipadronale”, capace di unire “il cinema classico americano con il realismo socialista sovietico”. Un melodramma politico che cammina sul filo di Marx e Freud, richiamando Verdi e il romanzo ottocentesco, ma anche il melodramma hollywoodiano degli anni Cinquanta.

La mostra di Parma: un tuffo tra cinema, storia e memoria

La mostra, curata dal critico letterario Gabriele Pedullà per Electa e promossa dal Comune di Parma insieme alla Fondazione Bernardo Bertolucci, offrirà un percorso coinvolgente tra le fonti e le ispirazioni che hanno dato vita al film. Quattro sezioni guideranno i visitatori dentro la saga delle famiglie Berlinghieri e Dalcò, dalla morte di Giuseppe Verdi fino alla Liberazione. Un viaggio nella Bassa Padana fatto di fotografie d’epoca, materiali mai visti, testimonianze e opere d’arte.

“Abbiamo voluto ricreare il clima culturale e sociale in cui è nato ‘Novecento’”, ha spiegato Pedullà alla presentazione. “Non si tratta solo di cinema, ma di letteratura, musica, fotografia: tutto ciò che ha contribuito a costruire quell’affresco così intenso della nostra storia”.

Un cast da sogno per una saga italiana

Il film può vantare un cast oggi quasi impossibile da replicare: Robert De Niro e Gérard Depardieu nei ruoli principali, accanto a Burt Lancaster, Sterling Hayden, Dominique Sanda, Donald Sutherland, Stefania Sandrelli e Laura Betti. La fotografia porta la firma di Vittorio Storaro, la musica quella di Ennio Morricone, il montaggio è di Kim Arcalli. Ma, come raccontano molti protagonisti nelle interviste raccolte per la mostra, quello che davvero ha reso speciale l’esperienza è stata l’atmosfera sul set, tra la nebbia della campagna emiliana e le tensioni politiche di quegli anni.

“Era come vivere la storia sulla propria pelle”, ha ricordato Stefania Sandrelli in una recente intervista. “Bertolucci ci chiedeva di sentire il peso del tempo addosso”.

Un’eredità che parla ancora oggi

A cinquant’anni di distanza, “Novecento” resta un film studiato e discusso. Racconta l’Italia dalla fine dell’Ottocento fino alla caduta del fascismo, ma riflette anche sulle radici familiari e culturali dello stesso Bertolucci. Figlio del poeta Attilio Bertolucci, il regista ha intrecciato la forza del contadino Olmo con la fragilità del padrone Alfredo, dando vita a un racconto che continua a parlare al pubblico di oggi.

Per l’occasione, sarà pubblicato un catalogo con materiali inediti e testimonianze. E il 16 marzo, giorno del compleanno del regista, uscirà anche un volume della collana “A – Z” di Electa dedicato ad Attilio Bertolucci e ai suoi figli Giuseppe e Bernardo.

Mezzo secolo di “Novecento”: uno sguardo al passato e al futuro

Bernardo Bertolucci è scomparso il 26 novembre 2018. Oggi avrebbe compiuto 85 anni. La mostra di Parma non vuole essere solo un omaggio al suo film più grande, ma anche un invito a guardare al Novecento italiano attraverso il cinema. “Raccontare ‘Novecento’ significa raccontare chi siamo stati e forse chi potremmo diventare”, ha detto il sindaco di Parma durante la conferenza stampa. Un anniversario che diventa così un momento per riflettere ancora una volta sul legame tra arte, storia e identità nazionale.