Rieti, 14 febbraio 2026 – Nel pomeriggio di oggi, nella Sala Cunicchio della Camera di commercio Rieti-Viterbo, si sono dati appuntamento manager, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni per un confronto su managerialità e sviluppo nelle PMI. Il convegno ha messo in luce come le competenze manageriali siano una leva concreta per far crescere il territorio. L’evento, promosso da Manageritalia Lazio, Abruzzo, Molise, Sardegna e Umbria insieme a Federmanager Roma, Camera di commercio Viterbo e Federalberghi Viterbo, ha raccolto un pubblico numeroso e attento, segno che cresce l’interesse verso modelli d’impresa più strutturati.
Managerialità, un investimento per far crescere le PMI
A dare il via ai lavori sono stati i saluti di Tommaso Saso (Manageritalia), Giovanni Gualario (Federmanager Roma), Pier Luca Balletti (Federalberghi Viterbo) e Domenico Merlani (Camera di commercio Viterbo). Tutti hanno rimarcato l’urgenza di puntare su competenze manageriali solide per sostenere l’innovazione e rafforzare la crescita delle piccole e medie imprese. “La managerialità non è un costo, ma un investimento strutturale che aiuta le PMI a crescere con basi solide, attrarre capitali, innovare e creare posti di lavoro qualificati sul territorio”, ha spiegato Saso. Il presidente di Manageritalia ha poi invitato gli imprenditori laziali, in particolare quelli del Viterbese, a sfruttare i 5 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione Lazio sotto forma di voucher per inserire o coinvolgere figure manageriali.
Il ritardo italiano nella managerializzazione delle imprese
Al centro del dibattito il tema del ritardo nella managerializzazione che ancora pesa sul tessuto produttivo italiano. Nel Lazio, la presenza dei manager è cresciuta in media del 2,9% nell’ultimo anno, con dati positivi in quattro province su cinque. Solo Viterbo fa eccezione: qui si registra un calo del -10%, con un calo sia tra i dirigenti uomini (-11%) sia tra le donne (-7,6%). Un campanello d’allarme, che riflette un problema più grande: nel settore privato italiano c’è meno di un dirigente ogni cento dipendenti (0,9), mentre in Germania, Francia e Spagna la media è tra 2 e 3. “Investire nell’inserimento di competenze manageriali qualificate è una leva decisiva per accompagnare le imprese nella crescita e nell’innovazione”, ha commentato Gualario di Federmanager Roma.
La Tuscia punta su turismo e managerialità
Il comparto alberghiero della Tuscia è un esempio pratico di come la managerialità possa fare la differenza sulla competitività. Dopo i record turistici del 2025, il territorio vuole consolidarsi come meta di qualità. “Per crescere serve più managerialità: competenze qualificate aiutano a migliorare la gestione delle strutture e a sviluppare servizi che rispondano ai cambiamenti del mercato”, ha sottolineato Balletti di Federalberghi Viterbo. Gli operatori locali concordano: solo inserendo figure manageriali si può rispondere alle richieste di un turismo sempre più esigente.
Regione Lazio, 5 milioni per i voucher manageriali
Ampio spazio è stato dedicato al bando regionale da 5 milioni di euro, pensato per rafforzare la managerialità nelle imprese laziali. Due le linee principali: i voucher assunzioni, che sostengono contratti a tempo pieno e indeterminato (o determinato di almeno 12 mesi) per l’assunzione di manager o quadri disoccupati; e i voucher consulenze, destinati all’acquisto di consulenze specialistiche per attività manageriali di almeno 12 mesi (almeno 100 giornate lavorative). “Si tratta di strumenti concreti per accompagnare le imprese in un percorso di sviluppo duraturo”, ha ribadito Saso.
Verso un modello d’impresa più moderno
La grande partecipazione al convegno conferma l’interesse crescente verso un modello d’impresa che integri competenze manageriali qualificate come chiave di competitività e innovazione. L’Italia resta indietro: solo il 30% delle imprese familiari si affida a manager esterni, contro l’80% dei principali Paesi europei. Ma, come emerso oggi a Rieti, solo puntando su formazione e managerialità si potrà rafforzare il sistema produttivo locale e affrontare meglio le sfide dei mercati internazionali, della digitalizzazione e della transizione ambientale.
