Addis Abeba, 14 febbraio 2026 – «Cooperazione è la parola chiave per orientarsi in un mondo sempre più instabile e imprevedibile». Con queste parole la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha aperto il suo intervento stamattina davanti ai capi di Stato e di governo dell’Unione africana, riuniti nella capitale etiope. Erano poco più delle 10, ora locale, quando Meloni ha preso la parola davanti a oltre cinquanta delegazioni, in un clima denso di tensioni geopolitiche e sfide economiche nuove.
Meloni all’Unione africana: “L’Italia è un partner che conta”
«Ho l’onore di guidare un Paese che ha nel suo dna il dialogo, la capacità di ascoltare e il rispetto per gli altri prima di tutto». Così ha esordito Meloni, con parole sobrie ma cariche di significato. Il messaggio è chiaro: l’Italia vuole giocare un ruolo più forte in Africa, puntando su una diplomazia fatta di collaborazione, non di scontri.
Il discorso, durato circa venti minuti, ha messo in luce come l’identità e la politica estera italiana si siano costruite proprio intorno al valore della cooperazione. Secondo la premier, è questo il filo che può guidarci in un mondo segnato da incertezze e instabilità.
Dialogo e rispetto, la ricetta italiana
La scelta di presentarsi ad Addis Abeba non è casuale. L’invito all’assemblea dell’Unione africana arriva in un momento delicato, in cui l’Europa e in particolare l’Italia cercano nuovi modi per collaborare con i Paesi africani. «Il rispetto per gli altri viene prima di tutto», ha ribadito Meloni. «È questo che ci fa essere presi sul serio».
Fonti diplomatiche italiane, che accompagnano il ministro degli Esteri Antonio Tajani, spiegano che l’obiettivo è lasciarsi alle spalle vecchi schemi di aiuti a senso unico. Si punta a costruire rapporti alla pari, basati su investimenti condivisi e progetti di sviluppo che durino nel tempo. Un approccio che, sempre secondo Palazzo Chigi, piace a molti leader africani.
Le reazioni dall’Africa
Al termine del discorso, alcune delegazioni hanno espresso apprezzamento per il tono scelto dalla premier. Il presidente della Commissione dell’Unione africana, Moussa Faki Mahamat, ha parlato di «un messaggio sulla strada giusta», sottolineando come la cooperazione sia «l’unica via per affrontare sfide comuni come il cambiamento climatico, le migrazioni e la sicurezza alimentare».
Non sono però mancati richiami alla concretezza. Un diplomatico kenyota, che ha chiesto l’anonimato, ha detto: «Le parole contano, ma ora servono fatti. L’Africa aspetta investimenti veri e partnership che diano risultati concreti alle comunità».
Tra competizione globale e strategie italiane
L’intervento di Meloni arriva in un momento cruciale per i rapporti Europa-Africa. Negli ultimi mesi la competizione internazionale, con Cina e Russia in prima linea, si è fatta più agguerrita. Nuovi attori si affacciano con investimenti in infrastrutture, energia e tecnologia. L’Italia prova a ritagliarsi uno spazio suo, puntando su settori come agroalimentare, formazione professionale ed energie rinnovabili.
Secondo i dati del Ministero degli Esteri, nel 2025 l’interscambio commerciale tra Italia e Africa ha superato i 30 miliardi di euro, segnando una crescita del 7% rispetto all’anno prima. Numeri che confermano l’interesse crescente, ma anche la necessità di costruire rapporti stabili e duraturi.
Un percorso lungo e concreto
«Solo così potremo parlare davvero di cooperazione», ha concluso Meloni, lasciando intendere che sarà un cammino graduale, che richiede impegno da entrambe le parti. Nei prossimi mesi sono già in programma nuovi incontri bilaterali, a partire dalla missione in Nigeria prevista per marzo, per trasformare le parole in fatti.
La presenza italiana ad Addis Abeba segna un passo importante nella strategia del governo nel Mediterraneo. Una linea che punta a rafforzare il dialogo con i partner africani, mantenendo però piedi ben saldi a terra di fronte alle sfide globali.
