Milano in calo: le banche e Prysmian frenano, mentre Inwit vola

Milano in calo: le banche e Prysmian frenano, mentre Inwit vola

Milano in calo: le banche e Prysmian frenano, mentre Inwit vola

Giada Liguori

Febbraio 14, 2026

Milano, 14 febbraio 2026 – Piazza Affari ha chiuso in netto calo, con l’indice Ftse Mib che ha lasciato sul terreno il 2%, chiudendo a 45.285 punti. La giornata è partita in tono dimesso anche oltreoceano, con i mercati statunitensi che hanno seguito una falsa partenza. A pesare è stato soprattutto un clima di incertezza, legato a una serie di fattori sia internazionali che nazionali, che ha colpito in modo particolare il settore bancario, protagonista delle vendite fin dall’apertura.

Banche in difficoltà: vendite pesanti fin dall’inizio

Appena suonate le campanelle alle 9, il comparto bancario ha subito mostrato segni di debolezza. Bper Banca ha perso quasi il 5%, chiudendo a 3,21 euro. Poco dietro, Popolare di Sondrio ha ceduto il 4,73%, mentre Unicredit ha lasciato sul campo il 4,33%. Anche Banco Bpm e Intesa Sanpaolo hanno segnato ribassi importanti, rispettivamente del 4,19% e del 2,75%. Più contenuta la flessione di Mps, che ha perso il 2%.

Secondo alcuni operatori ascoltati nel pomeriggio, il settore ha pagato il conto delle prese di beneficio dopo i recenti rialzi, ma anche le preoccupazioni legate all’andamento dei tassi d’interesse negli Stati Uniti. “Le banche italiane restano molto esposte alla volatilità dei mercati internazionali”, ha spiegato un analista di una sim milanese. Da segnalare la tenuta di Mediobanca, che ha limitato le perdite all’1%.

Prysmian paga il taglio dei dazi Usa

Tra i titoli industriali, giornata difficile per Prysmian, che ha chiuso in calo del 4,65%. Il gruppo leader nei cavi per energia e telecomunicazioni ha risentito dell’annuncio del governo americano sul taglio dei dazi sull’alluminio. Una decisione che, secondo gli esperti, penalizza le attività negli Stati Uniti della società milanese, che fino a oggi avevano un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti esteri.

“Con il taglio dei dazi cambia tutto”, ha commentato un trader londinese. “Prysmian dovrà rivedere la sua strategia sul mercato nordamericano”. Il titolo ha toccato un minimo intraday a 41,12 euro, per poi recuperare qualcosa in chiusura.

Inwit e Tenaris vanno controcorrente

Nonostante il clima negativo, alcune blue chip hanno chiuso in rialzo. Su tutte spicca Inwit, che ha guadagnato il 5,1%, sostenuta dalle voci su possibili operazioni straordinarie nel campo delle torri di trasmissione. Bene anche Tenaris, che ha chiuso a +2,9%, grazie alle prospettive positive del settore energetico e ai nuovi contratti in Sud America.

In rialzo anche Tim, che ha guadagnato il 2,05% dopo le indiscrezioni su nuovi sviluppi nella partita della rete unica. Sale pure Leonardo, che chiude a +1,8%, spinta dalle aspettative di nuovi contratti nel settore della difesa.

Fincantieri frena dopo il rally

Dopo il forte rialzo di ieri, oggi su Fincantieri sono scattate le prese di beneficio. Il titolo ha perso l’1,33%. Negli ultimi giorni era stato protagonista grazie alle notizie sulle nuove commesse internazionali e all’ottimismo degli analisti sul settore navale. Ma oggi gli investitori hanno preferito mettere in cassaforte i guadagni.

Mercati Usa in calo, attesa per la Fed

Il calo di Piazza Affari si inserisce in un quadro internazionale segnato dalla prudenza. Wall Street ha aperto in lieve ribasso – il Dow Jones segnava -0,4% intorno alle 16:30 ora italiana – complice l’attesa per i dati economici in arrivo e le prossime mosse della Federal Reserve sui tassi. Gli investitori restano cauti anche in vista delle trimestrali delle grandi società tecnologiche americane.

In sintesi, la giornata si chiude con un segno meno per la Borsa di Milano, che paga il peso dei bancari e le incertezze a livello globale. Ora tutti gli occhi sono puntati sulle mosse delle banche centrali e sull’evoluzione dei mercati internazionali.