Mohammadi, la Premio Nobel, trasferita in una prigione isolata del nord dell’Iran

Mohammadi, la Premio Nobel, trasferita in una prigione isolata del nord dell'Iran

Mohammadi, la Premio Nobel, trasferita in una prigione isolata del nord dell'Iran

Matteo Rigamonti

Febbraio 14, 2026

Teheran, 14 febbraio 2026 – Narges Mohammadi, Premio Nobel per la Pace e attivista per i diritti umani, è stata trasferita senza alcun preavviso in una prigione nel nord dell’Iran, a Zanjan, nella giornata di ieri. La notizia è arrivata dal marito, Taghi Rahmani, che vive a Parigi, proprio mentre cresce il timore internazionale sulle condizioni di salute di Mohammadi, detenuta da mesi e reduce da uno sciopero della fame.

Allarme sulla salute di Narges Mohammadi: trasferimento senza spiegazioni

Rahmani ha raccontato che il trasferimento è avvenuto “senza avvertire né la famiglia né il suo avvocato”. In un messaggio su X (ex Twitter), ha parlato di un vero e proprio tentativo di “esiliare Narges”, denunciando il silenzio totale delle autorità iraniane. Anche il Comitato Norvegese per il Nobel ha rilanciato la notizia, esprimendo preoccupazione per i “maltrattamenti fisici e continui abusi, potenzialmente letali”, subiti dall’attivista sia durante l’arresto sia in carcere.

Da Mashhad a Zanjan: il trasferimento improvviso

Fino a poche ore fa, Mohammadi era rinchiusa nel centro di detenzione del Ministero dell’Intelligence a Mashhad, nel nord-est del paese. La famiglia riferisce che le era stato concesso soltanto un breve colloquio telefonico con il fratello e uno con il suo avvocato. Poi, senza alcun preavviso né spiegazione, è stata spostata nella prigione di Zanjan, a circa 300 chilometri a ovest. L’unica conferma è arrivata tramite i social del marito: Narges si trova ora in un’altra struttura.

Sciopero della fame, ricovero lampo e salute in bilico

All’inizio di febbraio, Mohammadi aveva iniziato uno sciopero della fame per protestare contro le condizioni in carcere e la mancanza di assistenza medica adeguata. Dopo qualche giorno, era stata ricoverata in ospedale perché le sue condizioni si erano aggravate. Ma il ricovero è durato poco: è stata riportata in cella prima che i medici potessero completare gli esami. “Temiamo per la sua vita”, ha detto Rahmani ai media francesi, sottolineando che “le autorità non danno informazioni chiare sul suo stato”.

Le reazioni dal mondo e l’appello del Comitato Nobel

La vicenda di Narges Mohammadi ha acceso di nuovo i riflettori sulla situazione dei diritti umani in Iran. Il Comitato Norvegese per il Nobel ha espresso “profonda preoccupazione” per il trattamento riservato all’attivista, chiedendo alle autorità iraniane di garantire cure mediche e rispetto dei diritti fondamentali. “Le notizie che riceviamo sono allarmanti”, si legge nella nota da Oslo. Anche organizzazioni come Amnesty International hanno chiesto chiarimenti immediati sul suo stato di salute e sulle ragioni del trasferimento.

Un volto simbolo della lotta per i diritti civili

Vincitrice del Premio Nobel per la Pace nel 2023, Mohammadi è diventata una delle figure più conosciute della protesta contro la repressione in Iran. Da oltre vent’anni si batte per i diritti delle donne e denuncia le violenze in carcere. Ha già passato lunghi periodi dietro le sbarre. Amici e colleghi raccontano che la sua lotta va avanti anche in cella, nonostante le difficoltà crescenti.

Famiglia e avvocati chiedono risposte

La famiglia chiede ora trasparenza sulle sue condizioni e sul trasferimento. “Non ci hanno detto nulla”, spiega Rahmani. “Non sappiamo dove si trovi esattamente né come stia”. L’avvocato iraniano che segue il caso conferma di non aver ricevuto nessuna comunicazione ufficiale dalle carceri. L’attesa di notizie fa salire l’ansia tra i sostenitori e le organizzazioni che seguono da vicino la vicenda.

Il destino di Narges Mohammadi resta incerto. Eppure, la sua storia continua a far parlare e a mobilitare l’opinione pubblica internazionale. In Iran, tra silenzi e trasferimenti improvvisi, la lotta per i diritti umani sembra ancora lontana da una vera svolta.