Mosca risponde: le affermazioni su Navalny sono solo insinuazioni

Mosca risponde: le affermazioni su Navalny sono solo insinuazioni

Mosca risponde: le affermazioni su Navalny sono solo insinuazioni

Matteo Rigamonti

Febbraio 14, 2026

Mosca, 14 febbraio 2026 – La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha risposto oggi alle accuse di cinque Paesi europei sulla morte di Alexey Navalny, avvenuta pochi giorni fa in circostanze ancora da chiarire. L’agenzia russa Tass riporta che Zakharova ha detto: “Quando avremo i risultati dei test, quando saranno note le formule delle sostanze, allora faremo un commento. Fino ad allora, tutte queste dichiarazioni non sono altro che insinuazioni pensate per distrarre dalle questioni urgenti dell’Occidente”.

Accuse pesanti dall’Europa, replica dura di Mosca

La tensione è salita dopo che cinque governi europei – tra cui Germania, Francia e Svezia, secondo fonti diplomatiche – hanno accusato pubblicamente la Russia di essere responsabile della morte dell’oppositore, sostenendo che sarebbe stata usata una tossina rara, estratta da una rana del Sud America. La notizia, diffusa ieri sera, ha fatto rapidamente il giro dei media internazionali. Ma da Mosca è arrivata una risposta chiara: “Senza prove scientifiche e dati ufficiali – ha ribadito Zakharova – si tratta solo di speculazioni”.

Come è morto Navalny? Le indagini ancora aperte

Alexey Navalny, figura di spicco dell’opposizione russa, è morto il 10 febbraio in una colonia penale nella regione di Kharp, a circa 1.900 chilometri a nord-est di Mosca. Le cause del decesso restano poco chiare. Secondo le prime informazioni delle autorità russe, Navalny avrebbe avuto un malore improvviso durante una passeggiata intorno alle 14:30 ora locale. I soccorsi sono arrivati in pochi minuti, ma ogni tentativo di rianimarlo è stato vano.

Europa e Onu chiedono chiarezza

Negli ultimi giorni sono aumentate le richieste di fare luce sull’accaduto. L’Unione Europea ha chiesto un’indagine indipendente, da svolgere sotto l’egida delle Nazioni Unite. “Serve trasparenza – ha detto il ministro degli Esteri tedesco Annalena Baerbock – e la Russia deve permettere agli esperti internazionali di accedere ai luoghi e ai documenti”. Anche il segretario generale dell’ONU, António Guterres, ha espresso “profonda preoccupazione” e ha invitato tutti a collaborare per scoprire la verità.

La misteriosa tossina sudamericana

Fonti investigative europee hanno fatto sapere che la sostanza sospettata è un alcaloide preso dalla pelle della Phyllobates terribilis, una rana delle foreste pluviali colombiane. Si tratta di una tossina molto potente, che viene usata raramente fuori dai laboratori scientifici. Finora però non sono stati resi pubblici né i risultati dei test tossicologici, né le analisi sul corpo di Navalny.

Il Cremlino respinge le accuse e la tensione cresce

Il Cremlino ha smentito ogni accusa, parlando di una “campagna orchestrata” contro la Russia. Il portavoce Dmitry Peskov ha definito “infondate” le accuse dei Paesi occidentali, invitando a “non politicizzare una tragedia personale”. Intanto, a Mosca e in altre città russe, piccoli gruppi di sostenitori di Navalny hanno organizzato veglie silenziose davanti a tribunali e sedi amministrative. La polizia ha aumentato i controlli nelle zone più sensibili.

Rapporti Russia-Occidente: un altro capitolo difficile

Questo episodio rischia di peggiorare ancora i già tesi rapporti tra Russia e Unione Europea. Negli ultimi mesi il dialogo era stato segnato da forti contrasti, dalla guerra in Ucraina alle sanzioni. Ora, con la morte di Navalny, torna al centro del dibattito internazionale il tema dei diritti umani in Russia. “Non possiamo restare indifferenti”, ha detto ieri sera il presidente francese Emmanuel Macron durante una conferenza stampa all’Eliseo.

Attesa per i risultati ufficiali

Non è ancora stata fissata una data per la pubblicazione dei risultati ufficiali delle analisi. Secondo fonti vicine all’inchiesta, i test tossicologici sono ancora in corso nei laboratori statali russi. Solo allora – ha sottolineato Zakharova – si potrà parlare con dati certi. Nel frattempo, la comunità internazionale resta in attesa. Il caso Navalny continua a scuotere l’opinione pubblica, dentro e fuori dalla Russia.