Milano, 14 febbraio 2026 – Italia e Germania rafforzano la loro alleanza in vista del vertice europeo sulla competitività, che si terrà a Bruxelles tra pochi giorni. A sottolinearlo è stato Jörg Buck, amministratore delegato della Camera di commercio Italo-Germanica (Ahk Italien), che ha rimarcato la necessità di un coordinamento politico più stretto tra i due Paesi. L’occasione è arrivata dopo l’intesa tra la premier italiana Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz sui dossier più importanti a livello europeo.
Italia e Germania: il cuore industriale d’Europa
Per Buck, “Italia e Germania sono il motore manifatturiero dell’Europa, con circa il 40% della produzione industriale totale del continente“. A conferma di questo, i dati dell’Istat mostrano che nel terzo trimestre del 2025 gli scambi commerciali tra i due Paesi hanno raggiunto i 118 miliardi di euro a settembre, con un aumento del 2,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. “L’aumento della produzione industriale in Germania – ha detto Buck – ha spinto verso l’alto il commercio con l’Italia”.
Le aziende italiane e tedesche, ha ricordato il consigliere di Ahk Italien, sono legate da rapporti di scambio e collaborazione ormai consolidati, ben radicati nelle rispettive catene produttive. “Parlando di rilancio industriale – ha aggiunto – bisogna puntare su competitività, sostenibilità e sicurezza economica, che devono andare di pari passo per garantire una crescita solida e duratura”.
Una politica industriale da costruire insieme
Buck non ha nascosto le difficoltà che alcuni settori stanno attraversando. “Penso all’automotive o ai settori ad alto consumo energetico come la siderurgia”, ha spiegato. Ma, secondo lui, più che concentrarsi sulle singole industrie serve una strategia condivisa: “Una politica industriale comune tra Italia e Germania è fondamentale per rilanciare la produttività europea e rafforzare il nostro tessuto manifatturiero”.
Il messaggio è chiaro: senza un lavoro di squadra, le sfide della transizione ecologica e digitale rischiano di aumentare le distanze tra i Paesi europei. Solo così, dice Buck, sarà possibile affrontare i cambiamenti in corso e mantenere competitiva l’industria europea.
Tre mosse per rilanciare l’Europa
Buck indica tre priorità per far crescere la collaborazione tra Roma e Berlino. La prima riguarda la semplificazione delle procedure e la riduzione della burocrazia: “Le imprese hanno bisogno di decisioni più veloci e di maggiore libertà per investire e innovare”, ha detto.
La seconda priorità riguarda la rimozione degli ostacoli interni al mercato unico. Buck ricorda che le barriere ancora presenti nell’Unione Europea agiscono come dazi “di fatto” pari a circa il 44% sulle merci scambiate. Un freno che, secondo lui, va eliminato al più presto per liberare il potenziale delle aziende europee.
Infine, la terza priorità riguarda l’impegno congiunto su mercati aperti e nuove alleanze strategiche. “Italia e Germania – ha detto – devono spingere per accordi commerciali ambiziosi: dalla possibile attuazione dell’accordo con il Mercosur a un ruolo più forte con Paesi in rapida crescita come l’India”.
Nuove sfide: difesa, aerospazio e ricerca
Buck ha sottolineato come queste intese creino valore in Europa, rafforzando il tessuto industriale e la competitività globale. Allo stesso tempo, si aprono nuove opportunità in settori che saranno decisivi nei prossimi anni: “Penso alla difesa e all’aerospazio, dove una cooperazione più stretta su ricerca e grandi progetti europei sarà fondamentale”.
In chiusura, secondo il capo della Camera di commercio Italo-Germanica, il rilancio produttivo dell’Europa passa da una collaborazione più stretta tra Italia e Germania, chiamate a guidare l’industria europea verso una nuova stagione di crescita condivisa.
