Monaco di Baviera, 14 febbraio 2026 – Gli Stati Uniti non vogliono dividere, ma rilanciare un’antica amicizia. Con queste parole il segretario di Stato Marco Rubio ha aperto il suo intervento alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, questa mattina, davanti a una platea di leader europei e rappresentanti della Nato. Un messaggio chiaro, pronunciato poco dopo le 10 nella sala principale dell’Hotel Bayerischer Hof, che arriva in un momento di crescente tensione tra Washington e alcune capitali europee sul futuro della sicurezza atlantica.
Rubio: “Serve un’alleanza più forte”
Nel suo discorso, Rubio ha puntato tutto sulla necessità di un’alleanza più forte e viva. “Non vogliamo che gli alleati accettino uno status quo in crisi, senza affrontare davvero i problemi”, ha detto, rivolgendosi soprattutto ai partner europei. Dietro queste parole, dicono alcuni diplomatici presenti, ci sono le divisioni degli ultimi mesi su spese militari, aiuti all’Ucraina e rapporti con la Cina. “Il problema non sono solo le cattive politiche, ma un senso di disperazione e di autocompiacimento che ci sta logorando”, ha aggiunto Rubio, sottolineando come la sfida sia anche culturale e sociale, non solo militare.
La reazione europea: tra attesa e dubbi
L’intervento di Rubio ha catturato l’attenzione, ma non senza qualche riserva. Alcuni delegati francesi e tedeschi – come si è sentito nei corridoi – hanno espresso preoccupazione per un possibile irrigidimento americano sulle spese per la difesa comune. “Gli Stati Uniti chiedono più impegno, ma serve anche che ci si ascolti davvero”, ha detto un funzionario del ministero degli Esteri tedesco. In Italia, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha evitato commenti pubblici, limitandosi a un saluto a Rubio poco dopo le 9.30.
Lo scenario: crisi globali e sfide interne
La Conferenza di Monaco si tiene quest’anno in un clima teso, con molte crisi sul tavolo: la guerra in Ucraina, le tensioni nel Mar Rosso, la corsa tecnologica con la Cina. Gli Stati Uniti, dicono fonti della delegazione americana, puntano a “rilanciare il dialogo transatlantico” e a evitare che l’Europa resti sola di fronte alle nuove minacce. Eppure – come ha ammesso lo stesso Rubio – “il malessere che attraversa le nostre società chiede risposte nuove”. Un passaggio letto da molti come un invito a lasciarsi alle spalle le vecchie logiche della Guerra Fredda.
Reazioni e sfide: l’unità europea messa alla prova
Le reazioni in Europa sono state diverse. Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha parlato di “un’occasione per rafforzare la fiducia tra noi”, mentre la ministra della Difesa tedesca Christine Lambrecht ha ricordato che “l’unità non si costruisce solo a parole”. In serata, intorno alle 18, è previsto un incontro tra Rubio e il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. Sul tavolo, dicono fonti diplomatiche, ci saranno le spese militari e il coordinamento sulle crisi regionali.
Oltre le parole: l’appello di Rubio agli alleati
Il discorso di Marco Rubio – durato meno di venti minuti – si è chiuso con un appello a “uscire dalla retorica” e a “riconoscere i rischi del compiacimento”. Un invito pensato per rilanciare il ruolo della Nato e rafforzare la coesione occidentale. Ma nei corridoi del Bayerischer Hof si sente ancora un certo scetticismo. “Le parole contano”, ha detto un diplomatico francese uscendo dalla sala, “ma ora servono fatti concreti”.
La partita per una nuova alleanza transatlantica è ancora aperta. E Monaco, almeno per oggi, resta il punto di incontro delle grandi decisioni internazionali.
