Milano, 14 febbraio 2026 – Un cuore cosmico a 2,5 miliardi di anni luce dalla Terra, nella costellazione dei Cani da Caccia, è stato scoperto proprio oggi, a San Valentino, dall’astrofisica Mari Polletta dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF-Iasf) di Milano. L’annuncio è arrivato questa mattina sul portale Media Inaf, dopo mesi di lavoro nell’ambito della Lofar Two-metre Sky Survey (Lotss), una delle più grandi campagne di osservazione radio mai fatte in Europa.
Il cuore nascosto tra le galassie: cosa sappiamo
La forma che si è rivelata al radiotelescopio europeo Lofar (Low Frequency Array) somiglia a un cuore stilizzato. Non è un caso. Polletta spiega che si tratta di getti di particelle relativistiche usciti dal centro della galassia madre, poi deviati dall’incontro con il gas caldo che riempie l’ammasso galattico Abell 1615. “La lunghezza totale dei getti – ha scritto l’astrofisica – è di circa 450 kiloparsec, cioè 1,5 milioni di anni luce”.
Quella che vediamo, nota con il nome tecnico Sdss J124743.21+485156.1, è la radiogalassia più luminosa di Abell 1615. Si trova nella costellazione dei Cani da Caccia e ha un redshift di 0,21: significa che la luce che osserviamo è partita da lì ben 2,5 miliardi di anni fa.
Lofar e il ruolo dell’Italia nella scoperta
Dietro questa scoperta c’è la collaborazione di vari istituti europei e l’importante apporto italiano dell’INAF. Il radiotelescopio Lofar, con le sue antenne sparse tra Olanda, Germania, Polonia e altri Paesi, permette di guardare l’universo alle basse frequenze radio, mostrando dettagli che sfuggono ai telescopi ottici. “Questa immagine – ha sottolineato Polletta – è il risultato di uno sforzo internazionale che coinvolge decine di ricercatori e tecnici”.
Il progetto Lotss punta a mappare il cielo del Nord con una precisione mai vista prima. Solo così, dicono gli scienziati, si potrà capire meglio come nascono e si evolvono le galassie. Ma dietro i numeri e le misure, c’è anche un tocco di poesia: “Un cuore cosmico per San Valentino – ha sorriso Polletta – non capita tutti i giorni”.
Un vero laboratorio per studiare l’universo
Per l’astrofisica milanese, questa struttura è un laboratorio naturale per capire com’è fatto il gas caldo negli ammassi galattici e come influisce sull’evoluzione delle galassie stesse. “Osservare questi getti – spiega – ci aiuta a scoprire come il materiale espulso dai nuclei galattici interagisce con ciò che lo circonda e come questo influenza la crescita delle galassie”.
Gli ammassi come Abell 1615 sono tra le strutture più grandi e pesanti dell’universo. Al loro interno, migliaia di galassie si muovono immerse in un mare di gas caldo e materia oscura. Le interazioni tra questi elementi sono ancora poco chiare e ogni nuova immagine è un pezzo in più del puzzle della cosmologia moderna.
La reazione degli esperti e del pubblico
La scoperta ha acceso la curiosità degli addetti ai lavori. “Un’immagine così nitida e ricca di dettagli – ha commentato un ricercatore del Max Planck Institute for Radio Astronomy – ci dà tanti spunti per approfondire lo studio degli ammassi galattici”. Anche sui social, appassionati e curiosi hanno condiviso la foto del cuore cosmico, notando la simpatica coincidenza con la festa degli innamorati.
Per ora, dall’INAF fanno sapere che non sono previsti studi specifici su questa singola struttura, ma i dati raccolti dal Lotss continueranno a sostenere ricerche su vasta scala. Intanto, quel cuore cosmico resta lì, sospeso tra le stelle dei Cani da Caccia: un segno d’affetto inaspettato dal profondo dell’universo.
