Arezzo, 14 febbraio 2026 – Un uomo, ritenuto un ladro, è morto dissanguato nella notte sulle colline di Arezzo dopo un tentativo di furto finito male. I carabinieri hanno ricostruito che la vittima – ancora senza nome ufficiale, probabilmente di origine dell’Est Europa – si è ferita gravemente mentre cercava di scappare da una villa privata insieme ad almeno due complici. Il corpo è stato trovato poco dopo le 22, in un vigneto a pochi metri dall’abitazione presa di mira.
Furto fallito e fuga con esito tragico sulle colline di Arezzo
Tutto è cominciato intorno alle 21.30, in una zona residenziale tra San Polo e Pieve a Quarto. Una villa isolata era il bersaglio di una banda. L’allarme è suonato all’improvviso, svegliando i proprietari, una coppia sulla cinquantina che vive lì da anni. “Abbiamo sentito un forte rumore, poi la sirena”, ha raccontato la donna ai carabinieri. Il marito, preso dal panico, ha preso la pistola regolarmente detenuta e ha sparato un colpo in aria dal terrazzo, “solo per spaventarli”, ha spiegato agli investigatori.
La fuga e la ferita mortale: cosa è successo
Secondo gli inquirenti, i tre uomini sono scappati subito dopo il colpo. Nel tentativo di saltare la recinzione di circa due metri, coperta da spuntoni, uno di loro si è fatto una profonda ferita all’inguine. La lesione ha colpito i vasi sanguigni principali, causando una forte emorragia. “Abbiamo trovato tracce di sangue lungo il sentiero che porta al vigneto”, ha detto uno degli agenti della Scientifica, impegnato nei rilievi fino a tardi.
Il corpo è stato trovato disteso tra i filari, a circa 300 metri dalla villa. I complici, secondo le telecamere di sorveglianza e le testimonianze, sono fuggiti senza aiutare l’uomo ferito. Al momento nessuna traccia di loro: le ricerche sono andate avanti per tutta la notte con posti di blocco e controlli nelle campagne.
Nessun colpo di pistola fatale: le indagini
Gli investigatori escludono che la morte sia stata causata dal colpo sparato dal proprietario della villa. “La ferita non è compatibile con un proiettile”, ha detto il medico legale. L’ipotesi più probabile è che la recinzione abbia provocato la lesione fatale durante la fuga. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri del Nucleo Investigativo e il magistrato di turno, che ha disposto l’autopsia per chiarire ogni dettaglio.
Intanto, la posizione dei proprietari è sotto esame. L’uomo che ha sparato – un imprenditore locale – è stato ascoltato a lungo. “Ho avuto paura per me e mia moglie”, ha dichiarato. L’arma è stata sequestrata per i controlli balistici.
Allarme sicurezza: la città si interroga
L’episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle campagne aretine. Negli ultimi tempi, secondo dati della Prefettura, si erano già registrati almeno cinque tentativi di furto in case isolate tra San Polo e Ceciliano. “Ogni notte viviamo con l’ansia”, ha detto un vicino di casa della coppia coinvolta. Il sindaco Alessandro Ghinelli ha espresso vicinanza ai residenti: “Serve più presenza delle forze dell’ordine nelle zone rurali”.
Le indagini continuano per trovare i complici e chiarire eventuali responsabilità. La comunità resta scossa: stamattina, tra i filari ancora segnati dal passaggio dei carabinieri, si respira un clima teso. Solo allora, forse, si potrà capire se è stata una tragica fatalità o un altro segnale d’allarme per la sicurezza nelle campagne toscane.
