Roma, 14 febbraio 2026 – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato oggi, a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, che l’Italia è pronta a prendere parte alla riunione del Board of Peace prevista a Washington il 19 febbraio. Una partecipazione che, ha spiegato il capo della Farnesina, sarà definita nei prossimi giorni: “Vedremo in quale forma, se come osservatori o in altri modi”, ha detto Tajani, sottolineando l’importanza dell’incontro per la ricostruzione di Gaza. All’incontro parteciperà anche la Commissione europea.
Verso Washington: il Board of Peace e la sfida della ricostruzione di Gaza
Il Board of Peace, convocato nella capitale americana il 19 febbraio, rappresenta uno dei primi passi concreti della comunità internazionale per affrontare la questione della ricostruzione di Gaza dopo mesi di conflitto. Fonti diplomatiche italiane hanno confermato ieri sera che la decisione sul tipo di partecipazione – presenza diretta o ruolo di osservatori – sarà presa in base all’evolversi della situazione internazionale e ai contatti con gli altri partner europei.
L’incontro, promosso dagli Stati Uniti, vedrà la presenza di rappresentanti di diversi Paesi occidentali e mediorientali. L’obiettivo è chiaro: mettere in piedi un piano coordinato di aiuti e interventi per le infrastrutture nella Striscia. “Ricostruire Gaza è una priorità sia umanitaria sia politica”, ha spiegato un funzionario del ministero degli Esteri italiano. “Serve un approccio condiviso, che coinvolga istituzioni europee e attori regionali”.
Tajani: “Serve un impegno comune”
A Monaco, Tajani ha ribadito la posizione dell’Italia: “Non possiamo lasciare sola la popolazione di Gaza”, ha detto rispondendo ai giornalisti poco dopo le 17. “L’Italia farà la sua parte, come ha sempre fatto nei momenti di crisi”. Il ministro ha aggiunto che la partecipazione italiana a Washington sarà anche l’occasione per “rafforzare il coordinamento con la Commissione europea”, già confermata presente.
Secondo fonti diplomatiche europee, la Commissione, rappresentata dal commissario per la Gestione delle crisi Janez Lenarčič, presenterà una proposta per attivare un fondo straordinario per la ricostruzione delle infrastrutture civili a Gaza. Un dossier che nelle ultime settimane ha visto un’intensa attività negoziale tra Bruxelles, Roma e Parigi.
Il quadro internazionale e le incognite sul ruolo italiano
La situazione nella Striscia resta molto fragile. Secondo i dati dell’ONU, oltre un milione di persone sono sfollate e gran parte delle infrastrutture – scuole, ospedali, reti idriche – sono danneggiate o distrutte. In questo scenario, la comunità internazionale si interroga su quale sia la strada migliore per assicurare una ricostruzione solida e duratura.
“Il ruolo che l’Italia avrà non è un dettaglio”, ha spiegato un diplomatico europeo a Monaco. “Essere osservatori o membri a pieno titolo cambia molto in termini di peso politico e capacità di influenzare le decisioni”. Tajani ha fatto capire che la scelta dipenderà anche dagli equilibri interni al Board e dalle posizioni degli altri partner europei.
Appuntamento a Washington: le prossime mosse
La riunione di Washington arriva in un momento delicato per i rapporti tra Europa e Stati Uniti. Negli ultimi giorni sono emerse differenze sul modo di gestire gli aiuti umanitari e sulla futura governance della Striscia. “Ci sono ancora molti nodi da sciogliere”, ha ammesso un funzionario del Dipartimento di Stato americano. “Ma l’importante è che tutti i protagonisti siano seduti allo stesso tavolo”.
Per l’Italia, partecipare al Board of Peace è anche un banco di prova per riaffermare il suo ruolo nel Mediterraneo e nelle politiche europee verso il Medio Oriente. “Siamo consapevoli delle responsabilità che ci aspettano”, ha concluso Tajani. “Solo con un impegno collettivo si potrà avviare una vera ricostruzione”.
L’appuntamento è fissato per lunedì prossimo, a Washington. Tutti gli occhi della diplomazia internazionale saranno puntati su quella sala, dove tra dossier tecnici e scelte politiche si decideranno le prime mosse per il futuro di Gaza.
