Verona, 14 febbraio 2026 – In un’Italia ancora alle prese con il caro energia e la voglia di trovare soluzioni più verdi, la filiera del riscaldamento a biomassa si prepara a fare il punto durante Progetto Fuoco, la grande fiera internazionale organizzata da Veronafiere. L’appuntamento è dal 25 al 28 febbraio nel quartiere fieristico di Verona. Un momento importante, che arriva proprio quando, come mostrano i dati di Nomisma, sempre più famiglie italiane guardano con interesse a sistemi alternativi come legna e pellet.
Biomassa, sempre più scelta nelle case italiane
Da un sondaggio di Nomisma su 800 famiglie emerge che circa una su quattro usa già impianti a biomassa per riscaldarsi. La diffusione è maggiore nei piccoli comuni (37%) e nelle zone rurali (40%), soprattutto nel Sud Italia. Un dato che non stupisce chi conosce il settore. “Il riscaldamento a biomassa è una risposta concreta alle sfide energetiche di oggi”, ha detto Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, durante la presentazione a Milano.
La percezione è chiara: si tratta di una soluzione che unisce risparmio economico, rispetto per l’ambiente e un buon livello di comfort in casa. Più della metà delle famiglie intervistate prenderebbe in considerazione di installare un impianto a biomassa in una nuova abitazione, con il pellet che rimane il combustibile più apprezzato. “La conoscenza del settore c’è – ha aggiunto Emanuele Di Faustino di Nomisma – ma si può fare ancora di più, soprattutto per quanto riguarda gli incentivi”.
Un mercato solido, ma con impianti da aggiornare
Il settore italiano delle tecnologie per la biomassa è importante: fattura più di 4 miliardi di euro, conta oltre 72mila addetti e detiene più del 70% del mercato europeo. Tuttavia, molti impianti domestici sono ormai datati: più della metà è stata installata da oltre dieci anni. Questo apre la strada a un turn-over tecnologico interessante, anche grazie agli incentivi pubblici come Ecobonus, Conto termico e Bonus casa.
Nonostante siano strumenti importanti per spingere verso nuove tecnologie, la loro conoscenza è ancora limitata. Solo poco più di un italiano su tre li conosce davvero. “Serve più informazione e formazione – ha ammesso Annalisa Paniz, direttrice generale di Aie – perché la transizione energetica passa anche dal rinnovo degli impianti”.
Progetto Fuoco 2026: numeri da record e novità tecnologiche
L’edizione 2026 di Progetto Fuoco si annuncia come la più internazionale di sempre: 430 brand presenti, di cui il 42% dall’estero, 65mila metri quadri di esposizione su sette padiglioni e un’area esterna. Sono attesi oltre 40mila visitatori, tra cui 10mila professionisti stranieri. In mostra ci saranno almeno 5.000 prodotti funzionanti: dalle stufe ai caminetti, passando per caldaie, barbecue e cucine a legna o pellet.
Tra le novità spicca l’Hub AI, uno spazio dedicato alle startup che lavorano sull’intelligenza artificiale applicata alle energie rinnovabili. Organizzato con Clover Venture, l’hub offrirà workshop e incontri su innovazione sostenibile e strategie di crescita. “Vogliamo dare strumenti concreti agli operatori del settore”, ha spiegato Monica Pontarin, event manager della manifestazione.
European Pellet Forum e il cuore verde delle foreste
Per la prima volta in Italia arriva lo European Pellet Forum, organizzato da Aiel insieme a European Pellet Council e Bioenergy Europe. L’appuntamento è il 27 febbraio, dalle 9 alle 13. Sarà un’occasione per parlare del mercato del pellet e delle politiche energetiche europee. Il settore forestale sarà protagonista di vari incontri: giovedì 26 febbraio si discuterà del piano nazionale Aria; venerdì 27 si affronterà il tema “Foreste, femminile plurale”, con un focus sul ruolo delle donne nella gestione forestale.
Non mancheranno workshop pratici in collaborazione con Anfus e Assocosma: manutenzione dei caminetti, sicurezza e formazione professionale saranno al centro dell’attenzione. Mercoledì 28 febbraio alle 14.30 è prevista la presentazione della Scuola nazionale per fumisti e spazzacamini.
Bosco, innovazione e sostenibilità
Fuori dai padiglioni torna l’area Progetto Bosco, 5.000 metri quadri dedicati alla meccanizzazione forestale e all’arboricoltura. Qui si parlerà dei numeri del bosco italiano, dei benefici socio-economici di una gestione sostenibile delle foreste e dei legami con la filiera legno-energia.
In sintesi, tra dati incoraggianti sulla diffusione della biomassa e nuove sfide legate a innovazione e sostenibilità, Progetto Fuoco 2026 si conferma un punto di riferimento per un settore in crescita. “Il format internazionale continuerà a espandersi – ha concluso Bricolo – anche all’estero, con un progetto dedicato al Nord-Est Europa che partirà a gennaio 2027”.
