Los Angeles, 15 febbraio 2026 – Sarà la proiezione speciale di “Two Billion Hearts”, il documentario che ripercorre il Mondiale di calcio USA ’94, a chiudere sabato 14 marzo la ventunesima edizione del Los Angeles, Italia – Film, Fashion and Art Festival. L’evento, ormai un classico per la comunità italiana di Hollywood, si terrà al TCL Chinese Theatre, a due passi dalla Walk of Fame, proprio alla vigilia degli Oscar. Un omaggio a uno dei Mondiali più memorabili, che arriva proprio in vista della nuova edizione del 2026, la prima ad essere ospitata da tre Paesi: Stati Uniti, Canada e Messico.
Cinema, calcio e ricordi: un festival che unisce
Fondato e prodotto da Pascal Vicedomini, il festival si conferma come un ponte tra l’Italia e la capitale mondiale dell’intrattenimento. “Los Angeles, Italia” è sostenuto dal Ministero della Cultura e gode del patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del MIMIT e del MIT, con il supporto di partner come Intesa Sanpaolo, Rainbow e Givova. La direzione artistica è affidata a Raffaella De Laurentiis, chairperson dell’evento, mentre la presidenza è di Filippo Puglisi Alibrandi.
Chiudere con “Two Billion Hearts” – narrato dall’attore americano Liev Schreiber – non è una scelta casuale. Il film rivive le emozioni di un torneo che ancora oggi fa male a molti italiani: la finale persa ai rigori contro il Brasile, il 17 luglio 1994 al Rose Bowl di Pasadena. Una notte calda e tesa, che ha segnato un’intera generazione di tifosi.
USA ’94 nel cuore, lo sguardo già al 2026
“Guarderemo questo film con gioia, ma anche con un po’ di dolore”, ha raccontato Vicedomini. “Gli azzurri di Arrigo Sacchi arrivarono in finale con un percorso perfetto, poi perso ai rigori. Io c’ero, ero inviato Rai per il programma di Gianni Minà, e conservo ancora un ricordo nitido dell’entusiasmo acceso da Roberto Baggio e dalla Nazionale”.
Il documentario non parla solo di calcio. Racconta anche l’atmosfera di un’America che scopriva il calcio come fenomeno di massa, con stadi pieni e un pubblico mai visto prima. “Con questa proiezione”, ha aggiunto Vicedomini, “vogliamo anche mandare un messaggio agli Azzurri di oggi, guidati da Rino Gattuso, sperando che arrivino al prossimo Mondiale. Pensiamo ai tanti italiani che vivono tra Stati Uniti, Canada e Messico e che non vedono l’ora di tifare per la nostra squadra”.
Passato e futuro si incontrano sul campo
La scelta del film ha un valore simbolico: dopo 32 anni da quella notte californiana, la Coppa del Mondo torna negli Stati Uniti, ma stavolta in una formula mai vista, divisa tra tre nazioni e decine di città. Una sfida enorme, ma per la comunità italiana d’oltreoceano è soprattutto un’occasione per ritrovarsi intorno agli azzurri.
Il festival – che negli anni ha ospitato registi come Paolo Sorrentino, attori come Sophia Loren e musicisti come Ennio Morricone – resta una vetrina di primo piano per la cultura italiana a Los Angeles. La serata finale promette emozioni: sono attesi ex calciatori, giornalisti sportivi e rappresentanti delle istituzioni italiane.
La serata al TCL Chinese Theatre: un evento da non perdere
L’appuntamento è per le 20:00 del 14 marzo. Il TCL Chinese Theatre, con le sue luci rosse e i celebri calchi delle mani delle star sul marciapiede, farà da sfondo a una serata che si preannuncia intensa. Già molte le richieste di accredito da parte di stampa internazionale e appassionati di calcio italiani in California.
“Two Billion Hearts” – già presentato in anteprima in alcuni festival europei – sarà proiettato in lingua originale, con sottotitoli in italiano e inglese. Così da coinvolgere sia la comunità italiana sia quella americana, unite dal ricordo di quell’estate ’94.
Un augurio per gli Azzurri e per tutti gli italiani d’America
“Ci auguriamo che questa serata porti fortuna”, ha concluso Vicedomini. “Il calcio unisce storie e generazioni diverse. E dopo trent’anni, l’entusiasmo degli italiani in America non è mai calato”. Tra bandiere tricolori e maglie azzurre, si respirerà ancora una volta quell’attesa che solo il Mondiale sa regalare.
