Italia punta sulla collaborazione per il progetto Einstein Telescope

Italia punta sulla collaborazione per il progetto Einstein Telescope

Italia punta sulla collaborazione per il progetto Einstein Telescope

Matteo Rigamonti

Febbraio 15, 2026

Roma, 15 febbraio 2026 – Dieci anni dopo la prima rilevazione delle onde gravitazionali, l’Italia rilancia la sua sfida scientifica. Al centro c’è l’Einstein Telescope, il rivelatore di nuova generazione che il nostro Paese vorrebbe vedere nascere in Sardegna. Ieri, all’Ambasciata di Francia a Roma, istituzioni e scienziati si sono ritrovati per celebrare quella scoperta che ha rivoluzionato il modo di osservare l’universo. “Speriamo che Italia e Francia continuino a collaborare, come dieci anni fa con Virgo”, ha detto la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini.

Onde gravitazionali: la scoperta che ha cambiato tutto

Era il 2016 quando, grazie al lavoro di ricercatori italiani e francesi, fu captato per la prima volta un segnale di onda gravitazionale. Un risultato storico che, come ha ricordato Matteo Barsuglia del CNRS, capo della collaborazione Virgo, “nasce da un mix di teoria e tecnologia. Una storia di perseveranza, iniziata con la relatività di Einstein e durata un secolo”. Ieri, nella sala, c’erano molti di quelli che hanno fatto parte di quell’impresa: scienziati dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), del Centro nazionale francese per la ricerca scientifica (Cnrs) e dell’Osservatorio gravitazionale europeo (Ego).

L’Italia tra teoria e tecnologia

Il progetto Virgo, nato e sostenuto da Infn e Cnrs dentro il consorzio Ego, ha segnato una svolta per la fisica europea. “I ‘cinguettii’ delle onde gravitazionali – così li chiamano i ricercatori – risuonano ancora nella nostra memoria”, ha raccontato Marica Branchesi del Gran Sasso Science Institute. “Un suono breve, ma che ha dato il via a una storia straordinaria”. Branchesi ha sottolineato come queste scoperte abbiano allargato i confini della conoscenza: “Dal cannocchiale di Galileo all’Einstein Telescope, il percorso è stato lungo ma coerente”.

Einstein Telescope: la sfida del futuro

Ora l’attenzione è tutta sull’Einstein Telescope, un progetto europeo destinato a rivoluzionare lo studio delle onde gravitazionali. L’Italia punta a ospitare il rivelatore nel sito minerario abbandonato di Sos Enattos, in Sardegna. “L’Europa guida questa ricerca – ha detto Massimo Carpinelli, direttore di Ego – e l’Italia è il cuore pulsante di questo lavoro”. Il presidente dell’Infn, Antonio Zoccoli, ha aggiunto: “Abbiamo già messo sul tavolo la candidatura italiana, ora serve un passo avanti decisivo”.

Italia e Francia, una collaborazione che non si ferma

Il vicepresidente del Cnrs, Alain Schuhl, ha confermato il forte impegno a proseguire la collaborazione con l’Italia. Un messaggio raccolto dalla ministra Bernini: “Contiamo sul sostegno della comunità scientifica francese e siamo convinti che la Francia sceglierà la nostra proposta come la migliore per portare avanti il programma scientifico dell’Einstein Telescope”. Bernini ha ricordato i frutti di un lavoro comune durato anni: “La nostra collaborazione parla da sola”.

Una Europa unita per la scienza di domani

Per costruire l’Einstein Telescope servirà una squadra unita e ampia. “Scienziati, ingegneri e tecnici francesi saranno coinvolti in modo profondo”, ha assicurato Bernini. “Rafforzeremo la collaborazione già eccezionale con Virgo ed Ego”. La ministra ha chiuso sottolineando il valore della cooperazione europea: “Unendo le forze attorno all’Einstein Telescope dimostriamo che l’Europa può plasmare il proprio futuro con la scienza e obiettivi condivisi”.

Il prossimo anno sarà decisivo per la scelta del luogo dove nascerà il nuovo rivelatore. Intanto, tra le mura dell’ambasciata francese si respira ottimismo. E anche un po’ di orgoglio per una sfida che vede l’Italia protagonista sulla scena internazionale della ricerca.