Washington, 15 febbraio 2026 – Gli Stati Uniti non vogliono una relazione di dipendenza con l’Europa, ma un rapporto alla pari. Lo ha detto ieri il segretario di Stato americano Marco Rubio durante una conferenza stampa a Bratislava, poche ore dopo la sua partecipazione alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. “Non chiediamo all’Europa di essere una vassalla”, ha spiegato Rubio ai giornalisti nella capitale slovacca, evidenziando come Washington guardi con favore alla crescente autonomia europea in sicurezza e politica estera.
Rubio: “Vogliamo essere vostri partner”
Nel suo incontro con la stampa, Rubio ha ribadito che gli Stati Uniti vogliono lavorare con l’Europa, non sopra di essa. “Vogliamo essere vostri partner. Lavorare insieme ai nostri alleati”, ha detto con chiarezza, allontanando l’idea di una supremazia americana nei rapporti transatlantici. Queste parole arrivano in un momento delicato: nelle ultime settimane, leader europei come il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz hanno chiesto più volte una maggiore autonomia strategica per l’Unione Europea, soprattutto dopo le tensioni sul tema della difesa comune e delle forniture energetiche.
L’Europa che vuole camminare con le proprie gambe
La posizione di Rubio segna un cambio di passo rispetto al passato. Sotto la precedente amministrazione, Washington spingeva spesso gli alleati europei a spendere di più per la difesa e a sostenere con maggior forza le missioni NATO. Ora, invece, il messaggio è più orientato alla collaborazione e al rispetto reciproco. “Gli Stati Uniti non vogliono tenere l’Europa sotto tutela”, ha confidato un funzionario del Dipartimento di Stato presente a Bratislava. Un segnale che, secondo fonti europee, è stato accolto bene a Bruxelles e nelle capitali più importanti dell’Unione.
Dopo Monaco, la parola passa ai fatti
La visita di Rubio in Slovacchia segue di poche ore la sua presenza alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, uno degli appuntamenti più importanti per il confronto tra USA ed Europa su temi caldi come la difesa comune, la crisi ucraina e le sfide energetiche. Alcuni delegati all’evento raccontano di colloqui riservati tra Rubio e ministri europei, tra cui la tedesca Annalena Baerbock e l’italiano Antonio Tajani. “C’è una nuova consapevolezza: l’Europa vuole più autonomia, ma senza allontanarsi da Washington”, ha detto un diplomatico francese a fine conferenza.
Sul tavolo restano sfide difficili
I dossier più urgenti non mancano. La guerra in Ucraina rimane una prova dura per l’unità dell’Occidente. Gli Stati Uniti confermano il loro appoggio a Kiev, ma chiedono agli alleati europei di fare di più, sia sul fronte militare che su quello economico. Intanto, la crisi del gas russo ha spinto molti Paesi europei a cercare nuove fonti di energia e a rafforzare le infrastrutture condivise. “L’indipendenza energetica europea conviene a tutti”, ha sottolineato Rubio nel suo intervento a Bratislava.
Un equilibrio fragile tra autonomia e alleanza
La linea americana punta quindi a una maggiore responsabilità europea, senza però rinunciare al ruolo centrale della NATO e al legame storico tra le due sponde dell’Atlantico. “Non si tratta di scegliere tra autonomia e alleanza”, ha spiegato un consigliere di Rubio, “ma di trovare un equilibrio che rafforzi entrambe le cose”. Un equilibrio che, secondo molti esperti, sarà messo alla prova nei prossimi mesi, quando l’Unione dovrà decidere su difesa comune, investimenti in tecnologia e rapporti con i partner asiatici.
Verso una nuova stagione nei rapporti tra USA ed Europa
In vista dei prossimi appuntamenti internazionali – dal G7 di Bari a giugno al vertice NATO di Washington a luglio – le parole di Rubio segnano un passo importante nel dialogo tra Stati Uniti ed Europa. Un dialogo che, almeno secondo la nuova amministrazione americana, deve andare oltre i vecchi schemi gerarchici per costruire una partnership più equilibrata. “Il futuro della sicurezza occidentale si gioca sulla fiducia reciproca”, ha concluso Rubio prima di lasciare Bratislava. Solo allora, forse, si potrà davvero parlare di un rapporto tra pari.
