Artemis II: il nuovo test del razzo incontra difficoltà sulla strada per la Luna

Artemis II: il nuovo test del razzo incontra difficoltà sulla strada per la Luna

Artemis II: il nuovo test del razzo incontra difficoltà sulla strada per la Luna

Matteo Rigamonti

Febbraio 16, 2026

Cape Canaveral, 16 febbraio 2026 – Un nuovo problema tecnico ha rallentato nel weekend i preparativi della missione Artemis II al Kennedy Space Center in Florida. I tecnici della Nasa sono intervenuti sul razzo Space Launch System durante un test di affidabilità. L’obiettivo era controllare la tenuta delle guarnizioni appena cambiate, dopo che una perdita di idrogeno aveva già fermato la prova generale a inizio febbraio. Ma proprio mentre si riforniva il serbatoio del primo stadio, è comparsa una riduzione inattesa del flusso di idrogeno liquido. Le prime verifiche indicano che la causa potrebbe essere un filtro difettoso, che ora va sostituito.

Test interrotto, nuovi problemi in vista

Il 13 febbraio il test è stato fermato nel momento in cui si è passati al riempimento rapido dell’idrogeno liquido. Questa è la fase in cui le guarnizioni vengono messe sotto sforzo massimo, per simulare le condizioni reali del lancio. Nonostante il problema – che ha fatto sospendere la procedura – la Nasa ha fatto sapere che sono stati comunque raggiunti diversi obiettivi importanti. “Il test ha prodotto una grande quantità di dati”, ha scritto il capo della Nasa, Jared Isaacman, in un post pubblicato tra martedì e mercoledì notte. “Abbiamo visto tassi di perdita molto più bassi rispetto alla prova generale di inizio febbraio”.

Limiti di sicurezza rivisti dopo i precedenti

Durante la prova interrotta a inizio mese, le concentrazioni di gas idrogeno vicino al punto di rifornimento avevano superato il 16%, molto sopra il limite di sicurezza stabilito dalla Nasa. Un dato che, come hanno spiegato i tecnici, è il picco più alto mai registrato, anche rispetto alla campagna di lancio di Artemis I nel 2022. Da allora, l’agenzia spaziale ha aggiornato i suoi parametri: il limite per la presenza di idrogeno nell’aria è passato dal 4% – soglia valida fin dai tempi dello Space Shuttle – all’attuale 16%. Una scelta basata sui dati raccolti negli ultimi mesi.

“Abbiamo deciso di alzare il limite tra Artemis I e Artemis II proprio perché i test ci hanno dato nuove informazioni”, ha spiegato John Honeycutt, capo del team di gestione della missione. Secondo lui, questa mossa “offre più margine operativo senza mettere a rischio la sicurezza degli astronauti”.

Prossimi passi: dati da analizzare e calendario ancora incerto

Nei prossimi giorni, fanno sapere dalla Nasa, gli ingegneri studieranno i dati raccolti durante il test del weekend per capire con precisione da dove arriva il problema e valutare se le modifiche già fatte sono efficaci. Solo dopo sarà possibile fissare la data della prossima prova generale, che si prevede possa svolgersi entro fine mese. “Marzo rimane al momento la prima finestra possibile per il lancio di Artemis II”, si legge nel comunicato dell’agenzia.

Il razzo Space Launch System, alto più di 98 metri e pensato per portare quattro astronauti intorno alla Luna, è il cuore del programma Artemis. La missione Artemis II – la prima con equipaggio dopo il volo senza uomini del 2022 – è un passaggio fondamentale per il ritorno degli Stati Uniti sulla superficie lunare.

Gli astronauti e la pressione del tempo

Intanto, l’equipaggio di Artemis II – composto da Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen – continua l’addestramento tra Houston e Cape Canaveral. La pressione si fa sentire: ogni intoppo tecnico rischia di far slittare l’intero calendario. “Abbiamo fiducia nel lavoro dei nostri ingegneri”, ha detto uno degli astronauti durante una pausa dalle simulazioni.

La Nasa, pur restando prudente, punta a risolvere in fretta il problema del filtro per non perdere la finestra di lancio prevista. Ma la priorità è chiara: “Non partiremo finché ogni dettaglio non sarà sotto controllo”, hanno ribadito i vertici dell’agenzia.

Al Kennedy Space Center si lavora senza fermarsi. L’obiettivo – riportare l’uomo intorno alla Luna – è ancora lì, all’orizzonte. Ma ogni passo avanti richiede pazienza, rigore e molta cautela.