Marte e il mistero dell’acqua: una super tempesta di polvere svela il segreto

Marte e il mistero dell'acqua: una super tempesta di polvere svela il segreto

Marte e il mistero dell'acqua: una super tempesta di polvere svela il segreto

Matteo Rigamonti

Febbraio 16, 2026

Roma, 16 febbraio 2026 – Marte avrebbe perso gran parte della sua acqua a causa di tempeste di polvere intense e localizzate, come quella osservata nell’estate del 2023. Lo rivela uno studio pubblicato su Communications Earth & Environment, frutto di una collaborazione internazionale che vede coinvolto anche Giancarlo Bellucci dell’Istituto nazionale di astrofisica di Roma. Secondo i ricercatori, questi fenomeni possono spingere grandi quantità di vapore acqueo fino agli strati alti dell’atmosfera marziana, dove la radiazione ultravioletta rompe le molecole d’acqua, liberando idrogeno che poi sfugge nello spazio.

Tempeste di polvere e fuga dell’acqua: la scoperta che cambia tutto

Lo studio si basa su dati raccolti da tre missioni: ExoMars dell’Agenzia spaziale europea, la sonda Hope degli Emirati Arabi Uniti e il Mars Reconnaissance Orbiter della NASA. Tutti hanno seguito da vicino una tempesta di polvere particolarmente forte, avvenuta nell’agosto 2023, nell’emisfero nord di Marte, durante l’“anno marziano 37”. In quei giorni, i ricercatori hanno registrato un aumento anomalo del vapore acqueo nella fascia media dell’atmosfera, con valori fino a dieci volte superiori alla media stagionale. “Abbiamo visto concentrazioni insolite oltre i 40 chilometri di quota, soprattutto alle alte latitudini del nord”, ha spiegato Bellucci. Pochi giorni dopo, le sonde hanno rilevato un picco di idrogeno in fuga verso lo spazio.

Un fenomeno più diffuso di quanto si pensasse

Fino a oggi, si credeva che questo meccanismo fosse attivo soprattutto nelle stagioni calde dell’emisfero sud di Marte. I nuovi dati, invece, mostrano che anche l’emisfero nord gioca un ruolo importante nella perdita di acqua dal pianeta. “Questo allarga la finestra temporale in cui Marte perde acqua dall’atmosfera”, sottolinea il team internazionale. In pratica, le tempeste di polvere non sono più viste come eventi stagionali rari, ma possono scatenarsi in qualsiasi momento dell’anno, aumentando così frequenza e impatto del fenomeno.

Che cosa ci dice questo sul passato di Marte

Secondo i ricercatori, in passato l’asse di rotazione di Marte potrebbe essere stato molto più inclinato rispetto a oggi. Questo avrebbe favorito tempeste di polvere più intense e frequenti, soprattutto in epoche con un clima più caldo. “Potrebbe essere questa la nuova ‘via di fuga’ che ha trasformato Marte da pianeta ricco d’acqua a mondo arido e desertico”, racconta Bellucci. Le stime dicono che miliardi di anni fa il pianeta rosso poteva avere abbastanza acqua da coprire gran parte della superficie con oceani profondi centinaia di metri.

Un pezzo importante del puzzle sull’acqua marziana

La scoperta aiuta a spiegare il grande divario tra la quantità d’acqua che si pensa fosse presente su Marte in passato e la scarsità che osserviamo oggi. Le tempeste di polvere, spingendo il vapore acqueo verso la parte alta dell’atmosfera dove si disperde rapidamente nello spazio, sono un meccanismo chiave nella perdita d’acqua del pianeta. “Questi risultati ci portano a rivedere i modelli climatici di Marte”, ammette Bellucci, “e potrebbero influenzare anche la ricerca di tracce d’acqua residua o di vita passata”.

Cosa ci aspetta nelle prossime missioni

Il team internazionale continuerà ad analizzare i dati delle sonde attive su Marte per capire meglio quanto spesso e con quale intensità si verificano queste tempeste di polvere e il loro effetto sull’atmosfera. “Solo con osservazioni costanti potremo capire fino a che punto questo processo ha segnato la storia del pianeta”, conclude Bellucci. Nel frattempo, la comunità scientifica guarda con interesse alle prossime missioni, robotiche e umane, per raccogliere nuovi indizi sul passato acquatico di Marte e sui cambiamenti climatici che ha attraversato.