Un anello di fuoco illumina il cielo dell’Antartide il 17 febbraio

Un anello di fuoco illumina il cielo dell'Antartide il 17 febbraio

Un anello di fuoco illumina il cielo dell'Antartide il 17 febbraio

Giada Liguori

Febbraio 16, 2026

Roma, 16 febbraio 2026 – Domani, domenica 17 febbraio, alle 13:12 ora italiana, il cielo sopra la fascia dell’Antartide si trasformerà in un palco di mistero: la prima eclissi solare anulare del 2026 oscurerà il Sole, lasciando solo un sottile “anello di fuoco” a incorniciare il disco luminoso. Un evento piuttosto raro, spiegano gli astronomi dell’INAF, che avverrà quando la Luna si metterà esattamente tra la Terra e il Sole, coprendone quasi del tutto la luce. L’eclissi durerà appena 1 minuto e 52 secondi, poi la sagoma scura della Luna si allontanerà, restituendo il cielo al suo solito splendore.

L’anello di fuoco: un spettacolo ai confini del mondo

Questa magica corona di luce sarà visibile per intero solo dall’Antartide, dove condizioni estreme non fermano una piccola comunità di scienziati e appassionati. In altre zone – l’estremo sud del Sud America, alcune parti dell’Africa sudorientale, e vaste aree degli oceani Pacifico, Atlantico e Indiano – l’eclissi sarà solo parziale. Qui il Sole apparirà “mordicchiato” dalla Luna, con una porzione del disco oscurata. “Per vedere un’eclissi totale dovremo aspettare il 12 agosto”, ricorda il professor Paolo Volpini, astrofisico romano, sottolineando che questi eventi tornano ciclicamente, ma mai uguali.

Quando il cielo gioca con le distanze

Le eclissi anulari nascono da un curioso gioco di distanze e dimensioni: la Luna è circa 400 volte più piccola del Sole, ma anche 400 volte più vicina alla Terra. Questo equilibrio fa sì che, visti dalla Terra, i due corpi appaiano quasi uguali in cielo. Tuttavia, quando la Luna si trova nel punto più lontano della sua orbita – chiamato apogeo – il suo disco non riesce a coprire del tutto quello del Sole. Così resta visibile un sottile bordo luminoso: l’“anello di fuoco”. “È una questione di prospettiva e distanza”, spiega Volpini, “che trasforma un semplice allineamento in uno spettacolo unico”.

Guardare senza rischi: le regole d’oro

Gli esperti lanciano l’allarme: mai guardare il Sole a occhi nudi, nemmeno per un attimo. I danni alla vista possono essere immediati e irreversibili. Per seguire l’eclissi in sicurezza servono occhiali certificati per eclissi, in grado di bloccare le radiazioni più pericolose, oppure strumenti appositi come un binocolo solare. “Non basta un semplice paio di occhiali da sole o una pellicola scura”, avverte la dottoressa Elena Bianchi, oftalmologa al Policlinico Gemelli di Roma. “Solo dispositivi specifici offrono una vera protezione”.

Un evento per pochi, ma seguito in tutto il mondo

Nonostante l’evento sia visibile solo in zone isolate, la prima eclissi anulare del 2026 sarà trasmessa in diretta streaming da numerosi osservatori internazionali. L’Osservatorio Europeo Australe (ESO) ha annunciato una diretta speciale dalle basi scientifiche in Antartide. Intanto, sui social si vedono già le prime immagini delle spedizioni in partenza verso sud. In Italia, diversi planetari – dal Museo di Milano al Virtual Telescope Project – offriranno collegamenti live per far vivere l’emozione anche a chi è lontano.

Il cielo non smette mai di stupire

Per chi non potrà vedere l’eclissi di domani, c’è già un altro grande appuntamento: il 12 agosto sarà la volta di una eclissi totale di Sole, visibile in alcune aree del mondo. Nel frattempo, spiegano gli esperti dell’Unione Astrofili Italiani, “ogni eclissi ci ricorda quanto sia fragile e affascinante l’equilibrio tra Terra, Luna e Sole”. Un equilibrio che per pochi minuti trasforma il cielo in uno spettacolo che unisce scienza e meraviglia.

Chi vuole approfondire può consultare la guida online pubblicata dall’INAF, con orari, mappe e consigli per seguire l’eclissi in tutta sicurezza.