Cortina d’Ampezzo, 17 febbraio 2026 – Sono stati annunciati oggi i finalisti della 21ª edizione di Cortinametraggio, il festival dedicato al cinema breve ideato e guidato da Maddalena Mayneri, che animerà la località ampezzana dal 23 al 29 marzo. La selezione, curata dai direttori artistici Niccolò Gentili e dal regista Aldo Iuliano, propone ancora una volta un mosaico di storie e stili che attraversano generi, sensibilità e temi del presente. Un festival che, come sottolineano gli organizzatori, “osserva il nostro tempo, ne coglie le fragilità e le racconta attraverso storie intime, visioni distopiche, ironia, animazione e sperimentazione”.
Storie che mescolano realtà e fantasia
Tra i cortometraggi finalisti spicca “La Casa di Papà” di Maria Rosaria Russo, che racconta con delicatezza la genitorialità separata: un padre prova a trasformare un pomeriggio qualunque in un momento speciale per il figlio, prima di tornare alla solitudine. Con “Camsex, Chemsex e una serie di umiliazioni”, Saverio Cappiello porta sullo schermo una notte di Carnevale che si trasforma in un viaggio nei confini ambigui del desiderio e della dipendenza emotiva. “Ten to Six” di Alessio Rupalti esplora senso di colpa e voglia di redenzione: un uomo anziano si confronta con il passato attraverso un incontro che sembra casuale, ma non lo è.
Ryan William Harris, con “32 Carati”, racconta un legame padre-figlio sospeso tra fiaba e realtà, incrinato da una verità scomoda. L’adolescenza e quel sottile confine tra amore e desiderio sono al centro di “Fick Mich!” di Fabiana Russo, mentre Camillo Sancisi in “Everblind” costruisce una visione distopica sul sacrificio e sul significato stesso del vedere.
Temi sociali, ironia e sperimentazioni
Tra i titoli scelti spicca anche “Il mio amico Karl” di Nikola Brunelli, dove il risveglio della coscienza critica di un’adolescente passa attraverso un amico immaginario ispirato a Karl Marx. Le dinamiche degli incontri notturni emergono in “Niente di speciale” di Giovanni Conte, mentre il dramma della precarietà e dello sradicamento è al centro di “Bratiska” di Gregorio Mattiocco, la storia di due fratelli ucraini alle prese con difficoltà economiche e paure infantili.
Uno sguardo originale arriva da “Goodbye Pig” di Roberta Palmieri, dove un maialino racconta il suo ultimo giorno di vita, trasformando la storia in una riflessione poetica sull’esistenza. “Astronauta” di Giorgio Giampà nasce da vicende vissute dai protagonisti per poi perdersi in un limbo tra realtà e immaginazione. In “Tamago”, dei fratelli Miyakawa – Orso, Peter e Benjamin – l’amicizia e i segreti si intrecciano nella Tokyo di oggi.
Memoria, fantascienza e poesia animata
Non mancano incursioni nella memoria storica e nella fantascienza: “Arca” di Lorenzo Quagliozzi mescola Guerra Fredda, memoria collettiva ed elementi simbolici. “Il Gatto di Monica” di Letizia Zatti osserva con ironia le dinamiche nascoste di una relazione extraconiugale. “La notte della luna fertile” di Agostino Gambino guida verso una catarsi inattesa, ambientata in un contesto artistico inquietante.
Chiude la selezione “Napoli 2500” di Alessandro Rak, un poema animato che attraversa mito, storia e identità partenopea, celebrando la città come un organismo vivo sospeso tra tragedia e rinascita.
La novità: il cinema romeno e branded entertainment
Tra le novità del 2026 spicca una nuova sezione dedicata al cinema romeno, affidata al direttore della fotografia Nicu Dragan, che porta a Cortina uno sguardo intenso e riconoscibile. Si aggiunge la collaborazione con l’Obe – Osservatorio Branded Entertainment, realtà italiana che promuove il branded entertainment.
Quattro i corti scelti in questa sezione: “Thanks for your service” di Jonathan Elia, che racconta un’operazione di soccorso in alta quota con l’Aeronautica Militare; “La Storia di un’impresa Formidabile” di Giovanni Stella; “Disruption” di Henry Rose, presentato da Cris Contini Contemporary; infine “The Story of Henry Roberts” di Xavier Mairesse, che ripercorre le origini del brand Neutro Roberts.
Cortinametraggio 2026: lo specchio del nostro tempo
Il programma completo sarà svelato nelle prossime settimane, ma già ora la selezione dei finalisti conferma la voglia del festival di riflettere le inquietudini, le speranze e le contraddizioni del presente. Un appuntamento che – come ricorda la presidente Maddalena Mayneri – “continua a credere nel cinema breve come laboratorio privilegiato per raccontare la contemporaneità”.
