Roma, 17 febbraio 2026 – Partiranno nel secondo semestre del 2026 gli scavi per costruire l’edificio che ospiterà la macchina Dtt (Divertor Test Tokamak), un progetto fondamentale per la ricerca sulla fusione nucleare. Il luogo scelto è il Centro ricerche Enea di Frascati, alle porte di Roma. Qui nasceranno circa 150mila metri cubi di nuovi edifici destinati a ospitare impianti e laboratori di ultima generazione. L’obiettivo, come ha spiegato il presidente del consorzio Dtt, Francesco Romanelli, è ambizioso: “Contiamo di avere la macchina pronta e operativa entro metà 2032”.
Dtt: la sfida che punta a replicare il cuore delle stelle
La costruzione della Dtt è un passaggio decisivo per dimostrare che le future centrali a fusione possono funzionare davvero. Qui si cerca di riprodurre quel processo che fa brillare le stelle. “Stiamo costruendo questa macchina – ha detto Romanelli – perché una delle sfide più grandi della fusione è riuscire a estrarre il calore prodotto dalle reazioni”. Quel calore è enorme e si concentra in uno strato sottilissimo, spesso solo pochi millimetri, che deve essere convogliato verso il divertore, un componente chiave per recuperare l’energia.
Romanelli ha spiegato che sul divertore si raggiungono “gli stessi flussi di potenza che si trovano sulla superficie del Sole”. Per questo la Dtt dovrà dimostrare che è possibile costruire materiali capaci di resistere a condizioni estreme, paragonabili a quelle solari. Una sfida che coinvolge tanti enti e aziende, tra tecnologia e scienza.
Oltre 780 milioni di euro per una scommessa energetica
Il progetto Dtt può contare su un finanziamento totale di 650 milioni di euro per adeguare il sito e costruire la macchina. A questi si aggiungono altri 130 milioni per la progettazione, affidata ai soci del consorzio, che riunisce realtà come Enea, Eni, Cnr, Infn, Consorzio Rfx, Create, Cetma e diverse università italiane.
Romanelli ha precisato che “al momento il 40% del budget è già impegnato in contratti conclusi o in corso, mentre un altro 18% è in gara e in fase di valutazione”. L’obiettivo è raggiungere l’80% dei fondi assegnati entro la fine del 2026, con il resto delle gare già programmate. Serve una gestione attenta delle risorse, con un coordinamento stretto tra pubblico e privato.
Il Gyrotron, l’arma europea per il controllo del plasma
Tra le innovazioni più importanti c’è il Gyrotron, un generatore di onde elettromagnetiche millimetriche fondamentale per riscaldare e controllare il plasma dentro la macchina. Questa tecnologia mette l’industria europea ai primi posti nel mondo, insieme a Russia e Giappone. I Gyrotron prodotti dalla Thales per Dtt saranno usati anche su Iter, il grande impianto sperimentale di fusione in costruzione a Cadarache, in Francia.
La collaborazione internazionale è uno dei punti forti del progetto. Il fatto che Dtt e Iter usino gli stessi componenti dimostra come la ricerca italiana sia pienamente inserita nei programmi mondiali sulla fusione. “La costruzione di Dtt ha dato un contributo importante allo sviluppo della fusione”, ha sottolineato Romanelli.
Frascati, al centro della sfida per l’energia del futuro
L’avvio dei lavori a Frascati è un passo concreto verso una tecnologia che potrebbe rivoluzionare il modo di produrre energia. Le attività preliminari sono già in corso. Nei prossimi mesi vedremo i primi cantieri e l’arrivo delle squadre tecniche. Il piano prevede che le opere civili siano concluse entro pochi anni, poi si passerà all’installazione dei componenti principali.
Il coinvolgimento di enti come Enea e grandi aziende italiane conferma il ruolo chiave dell’Italia in questa corsa. Un settore che guarda lontano, ma che già oggi muove investimenti importanti e crea nuove competenze. “Siamo davanti a una sfida scientifica e industriale senza precedenti”, ha raccontato un tecnico del progetto, “ma la posta in gioco è enorme”.
Solo quando la macchina sarà accesa si capirà se davvero la fusione potrà diventare una fonte di energia pulita e inesauribile. Per ora, a Frascati si lavora senza sosta: tra calcoli, progetti e le prime gettate di cemento.
