Roma, 17 febbraio 2026 – Il decreto bollette è ormai agli sgoccioli. Oggi, a Palazzo Chigi, la premier Giorgia Meloni si è confrontata con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, insieme al leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, in un vertice decisivo. L’appuntamento è in vista del passaggio del testo al Consiglio dei ministri, previsto per mercoledì. Poco dopo le 10 è arrivato anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Restano da limare alcuni dettagli, soprattutto sull’articolo 3, che introduce “disposizioni urgenti per promuovere la contrattazione di lungo termine della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili da parte delle imprese”.
Rinnovabili al centro: tensioni e pressing delle Regioni
A quanto si apprende da fonti di centrodestra, il nodo più spinoso riguarda proprio le misure pensate per incentivare la contrattazione a lungo termine tra produttori di energia rinnovabile e imprese. Una questione delicata, che coinvolge anche le Regioni. Sono in corso interlocuzioni con la Lombardia, dove ci sono numerose centrali idroelettriche con concessioni attive. “Stiamo cercando un equilibrio tra le esigenze delle imprese e la sostenibilità”, ha commentato un esponente della maggioranza, lasciando intendere che il testo potrebbe ancora cambiare.
Forza Italia spinge per una revisione urgente del sistema ETS
Nel frattempo, Forza Italia – in un incontro a cui ha preso parte anche il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin – ha ribadito l’urgenza di uno “sforzo massimo” per assicurare che il decreto abbia effetti immediati su famiglie e imprese, messe a dura prova dall’aumento delle bollette. Gli azzurri chiedono che la revisione del sistema europeo ETS (Emission Trading System) sia una “priorità assoluta”, definendolo “molto penalizzante”. Tuttavia, da Bruxelles arriva un possibile freno: la Commissione europea sta osservando con attenzione le modifiche proposte, soprattutto quelle legate alla redistribuzione degli oneri.
Bollette, cosa cambia e le preoccupazioni delle imprese
La bozza del decreto prevede che i produttori di elettricità da gas non paghino più gli oneri di trasporto del metano né la tassa ETS. Questi costi verrebbero spostati sulle bollette elettriche, a carico dei consumatori finali. In teoria, il gas meno caro dovrebbe far scendere il prezzo dell’elettricità. Ma le associazioni delle imprese restano guardingo. Confartigianato esprime forte preoccupazione per le piccole e medie imprese: “L’allungamento dei tempi di pagamento degli oneri fino a dieci anni, con un interesse del 6%, abbassa il costo annuale ma aumenta quello totale, che secondo i nostri calcoli potrebbe superare i 10 miliardi”, avverte la Confederazione.
Confcommercio e Coldiretti: servono misure strutturali
Confcommercio apprezza lo spirito del decreto, ma sottolinea che manca una vera misura strutturale per ridurre gli oneri di sistema sulle micro e piccole imprese, che pesano ancora per oltre il 20% sulla bolletta elettrica. “Una parte dei ricavi delle aste delle quote di emissione di CO2 andrebbe destinata a questo scopo”, suggerisce l’associazione dei commercianti. Sul fronte agricolo, Coldiretti chiede di tutelare il biogas agricolo e mette in guardia contro l’ipotesi di taglio ai “prezzi minimi garantiti”: “Sono uno strumento tecnico essenziale per la sostenibilità economica degli impianti e per la gestione degli effluenti zootecnici”, spiegano.
Biomasse e biogas, Confagricoltura lancia l’allarme
Preoccupazioni simili arrivano da Confagricoltura, che teme per il futuro del biogas elettrico e delle biomasse. “Il plafond previsto per i prossimi anni va rivisto – avvertono – e serve più sostegno alla produzione di energia rinnovabile”. Il rischio, secondo l’associazione, è che molte aziende agricole non riescano a proseguire l’attività.
L’opposizione: “Un’operazione di facciata”
Dall’opposizione arriva una bocciatura netta. Il capogruppo M5s al Senato, Stefano Patuanelli, parla di “un’operazione di facciata: si abbassa il costo oggi, ma il conto lo pagheremo domani, con gli interessi”. Un’accusa che fotografa la tensione politica attorno a un decreto atteso da famiglie e imprese.
Il testo finale sarà messo ai voti mercoledì in Consiglio dei ministri. Solo allora si capirà se davvero le misure riusciranno a tagliare il peso delle bollette senza scaricare nuovi costi sulle spalle di cittadini e aziende.
