Innovazione sostenibile: il progetto europeo FlexCycle introduce robot per il riciclo di tessuti e cavi

Innovazione sostenibile: il progetto europeo FlexCycle introduce robot per il riciclo di tessuti e cavi

Innovazione sostenibile: il progetto europeo FlexCycle introduce robot per il riciclo di tessuti e cavi

Matteo Rigamonti

Febbraio 17, 2026

Milano, 17 febbraio 2026 – Si apre una nuova strada nel riciclo dei materiali morbidi e flessibili, come tessuti usati e cavi elettrici. A farlo è FlexCycle, progetto europeo guidato dall’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), che ha appena ottenuto un finanziamento di 7,5 milioni di euro per i prossimi quattro anni. Dietro l’iniziativa ci sono dodici partner, tra università e aziende di sei Paesi europei, con l’obiettivo di mettere a punto robot intelligenti capaci di affrontare una delle sfide più difficili nella gestione dei rifiuti: recuperare in modo efficiente materiali finora complicati da trattare.

Robot intelligenti al servizio del riciclo di tessuti e cavi

I materiali morbidi sono ovunque nei prodotti di consumo”, spiega Manuel Catalano, ricercatore dell’IIT e coordinatore del progetto. “Le tecnologie di riciclo oggi disponibili sono spesso pensate per un singolo tipo di materiale, come i tessuti, ma non si adattano facilmente ad altri, per esempio ai cavi elettrici”. Catalano sottolinea come FlexCycle voglia superare questo limite, sviluppando sistemi di automazione più flessibili, in grado di passare rapidamente da un settore all’altro.

Il progetto si concentra su materiali ancora molto complessi da trattare: abiti usati, accessori come bottoni e zip, cavi elettrici dai quali separare la guaina dal rame, fino alle membrane morbide delle batterie fuel-cell, spesso contaminate da sostanze pericolose. Un quadro complicato, dove la lavorazione manuale rallenta i processi industriali e fa salire i costi.

SoftHand e altre tecnologie per il futuro del riciclo

Tra gli strumenti messi in campo c’è la SoftHand, una mano robotica sviluppata dall’IIT e già impiegata in campi come l’archeologia subacquea. “La SoftHand dimostra come la robotica morbida possa gestire compiti delicati”, ricorda Catalano. Ora si punta ad adattare queste tecnologie a diversi ambienti industriali, migliorando la capacità dei robot di afferrare oggetti deformabili e riconoscere i materiali grazie a sensori avanzati e intelligenza artificiale.

Il consorzio europeo dietro FlexCycle riunisce università e aziende esperte in robotica, automazione e gestione dei rifiuti. I partner arrivano da Germania, Francia, Spagna, Paesi Bassi e Svezia. Il coordinamento resta all’IIT di Genova, che negli ultimi anni si è fatto notare per progetti innovativi nel campo della robotica ambientale.

Il riciclo di materiali morbidi: una sfida per l’ambiente e l’industria

Il tema del riciclo dei materiali morbidi è diventato cruciale, soprattutto per l’aumento dei rifiuti tessili in Europa. Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente, ogni europeo produce in media 11 chili di scarti tessili all’anno. Ma solo una piccola parte viene riciclata davvero: la maggioranza finisce in discarica o negli inceneritori. Problema simile per i cavi elettrici, sempre più diffusi con la digitalizzazione e la transizione energetica.

“Le industrie dell’abbigliamento e dell’elettronica sono sotto pressione per ridurre l’impatto ambientale”, spiega Catalano. “Serve trovare soluzioni che rendano il riciclo non solo possibile, ma anche conveniente”. L’automazione intelligente potrebbe abbassare i costi e migliorare la qualità dei materiali recuperati.

Un progetto europeo con impatto globale

Il finanziamento di 7,5 milioni di euro, previsto dal programma Horizon Europe, permetterà al team di lavorare su prototipi avanzati già nei primi due anni. I primi test sono in programma nei laboratori dell’IIT a Genova entro fine 2026. Solo allora si potrà capire quanto funzionano davvero queste nuove tecnologie in impianti di riciclo tessile, centri per i rifiuti elettronici e aziende impegnate nell’economia circolare.

“Non è solo una questione di tecnologia”, conclude Catalano. “Dietro c’è un aspetto sociale importante: migliorare il riciclo significa ridurre l’impatto sull’ambiente e creare nuove opportunità di lavoro”. Così, FlexCycle si candida a diventare un punto di riferimento non solo in Europa, ma nel mondo, nella lotta contro lo spreco e per un futuro più sostenibile.