Mostra Manifesti d’artista al Museo del Cinema: nuove date fino al 3 maggio!

Mostra Manifesti d'artista al Museo del Cinema: nuove date fino al 3 maggio!

Mostra Manifesti d'artista al Museo del Cinema: nuove date fino al 3 maggio!

Giada Liguori

Febbraio 17, 2026

Torino, 17 febbraio 2026 – La mostra “Manifesti d’artista” al Museo Nazionale del Cinema di Torino si allunga fino al 3 maggio. Dieci grandi manifesti, firmati da artisti tra l’epoca del cinema muto e quella del sonoro, sono esposti nel cuore della Mole Antonelliana. Tra questi spicca una rara brochure disegnata da Renato Guttuso per il film “Riso Amaro” di Giuseppe De Santis. Un’occasione unica per vedere opere spesso nascoste nei depositi e ora finalmente in mostra.

Manifesti: non solo pubblicità

La mostra, aperta lo scorso dicembre, mette in luce come questi manifesti cinematografici non siano semplici annunci pubblicitari. Sono veri e propri pezzi d’arte. “Dietro ogni manifesto c’è la mano di un artista eclettico”, ha raccontato Nicoletta Pacini durante la visita guidata di sabato. “Con un tratto grafico che racconta la loro creatività”. Nei corridoi della Mole, si avverte subito la differenza da una grafica standard: ogni manifesto parla di un’epoca, di uno stile, di una visione personale.

Dai magazzini alla luce della Mole

Tutte le opere esposte arrivano direttamente dalle collezioni del museo, uno degli archivi più ricchi d’Italia sul cinema. Molti di questi manifesti non erano mai stati mostrati prima. “Sono piccoli tesori nascosti”, ha spiegato Tamara Sillo, “che meritavano di essere visti da tutti”. Il percorso attraversa gli anni Venti e Trenta, il secondo dopoguerra e gli anni Cinquanta. Nel mezzo, la brochure di Guttuso per “Riso Amaro” del 1949: un pezzo di carta che diventa arte.

Quando l’arte incontra il cinema

Un punto chiave della mostra è proprio il legame tra arte e cinema. Gli autori, spesso pittori e illustratori noti, hanno portato la loro esperienza nel mondo della pubblicità cinematografica. Così, anche se nati per promuovere un film, questi lavori hanno preso vita propria. “Questi artisti hanno dato ai manifesti una forza espressiva che va oltre il film”, si legge nel catalogo.

Un tuffo nella cultura visiva italiana

Girando tra i pannelli, il visitatore si immerge nella ricchezza culturale di quegli anni. Dai colori vivaci degli anni Cinquanta alle linee semplici del periodo fascista, fino alle sperimentazioni grafiche del dopoguerra: ogni manifesto è una finestra su un momento storico preciso. “Si sente il fermento di quegli anni”, ha detto un visitatore domenica, indicando il manifesto di “Assunta Spina” del 1948.

Orari, numeri e impressioni

La mostra è aperta tutti i giorni, dalle 9 alle 20, escluso il martedì. L’ingresso è incluso nel biglietto del museo. Nei primi giorni, più di 12mila persone si sono fermate davanti ai manifesti. “Non me lo aspettavo”, ha ammesso Nicoletta Pacini, “ma evidentemente c’era voglia di riscoprire questi capolavori”.

Un invito a guardare la grafica con occhi nuovi

Con la proroga fino a maggio, il Museo Nazionale del Cinema vuole attirare anche scuole e turisti della primavera. “Manifesti d’artista” si conferma così uno degli eventi più interessanti della stagione culturale torinese. Un invito a scoprire la storia della grafica italiana e il suo legame con il grande schermo.