Napoli, 17 febbraio 2026 – Un incendio ha avvolto stamattina il teatro Sannazaro, uno dei cuori pulsanti della commedia napoletana. Le prime stime parlano di danni tra i 60 e i 70 milioni di euro. Il rogo è divampato poco dopo le 7 in via Chiaia, richiamando sul posto vigili del fuoco, tecnici comunali e forze dell’ordine. Per ore, i soccorritori hanno lottato contro fumo denso e detriti, mentre i residenti guardavano, increduli e in silenzio.
Fiamme al Sannazaro: i danni e la battaglia contro il fuoco
Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio sarebbe partito dal retro del palcoscenico, forse a causa di un quadro elettrico. “Abbiamo sentito un odore acre già prima dell’alba”, racconta una commerciante che vive a pochi passi dall’ingresso. Sul posto sono arrivati sei mezzi e più di venti vigili del fuoco, che sono riusciti a spegnere le fiamme soltanto dopo le 10. Il fumo ha invaso tutto l’isolato, costringendo la polizia municipale a chiudere via Chiaia e le vie vicine.
Le valutazioni tecniche parlano di un danno economico tra 60 e 70 milioni di euro. Una cifra ancora provvisoria, ma già pesante. “Stiamo controllando la stabilità dell’edificio – spiega l’ingegner Marco Esposito, nominato dal Comune – ma la situazione è difficile: sono andati distrutti arredi storici, sipari, impianti e gran parte delle decorazioni originali”.
Il Sannazaro, simbolo della cultura napoletana, ferito dalle fiamme
Fondato nel 1874, il teatro Sannazaro è da sempre il tempio della commedia napoletana. Proprio pochi giorni fa si era chiusa una stagione ricca di spettacoli. Sul suo palco sono passati artisti come Luisa Conte, Nino Taranto e Lina Sastri. “È una ferita per tutta la città”, commenta a caldo Teresa De Luca, assessore alla Cultura del Comune. “Il Sannazaro non è solo un teatro: è memoria viva, un luogo di incontro e di identità”.
Davanti alle transenne si sono radunate molte persone, alcune con lo sguardo perso tra le macerie annerite. “Qui portavo mio padre da bambino”, confida un anziano spettatore. “Non riesco a crederci”. Le compagnie teatrali locali hanno espresso solidarietà sui social: “Ripartiremo insieme”, si legge in un post della compagnia stabile.
Sulle cause, si punta al cortocircuito
Le indagini sono affidate alla squadra mobile della Questura e ai vigili del fuoco. Al momento, l’ipotesi più accreditata è quella del cortocircuito in un quadro elettrico dietro le quinte. “Non emergono segni evidenti di dolo”, precisa il comandante provinciale dei vigili, Giovanni Russo. Serviranno però approfondimenti. La zona è stata posta sotto sequestro per i rilievi.
Il sindaco di Napoli, Marco Palmieri, ha visitato il teatro intorno alle 11.30. “Siamo vicini alla direzione e a tutta la comunità artistica”, ha detto ai giornalisti. “Chiederemo al governo fondi straordinari per la ricostruzione”. Il Comune valuta anche una raccolta fondi pubblica.
Un colpo duro per la stagione teatrale
L’incendio rischia di lasciare un grande vuoto nella vita culturale della città. Gli spettacoli previsti per febbraio e marzo sono stati annullati. “Cerchiamo soluzioni alternative per non fermare le compagnie”, spiega la direttrice artistica Maria Grazia Di Mauro. Alcuni eventi potrebbero spostarsi in altri teatri, ma la situazione è ancora incerta.
La città si interroga sul futuro dello storico edificio. “Non sarà semplice ricostruire tutto com’era”, ammette un tecnico comunale. Eppure, tra macerie e fumo che ancora aleggia, si sente forte la voglia di non arrendersi. Quando le luci torneranno ad accendersi sul palcoscenico, Napoli potrà dire di aver ritrovato uno dei suoi simboli più amati.
