Scoperta rivoluzionaria: il midollo spinale umano riparato in laboratorio

Scoperta rivoluzionaria: il midollo spinale umano riparato in laboratorio

Scoperta rivoluzionaria: il midollo spinale umano riparato in laboratorio

Giada Liguori

Febbraio 17, 2026

Chicago, 17 febbraio 2026 – Un team della Northwestern University ha messo a punto una terapia rigenerativa capace di riparare un modello di midollo spinale umano coltivato in laboratorio. Il modello riproduce le lesioni più comuni che causano la paralisi. I risultati, pubblicati su Nature Biomedical Engineering, potrebbero aprire la strada a nuovi trattamenti per chi ha subito gravi danni spinali, dopo i primi successi ottenuti su animali.

Midollo spinale in provetta: la ricerca che cambia le regole

Guidati dal professor Samuel Stupp, i ricercatori hanno creato un organoide di midollo spinale umano partendo da cellule staminali pluripotenti indotte. Ma non si tratta solo di neuroni e astrociti: per la prima volta è stata inserita anche la microglia, le cellule immunitarie che vivono nel sistema nervoso centrale. “Volevamo riprodurre in modo realistico l’infiammazione che segue una lesione traumatica”, ha spiegato Stupp, sottolineando come la presenza della microglia renda il modello più vicino a quello reale.

Gli organoidi sono stati coltivati per mesi nei laboratori della Northwestern, fino a raggiungere una maturità simile a quella del tessuto adulto umano. Alcuni sono stati tagliati con un bisturi, per simulare lacerazioni chirurgiche; altri sono stati compressi, come accade negli incidenti stradali o nelle cadute. In entrambi i casi, si è formata una vera e propria “cicatrice” e si è osservata la morte delle cellule, proprio come accade nelle lesioni spinali vere.

La terapia: nanofibre che fanno ricrescere i nervi

Dopo aver creato i modelli danneggiati, i ricercatori hanno provato una terapia rigenerativa già testata con successo sui topi. Il trattamento prevede una singola iniezione di un liquido che, a contatto con il tessuto, si trasforma rapidamente in una rete di nanofibre. Queste fibre imitano la struttura naturale del midollo spinale e aiutano a ricostruire le connessioni tra i nervi.

“Il trucco sta nel modo in cui le molecole dentro le nanofibre si muovono insieme”, ha raccontato uno degli autori dello studio. Regolando questo movimento, il materiale interagisce meglio con i recettori delle cellule, stimolando la crescita dei neuriti – le lunghe estensioni che collegano i neuroni. Nei topi paralizzati, bastava una sola iniezione per recuperare la capacità di camminare in circa un mese.

Risultati incoraggianti e passi avanti verso la clinica

Nei modelli umani in laboratorio, il trattamento ha favorito una crescita importante dei neuriti e ha ridotto significativamente le cicatrici nel tessuto nervoso. “Abbiamo visto una rigenerazione mai osservata prima in questi modelli”, ha ammesso Stupp. Il dato più importante riguarda proprio la riduzione della cicatrice gliale, uno degli ostacoli principali alla ripresa funzionale dopo una lesione spinale.

La terapia ha ottenuto di recente il riconoscimento come farmaco orfano dalla Food and Drug Administration americana (FDA), un passaggio che potrebbe velocizzare l’avvio delle sperimentazioni cliniche sull’uomo. “Siamo ancora lontani dal poterla usare sui pazienti”, ha precisato il team, “ma questi risultati ci danno molta fiducia”.

Speranze e sfide: il punto degli esperti

Gli autori dello studio sottolineano che la presenza della microglia negli organoidi è fondamentale per testare davvero l’efficacia delle terapie rigenerative in condizioni realistiche. Restano però da capire meglio la sicurezza e la durata degli effetti nel tempo.

“È un bel passo avanti”, commenta il neurologo italiano Andrea Rossi, “ma serviranno ancora anni di ricerca prima di vedere questa tecnologia in corsia”. Intanto, la comunità scientifica segue con attenzione i prossimi sviluppi: riparare il midollo spinale umano danneggiato è una delle sfide più difficili della medicina.

Per ora, la speranza è affidata ai laboratori e alle nuove frontiere della medicina rigenerativa, dove anche un piccolo progresso può cambiare la vita di migliaia di persone colpite dalla paralisi.